Di Simona Peverelli
Bandiere, lettere, mappe e oggetti del quotidiano. Ma anche l'emozione sublimata attraverso le pennellate di colore. C'è tutto questo nella retrospettiva dedicata a Jasper Johns in mostra al Guggenheim Museum di Bilbao. Jasper Johns: night driver, fino al 12 ottobre 2026, presenta circa 140 opere, tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, un libro d'artista e una scenografia. Una grande occasione per i visitatori per esplorare sette decenni di carriera di uno dei pittori considerati tra i più importanti della metà del XX secolo, perché è stato centrale e fondamentale nella nascita di movimenti come la pop art, il minimalismo e l'arte concettuale. Nella metà degli Anni '50, infatti, Johns si è lasciato alle spalle la sua opera precedente, e ha dipinto la sua prima bandiera americana. Non un gesto politico, ma il simbolico inizio di un movimento artistico nuovo e dirompente.
Bandiere, bersagli, mappe, numeri e lettere sono soggetti che, in diverse declinazioni, strutturano l'opera di Jasper Johns, elementi quotidiani e facilmente riconoscibili diventati iconici, che hanno contribuito a renderlo un artista universalmente riconosciuto. Per questo la retrospettiva parte con esempi delle sue celebri pitture di soggetti piani, comprese opere molto note come Bandiera su campo arancione, Cassetto, Falso inizio, Bersaglio e Mappa. Poi il passaggio: In memoria dei miei sentimenti - Frank O'Hara segna il momento in cui la tematica impersonale lascia spazio a quelle emotive; il colore grigio, qui, conferisce loro un tono malinconico, le pennellate colorate un tono giocoso.
Lontano dalle retoriche espressioniste, Johns ha saputo dare carica ironica ed emotiva allo stesso tempo ai suoi lavori, ponendo le basi del minimalismo e dell'arte concettuale. Aspetti che emergono con chiarezza nella sala dedicata alle prime sculture. Oggetti quotidiani, come lampadine e torce elettriche - che invece di illuminare diventano oggetto della visione - e persino uno spazzolino da denti. E poi le opere di grande formato, come Studio e Studio II, realizzate con stampe di porte o finestre che includono ora tazze, ora scope, ora posate o pennelli, evocando il tema dello studio e dell'atelier dell'artista.
C'è poi un momento in cui l'arte di Johns inizia a mostrare chiari e costanti riferimenti ad altri artisti, come Edvard Munch in Tra l'orologio e il letto, Picasso in Dopo Picasso, o Frida Kahlo in La vasca da bagno, tutti esposti in questa retrospettiva. E poi la collaborazione con Marcel Duchamp e il coreografo Merce Cunningham, per realizzare la coreografia Walkaround Time, per cui Johns progetta costumi e scenografie prendendo spunto da un'opera di Duchamp; un lavoro che è possibile ammirare in una sala della esposizione, dove sono esposte le scene e dove viene proiettato il video della performance dei ballerini, del 1968.
La retrospettiva Jasper Johns: night driver, sostenuta dalla Fondazione BBVA, è ospitata da quello che i locali definiscono "la vera cattedrale di Bilbao". Un'opera mastodontica firmata dall'archistar statunitense Frank O. Gehry, una sorta di astronave atterrata nel 1997 sulla sponda sinistra del "Ria" (come viene chiamato dagli spagnoli per indicare come l'acqua dolce del fiume che sfocia nell'oceano si mescoli a ogni alta marea con quella salata). Un'opera diventata simbolo della città basca, insieme con il ragno di metallo e il cane-siepe che fanno da guardiani a questa immensa struttura di vetro e titanio. Una meta imprescindibile per chi visita Bilbao.
Fuori da qui le strade svelano attraverso i diversi stili architettonici la storia della città: le case precise ed eleganti della piccola borghesia di inizio Novecento, la vecchia stazione degli Anni '40, i complessi in mattoni Anni '60 costruite per gli operai, il ponte di Calatrava degli Anni ‘90 (Zubizuri, molto criticato da chi vive qui) e i condomini specchiati degli anni Duemila. Da visitare l'originario centro storico nell'ansa più piccola del fiume, attraversato dal famoso cammino di Santiago, con le sue sette vie che ruotano attorno alla (vera) cattedrale. Da percorrere con il battello il fiume fino alla foce per scorgere i resti della Bilbao dalla vocazione industriale di un tempo, oltre che portuale. Da prendere la funivia che porta sui colli poco lontano, che dall'alto dominano con i loro parchi, le loro piscine e le loro passeggiate nel verde la città. E il Guggenheim Museum.