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living19 maggio 2026

5 tendenze design che ridisegnano il presente. Tra geometria, colore e memoria

Dai tessuti dell’attivista e architetto cinese Ai Weiwei alla riedizione della Peacock Chair di Verner Panton: cosa ci dicono i cataloghi 2026
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Di Patrizia Piccinini

Le sedute Peacock di Verner Panton rieditate da KARAKTER x CASSINA - Courtesy Francesco Dolfo
Le sedute Peacock di Verner Panton rieditate da KARAKTER x CASSINA - Courtesy Francesco Dolfo

C'è una tensione che attraversa i nuovi cataloghi di quest'anno, e vale la pena nominarla subito: il design non ha scelto una direzione, ne sta percorrendo due contemporaneamente. Da una parte la curva, il volume smussato, la forma che accoglie. Dall'altra il taglio netto, la geometria che rimette ordine. Non si escludono, convivono, spesso nello stesso oggetto. È il segno di un momento in cui si cerca protezione, ma si vuole anche lucidità. Un settore che prova a rassicurare senza rinunciare a mettere a fuoco.

Il progetto prende posizione

La prima tendenza che emerge è forse la più inattesa: il progetto si fa portavoce. Tessuti, superfici e oggetti diventano campo narrativo, politico in alcuni casi, poetico in altri. Rubelli ha portato sui propri tessuti in seta l'arte dell’attivista e architetto cinese Ai Weiwei, telecamere di sorveglianza e catene che trasformano il decoro in presa di posizione politica e sociale.

About Silk, Ai Weiwei, Rubelli - Courtesy Rubelli
About Silk, Ai Weiwei, Rubelli - Courtesy Rubelli

Antonio Marras e De Castelli hanno lavorato il metallo fino a farlo diventare superficie segnata, incisa dal gesto. Fornasetti e cc-tapis hanno trasformato il tappeto in uno spazio di scarto percettivo. Un gesto che è ironico, ma non frivolo, colto, ma non freddo, decorativo, ma con una logica quasi ossessiva sottostante. Non è mai puro ornamento, c'è sempre una struttura concettuale che regge tutto.

Da sinistra: La Geometria del Caos. Antonio Marras X De Castelli. Cassettiera Celato Skeria - Courtesy Daniele Notaro; Fornasetti x cc-tapis - Courtesy Piotr Niepsuj
Da sinistra: La Geometria del Caos. Antonio Marras X De Castelli. Cassettiera Celato Skeria - Courtesy Daniele Notaro; Fornasetti x cc-tapis - Courtesy Piotr Niepsuj

La funzione torna al centro, ma con più rigore

In parallelo, e quasi in risposta, si rafforza una linea di ritorno all'ordine costruttivo. Non è minimalismo per sottrazione, è chiarezza per costruzione. Il tavolo Abaco di Ronan Bouroullec per B&B Italia tiene la struttura leggibile e dichiarata, quasi didattica. La sedia Ultralight di Francesco Rota per Desalto riduce la storica Chiavarina a una presenza essenziale, quasi sottratta.

Da sinistra: Abaco Table, Ronan Bouroullec, B&B Italia - Courtesy con B&B Italia; Ultralight Chair, Francesco Rota, Desalto - Courtesy con Desalto
Da sinistra: Abaco Table, Ronan Bouroullec, B&B Italia - Courtesy con B&B Italia; Ultralight Chair, Francesco Rota, Desalto - Courtesy con Desalto

Giacomo Moor porta la stessa logica in Fillet Lounge per Living Divani: il foglio metallico diventa seduta senza mediazioni superflue. Front Design per Moroso, con GEOMETRIÆ, costruisce volumi che non cercano effetto, ma definizione. Nei cataloghi 2026 la funzione non è il punto di partenza ovvio: è il risultato di un ragionamento preciso.

