Di Federica Caiazzo
L’animalier è tornato: sulle passerelle delle sfilate moda Primavera/Estate 2026 si ode forte e chiaro il ruggito delle stampe feline. Dal leopardato al tigrato, fino alle derive più ibride, i motivi ispirati al mondo animale più fiero e selvaggio infondono nei look femminili un mood graffiante e al tempo stesso sensuale. Forse eccentrico? Sì, ma sempre stemperato da quel pizzico di minimalismo e glamour che dà vita a contrasti ben calibrati. La declinazione della tendenza si traduce così in un vademecum di capi chiave - abiti, top, giacche e borse - che svelano con precisione e accuratezza il nuovo volto di questo diktat pronto per essere contestualizzato nel guardaroba femminile.
È sicuramente il vestito animalier a celare un je ne sais quois di istintivo e potente, dotato di carattere e personalità. Da Blumarine, la femminilità si plasma su un immaginario spagnoleggiante e da vera flamenquita: il vestito con ruches richiama la silhouette tipica degli abiti caratteristici della danza spagnola, reinterpretati ora attraverso una stampa felina privata della sua palette originaria e ricalibrata su un’inaspettata tonalità di verde.
Tod's sceglie invece la via del minimalismo estremo: il mini-tubino animalier sembra quasi una piccola tunica, che sussurra grinta senza eccedere troppo. Con GCDS la stampa felina si contamina invece di colori pop e lingerie: fluo e pizzo convivono in uno slip dress corto e dall’allure notturna.
Sì, il top animalier è proprio il giusto compromesso. Le passerelle delle sfilate Primavera/Estate 2026 ci insegnano infatti a indossarlo in modo furbo e strategico, portandolo (anche) in dialogo con capi più rigorosi o destrutturati. Da Elie Saab il top intrecciato sul seno richiama una sensualità anni ’90, sofisticata e dal languore cinematografico. La stampa felina si inserisce sotto giacche in pelle marrone e gonne midi color sabbia, plasmando uno splendido equilibrio tra grinta e raffinatezza.
Wijnants interpreta il tema con un approccio più essenziale: il gilet animalier trova posto su pantaloni a sacchetto in denim chiarissimo. Qui il bon ton prevale, ma la stampa resta la tendenza dominante. Da Roberto Cavalli, il top aderente a maniche lunghe si trasforma infine in un inno alla luminosità. Le nuance dorate dominano la scena, mentre l’animalier si fa velato, appena accennato, lasciando che sia il colore a prendersi il centro della narrazione.
Sulle passerelle delle sfilate di questa stagione, la giacca animalier diventa terreno di sperimentazione, e la stampa felina viene a confrontarsi con layering altrettanto strategici. Da Nina Ricci la giacca assume le sembianze di una maxi-camicia ben strutturata. La stampa pitonata esplode su una gonna a pois con inserti in tulle fucsia: massimalismo allo stato puro, volutamente spinto oltre il limite.
Dolce & Gabbana mette in scena un dialogo inaspettato tra animalier tigrato e righe da pigiama. Il risultato è un completo leisurewear ribaltato in chiave outdoor, reso ancora più incisivo da collant neri (sensualissimi) che amplificano il contrasto. Infine, il brand parigino Zomer porta la stratificazione oltre, a un livello concettuale: sotto la giacca convivono abito bianco e gonna color cammello, mentre un maxi fiocco costruito con una cravatta introduce il dettaglio Wow.
Non proprio una fan della tendenza? Bene, per chi vuole avvicinarsi all’animalier con gradualità, la borsa rappresenta il portale di accesso più naturale e versatile. È l’accessorio che permette di introdurre la stampa senza stravolgere l’intero look, giocando su contrasti bilanciati con cura. MSGM e Michael Kors propongono borse morbide e destrutturate, pensate per essere portate a mano con nonchalance.
Da Valentino, invece, la borsa animalier diventa dichiaratamente il pezzo statement: inserti in pelle pregiata e l’iconico logo della Maison trasformano l’accessorio in un punto focale del look, dove la stampa animalier cede lo scettro e il centro della scena.