Di Serena Savardi
Vestiti sexy, pizzi, corsetti, slip dress, lingeria a vista… La moda Primavera/Estate 2026 torna a scoprire il corpo raccontando una certa attitudine sexy che, in alcune maison, non ha mai smesso di fare tendenza.
Ma nell’epoca in cui il concetto di body consciousness risulta più inflazionato che mai, ha ancora senso far distinzione tra ciò che deve essere celato, rispetto a ciò che viene esposto (e pertanto messo al vaglio del giudizio altrui)?
Quando certi indumenti hanno smesso di essere puro appannaggio del boudoir delle signore per farsi largo sulle strade delle nostre città e, soprattutto, perché?
Oggi intravedere un reggiseno sotto una giacca oversize, un body abbinato a pantaloni sartoriali o una sottoveste portata in pieno giorno non ci sorprende.
È il risultato di decenni in cui la moda ha riscritto il significato dell’intimo: non più qualcosa da celare, ma uno strumento di identità, forza e stile. Eppure non sempre è stato così.
Infatti prima degli anni Novanta, di certi couturier e di certe celebrities, la società considerava i reggiseni, i body, i reggicalze e le sottovesti, quali elementi da nascondere sotto gli abiti e da tenere nella sfera privata, piuttosto che da sfoggiare come simbolo di autonomia, sensualità e provocazione.
Vivienne Westwood, Jean Paul Gaultier, Thierry Mugler, e persino Karl Lagerfeld da Chanel, a partire dalla fine degli anni ’80 segnarono, con la complicità di star come Madonna, un punto di svolta nel mondo della moda (e di conseguenza nella società) senza precedenti.
E se Gianni Versace fu colui che rese body e sottovesti un capo da sera e da giorno consegnando alle ragazze la possibilità di indossare la lingerie con la stessa autorevolezza di un tailleur, furono l’avvento del nuovo millennio e del mondo digitale a trasformare ciò che prima era scandaloso in una pratica quotidiana.
Così in questa Primavera/Estate 2026 per Prada l’eleganza ha le fattezze di un semplice reggiseno nero, per Etro sotto il pizzo non ci vuole niente, mentre sotto il tailleur solo un top. Anche Ermanno Scervino decide di osare con le trasparenze ed esporre i suoi balconcini in bella vista.
Questa è e sarà una stagione bollente come ci racconta non solo l'Anticiclone in arrivo sul Continente Europeo ma anche The Attico che è seducente al pari di Dolce&Gabbana.
Il brand - che più di altri, negli anni e con il supporto di certe bellezze iconiche, ci ha abituato a svelare ogni sfaccettatura della femminilità - in questa stagione è riuscito a trascinare fuori dalla camera da letto anche il più classico dei pigiami a righe per renderlo sexy e, soprattutto, di tendenza.
E poi ci sono le sottovesti di Tom Ford, i body piumati da abbinare a pantaloni sartoriali secondo Victoria Beckham, la corsetteria pop di GCDS… Il mondo del pret-à-porter sembra averci consegnato collezioni che vanno oltre l’essere ispirazioni di stile e per assomigliare a prese di posizioni al limite del femminino. E no, non occorre avere il fisico statuario di certe top model per indossare certe creazioni, la moda di questa primavera estate ci racconta una ritrovata femminilità capace di appagare sé stessa, incurante del giudizio altrui.