Da sinistra: GEOMETRIÆ Collection, Front Design, Moroso - Courtesy Massimo Gardone-Azimut; Fillet Lounge, Giacomo Moor, Living Divani - Courtesy con Living Divani
Da sinistra: GEOMETRIÆ Collection, Front Design, Moroso - Courtesy Massimo Gardone-Azimut; Fillet Lounge, Giacomo Moor, Living Divani - Courtesy con Living Divani

Il colore smette di accompagnare, comincia a orientare

Il cambiamento più sottile, ma forse più significativo, riguarda il colore. Non è più un attributo della forma, è uno strumento di lettura. Nella poltrona YVE'S di Piero Lissoni per Kartell la struttura tubolare diventa segno continuo e il colore ne definisce la lettura tra interno ed esterno.

In A.B.C. di Alberto Meda per Cappellini il rosso interviene come sistema di orientamento dentro una griglia in alluminio riciclato. Mutina, con la Fondazione Albers e il progetto Homage to the Square, va oltre: la ceramica diventa campo di variazione percettiva, dove il colore cambia con la luce e sposta la lettura del modulo. Meno palette stagionale, più colore come decisione progettuale.

Da sinistra: A.B.C. System, Alberto Meda, Cappellini - Courtesy con Cappellini; Homage to the Square, Josef Albers Foundation, Mutina - Courtesy Mutina
Da sinistra: A.B.C. System, Alberto Meda, Cappellini - Courtesy con Cappellini; Homage to the Square, Josef Albers Foundation, Mutina - Courtesy Mutina

La memoria non è nostalgia

Le riedizioni ci sono sempre state, ma il modo in cui vengono proposte nel 2026 dice qualcosa di nuovo. Zanotta recupera Carlo Mollino con il tavolo Vertebra, progetto rimasto a lungo sospeso tra disegno e possibilità. Ceccotti Collezioni rilegge il 604 Desk di Mario Gottardi con precisione quasi tecnica.

Dall’alto: Vertebra Table, Carlo Mollino, Zanotta - Courtesy con Zanotta; 604 Desk, Mario Gottard, Ceccotti Collezioni - Courtesy Ceccotti
Dall’alto: Vertebra Table, Carlo Mollino, Zanotta - Courtesy con Zanotta; 604 Desk, Mario Gottard, Ceccotti Collezioni - Courtesy Ceccotti

Collezioni Gervasoni, con la Fondazione Magistretti, riattiva la poltrona R 513, dove il rattan Manau costruisce una sequenza verticale chiara, senza nostalgia. Karakter e Cassina rendono omaggio a Verner Panton - nel centenario della nascita del designer danese - con la riedizione della sua Peacock Chair, progetto che continua a scardinare ogni idea precostituita di design scandinavo. Non si guarda indietro per rifugiarsi: si guarda indietro per capire dove andare.

Da sinistra: R 513 Armchair, Vico Magistretti, Gervasoni - Courtesy con Gervasoni; MARGHERÌ, Monica Armani, Flexform - Courtesy con Flexform
Da sinistra: R 513 Armchair, Vico Magistretti, Gervasoni - Courtesy con Gervasoni; MARGHERÌ, Monica Armani, Flexform - Courtesy con Flexform

La decorazione ritrova una vena romantica

C'è una zona dei cataloghi 2026 in cui il progetto si allenta e assume una dimensione evocativa, quasi teatrale, discreta però, mai eccessiva. MARGHERÌ di Monica Armani per Flexform interpreta il gesto del riposo attraverso strutture leggere, sospese. Pliage di Bruno Tarsia per Illulian lavora il tappeto come superficie piegata, dove il segno diventa movimento trattenuto.

Noé Duchaufour-Lawrance per Dior Maison chiude il cerchio con le lampade Corolle, vetro di Murano e bambù giapponese, luce trasformata in materia controllata. Oggetti che si avvicinano alla scultura senza perdere la funzione. Non è eccesso, è decorazione consapevole, che sa esattamente fin dove spingersi.

Da sinistra: Corolle Lighting, Noé Duchaufour-Lawrance, Dior Maison - Courtesy con Dior Maison; Pliage Rug, Bruno Tarsia, Illulian - Courtesy con Illulian
Da sinistra: Corolle Lighting, Noé Duchaufour-Lawrance, Dior Maison - Courtesy con Dior Maison; Pliage Rug, Bruno Tarsia, Illulian - Courtesy con Illulian

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