Di Federica Caiazzo
L’era dei colori pop, aciduli e sgargianti anche in spiaggia potrebbe essersi conclusa. Le passerelle delle sfilate Primavera/Estate 2026 dettano tendenza, e mostrano il volto di una nuova direzione swimwear che si muove con coerenza verso una ritrovata forma di sottrazione. Nonostante la moda continui a concedere spazio a incursioni vitaminiche e a cromie pop (quasi un riflesso inevitabile dell’immaginario estivo), il cuore dei diktat sembra orientarsi altrove: verso un’estetica più essenziale, anche più facilmente fruibile, fatta di bianco candido, tonalità sabbiate e righe à la marinière.
L’implicazione che ne consegue è chiara: il bikini non si limita più a definire (solo) il look da spiaggia o da piscina, ma si inoltra in un territorio ibrido e più trasversale. Il leisurewear quotidiano va così a sovrapporsi, creando un compromesso valido anche in contesti urban. Questa stagione, il costume da bagno esce allo scoperto anche nelle mise da città, e quasi sembra voler costruire una nuova identità. Una volta in spiaggia tornerà però sempre alla sua essenza più autentica: quella di capo funzionale, per il tradizionalissimo bagno estivo (e per essere chic anche sotto l’ombrellone).
Si è detto per stagioni che il costume nero fosse il passepartout definitivo del beachwear, la soluzione più sicura, la conditio sine qua non della versatilità. Eppure, questa Primavera/Estate 2026 ribalta con decisione il presupposto: è il bianco a prendersi la scena, esplorato in passerella sia come swimwear sia in associazione con capi che - decisamente sì - vorremmo indossare anche per andare al mare. Contaminando il guardaroba daily, il costume da bagno bianco si lascia anche stratificare (e intravedere) sotto abiti ton sur ton.
Da Rabanne emerge da crop-top destrutturati con dettagli cut-out netti, scenici: il risultato finale porta completamente il pezzo di sopra al centro dell’attenzione. Da Miu Miu e Simkhai, il gioco è quello del vedo-non-vedo costruito su abiti traforati e sovrapposizioni in palette: si va al mare, sì, ma con questo styling si è perfette anche per l’aperitivo a bordo piscina.
Udite, udite: le righe sono definitivamente tornate. Non che fossero mai andate via, ma le sfilate Primavera/Estate 2026 confermano quanto il loro fascino continui a essere magnetico e senza tempo, oltre qualsiasi tendenza e stagionalità. L’estetica à la marinière, da sempre appartenente all’immaginario collettivo, si rimette in moto sulle passerelle con un pizzico di sorprendente imprevedibilità. Vedere per credere Jean Paul Gaultier, che ne sovverte l’alfabeto cromatico sostituendo il blu canonico con un arancio citrico. Anche la silhouette del bikini si trasforma: è scultorea, gonfia, giocosa, volutamente esagerata. Il bikini diventa oggetto quasi funzionale, con volumi laterali che ricordano galleggianti.
Da Ralph Lauren, invece, le righe ritornano sotto i riflettori nella loro forma più “classica”: blu e bianco, un mix cromatico da rileggersi con sofisticatezza, attraverso camicie lasciate aperte e styling rilassati (look perfettamente validi anche in città). Dolce&Gabbana gioca invece sulla stratificazione sensuale: la mini bralette a righe, impreziosita da cristalli, si sovrappone alla lingerie in pizzo.
Dulcis in fundo, il ritorno alla materia. Le nuance sabbiate tessono con femminilità il fil rouge di un’estetica più silenziosa e dal profilo basso, che attraversa le collezioni Primavera/Estate 2026 facendo da massimo comune denominatore. Da Isabel Marant il bikini assume una personalità quasi grintosa e audace: styling con stivali, dettagli in perline di legno, lacci lasciati volutamente liberi, texture che oscillano tra optical e animalier. Oserée introduce invece una dimensione più luminosa, quasi liquida: il bikini sabbia si fa prezioso, grazie a una finitura perlescente e a bretelle sostituite da catene in metallo dorato.
Infine, Zimmermann: il costume intero beige più classico per eccellenza, intriso di spirito anni ’90 perché sgambato nelle linee. Lo vediamo diventare un body perfetto per un look urban, portato con pantaloni bianchi e camicia aperta. Dalla spiaggia alla città, senza spezzare mai la continuità.