Di Giulia Pacella
La moda alla Milano Design Week. Una protagonista ormai immancabile non solo con experience immersive e installazioni, ma anche con collaborazioni speciali e collezioni dedicate alla casa. Gli spazi delle boutique e dei flagship store delle maison diventano vetrine per presentare interior designer indipendenti, ceramisti di nicchia, racconti su oggetti domestici, incursioni “extra settore” con la progettazione e il lancio di oggetti speciali, ad hoc per questa occasione.
La ciotola da tè, elemento centrale nella cultura giapponese, diventa l’oggetto intorno a cui Prada Home costruisce il suo progetto nella boutique in Montenapoleone 6 con una collezione di ceramiche e forme cerimoniali. Ideata e curata dall’artista americano, Chawan Cabinet by Theaster Gates riunisce un insieme di opere che dissolvono il confine tra arte e oggetto e crea una riflessione sul modo in cui abitiamo.
Gli scaffali di un cabinet personale dell’artista accolgono oltre 1.000 ciotole tra yunomi, la tazza da tè quotidiana, di guinomi, la coppa da sakè, e il tokkuri, la bottiglia e dialogano con una selezione della collezione Prada Home realizzata in Giappone, in un fil rouge tra design italiano e tradizioni artigianali giapponesi.
Anche Dior Maison presenta un progetto in dialogo tra oggetto, arte e abitare con le nuove lampade della collezione Corolle, firmate dal designer Noé Duchaufour-Lawrance e ispirate alle linee a corolla del New Look.
Le lampade, realizzate in vetro soffiato realizzate secondo la tradizione di Murano rievocano i drappeggi e i plissè del tessuto, mentre quelle in bambù intrecciato sono connesse al motivo cannage, che da sempre contraddistingue la maison.
Anche Aesop indaga il rapporto tra artigianato e luce e compie un’incursione nell’interior design con una special edition, la lampada Aposē: realizzata con base in ottone fuso a mano e corona in vetro soffiato e declinata in 3 varianti - da tavolo, da terra e in sospensione - diffonde una luce calda e morbida.
Presentata all’interno di una suggestiva installazione nella sagrestia di Santa Maria del Carmine, l’oggetto dialoga con una superficie ondulata composta da oltre 10.000 flaconi ambrati riciclati che ne rifrange e moltiplica la luce, creando un paesaggio luminoso e immersivo. La lampada realizzata in edizione limitata è già disponibile per l’acquisto.
JW Anderson ha presentato una capsule di cesti e basket bag realizzate con l’artigiano Eddie Glew: intrecciate a mano in salice britannico e rifinite in pelle conciata al vegetale rievocano i bauli medievali e confermano il legame del direttore creativo al mondo dell’artigianato.
Il progetto è accompagnato da dimostrazioni live in boutique, dove Glew realizza fiori in legno intagliati a mano, espressione di una tradizione artigianale tramandata e profondamente radicata.
L’abitare come forma espressiva di stile e di eleganza, al pari di un abito. Nel flagship di Corso Venezia 14, Armani/Casa presenta Origini, un percorso tra passato e presente che racconta l’evoluzione dello stile Armani a partire dalle sue icone di design. Pezzi che hanno fatto la storia della casa secondo Armani, come la poltrona Baloon, vengono oggi proposte in riedizioni che mantengono intatte il DNA e i codici della maison.
Non manca poi la parte living che rievoca diverse atmosfere e ambienti domestici ispirati alle case di Giorgio Armani tra convivialità elegante, spazi intimi e contemplativi, fino a suggestioni di vacanza mediterranea.
Antonio Marras porta alla Design Week 2026 Picnic a Le Vasche di Ciù Peppì, un racconto immersivo ispirato al paesaggio sardo in cui è possibile scoprire le diverse collaborazioni e oggetti in mostra a cominciare dalla linea outdoor con Nodo Italia alle carte da parati con Wall&decò che fanno rivivere i motivi grafici tipici dello stile Marras fino ai lampadari in ferro smaltato firmati De Castelli.
Etro Home Interiors invece esplora il mondo dell’Art Déco e presenta una collezione dalla geometria rigorosa ma dall’anima iper decorativa e cosmopolita. In sintonia con lo spirito eclettico della maison e fedele al linguaggio espressivo delle arti decorative, la collezione gioca con i contrasti tra passato e presente, tra sobrietà e massimalismo.
Diesel porta i suoi codici street style nella collezione Diesel Living con un progetto in collaborazione con Moroso. Un sistema composto da un letto, rigorosamente in denim, e tavolini coordinati sviluppati sotto la direzione creativa di Glenn Martens sono il tocco. Volumi accoglienti, comfort e semplicità sono i tratti distintivi del Diesel Baggy Bed che è un invito a vivere la casa nel segno della condivisione e del relax.
Longchamp collabora con il designer francese Patrick Jouin e in occasione della Milano Design Week 2026 presenta un’installazione nel flagship di via della Spiga dedicata agli oggetti sviluppati in esclusiva per Longchamp e inclusi nella collezione Patrick Jouin Édition. Protagonisti i tavolini DROP e la poltrona OLO, che vengono reinterpretati con i codici della Maison, e una lampada in edizione limitata a struttura conica in pelle micro-perforata ispirata all’iconica borsa Le Pliage. Il progetto che unisce design contemporaneo e savoir-faire artigianale.
Non solo casa e spazio domestico, ma anche il mondo del lifestyle e della convivialità fa coppia con la moda. Accade per esempio in uno dei luoghi più iconici della città e amatissimo dai milanesi: la Pasticceria Cucchi. Marni la trasforma con un progetto firmato RedDuo Studio: per oltre tre mesi, lo storico caffè diventa uno spazio immersivo che fonde tradizione milanese ed estetica Marni.
Pattern rétro di righe e pois, palette rosso-verde e un’identità dal forte impatto visivo ridisegnano ambiente, oggetti e rituali, dalle tazzine (anche in vendita) fino al servizio e al tableware. Completa l’esperienza una proposta di cocktail firmata Martini. Un intervento che reinterpreta il rito del caffè e dell’aperitivo in chiave contemporanea.
Leggi anche:
Le borse bisaccia, i modelli di tendenza della Primavera 2026