Di Giuditta Avellina
Il Festival di Cannes prosegue tra glamour e arte cinematografica. Nella giornata di Garance, film di Jeanne Herry con Adèle Exarchopoulos, la scelta del bianco sul red carpet è apparsa quasi unanime: Bella Hadid in custom Prada, Demi Moore in custom AMI Paris, Carla Bruni in Roberto Cavalli, Im Yoon-ah in Kyha Bridal, Liya Kebede e Julianne Moore in Bottega Veneta, Kenya Jones in Genny.
Ben più di una semplice tendenza colore: un atlante di bianchi diversi. Satinati, drappeggiati, sartoriali, animalier, bridal, floreali. Un tripudio di white dressing che ha incantato la Croisette.
Alla première di Garance, la modella è arrivata con il fratello Anwar Hadid indossando un abito custom Prada senza spalline, con busto gioiello, strascico e stola d’ispirazione vintage, completato da diamanti Chopard. Un’immagine costruita su elementi potenzialmente classici - satin, bustier, stola, ricamo prezioso - ma sottratta al rétro. Prada raffredda il glamour, lo rende più cerebrale, più controllato. Bella sembra incarnare un frame contemporaneo, dove la sensualità viene controllata dalla pulizia della silhouette e il bianco diventa uno strumento visivo, quasi grafico.
Demi Moore, tra le regine di questa edizione del festival, porta lo stesso codice su un terreno meno scenografico e più istituzionale. Al luncheon AMI Paris in onore della giuria e dei filmmaker della Semaine de la Critique, l’attrice ha scelto un total look custom AMI Paris: blazer, top e gonna in raso, costruiti in una grammatica chiara, sartoriale, da daywear di lusso. Su Moore il bianco va oltre l’effetto da red carpet e punta sull’autorevolezza del ruolo: in una kermesse in cui è anche giurata, il monocromo diventa quasi uniforme di presenza. La giacca dà struttura, il raso introduce morbidezza, la palette chiara tiene insieme controllo e femminilità adulta.
Carla Bruni e Im Yoon-ah portano il bianco su due territori quasi opposti. Bruni, alla première di Garance, lo interpreta in una grammatica felina e scenografica con un Roberto Cavalli Couture bianco e nero, stampa animalier effetto white tiger e gioielli Chopard: un bianco attraversato dal nero, dal movimento, dalla riconoscibilità immediata della stampa.
Im Yoon-ah, invece, sceglie un abito Kyha Bridal e lavora su un bianco di matrice bridal, lungo, luminoso, costruito, ma sottratto all’idea convenzionale di abito da sposa. Da una parte il corpo magnetico di Cavalli, dall’altra la pulizia levigata del bridal contemporaneo: due modi diversi di accendere il bianco dentro la macchina fotografica del Festival.
Liya Kebede e Julianne Moore raccontano il lato più intellettuale del white dressing, entrambe in Bottega Veneta. Kebede, al Kering Women In Motion 2026, ha indossato un abito drappeggiato in gabardine di lana, look 16 della collezione Summer 2026, con orecchini Prisma, clutch Knot e mules Riva. Un bianco che diventa materia: peso, fibra, drappeggio, verticalità. Moore lo porta invece nel territorio del daywear sofisticato, con camicia in cotone realizzata su misura, pantaloni in seta, borsa Cubo e décolleté Sofia. In entrambi i casi il bianco non ha bisogno del grande abito da red carpet per imporsi ma bastano la precisione della silhouette, la qualità dei materiali e il controllo delle proporzioni.
Sul red carpet di El Ser Querido (The Beloved), diretto da Rodrigo Sorogoyen, Kenya Jones ha invece portato il bianco in una dimensione più materica, con un abito Genny della collezione Primavera-Estate 2026 firmata da Sara Cavazza Facchini. Il vestito in tessuto ricamato con applicazioni floreali tridimensionali, bustier scolpito e sottili trasparenze rappresenta una variante più tattile. Il bustier definisce la silhouette, i fiori tridimensionali danno profondità, la gonna fluida introduce movimento in un’idea di couture contemporanea, luminosa ma non fragile.
Accanto al red carpet ufficiale, Cannes vive anche di eventi moda paralleli, e il Roberto Cavalli “Ray of Sea” all’Annex Beach ha portato il bianco in una dimensione più Riviera, notturna, sensuale. Narah Baptista ha indossato un abito lungo bianco Roberto Cavalli, fluido e luminoso, con accessori oro, lavorando su un’idea di beach glamour più morbida e mediterranea.
Barbara Palvin, in dolce attesa, allo stesso evento, ha scelto invece un look Cavalli più costruito e scenografico, sempre dentro quella grammatica del brand fatta di corpo, stampa, movimento e seduzione controllata.