Di Giuditta Avellina
Il primo red carpet di Cannes 2026 si è aperto nel segno del glamour con una sequenza di abiti pensati per reggere la luce e i flash della Croisette: superfici brillanti, velluti, maxi volant, alta gioielleria. La serata inaugurale del 12 maggio, quella della cerimonia d’apertura della 79ª edizione, ha riportato il tappeto rosso all'interno di una grammatica più cinematografica che social. A dominare è stata Demi Moore, giurata del Concorso, in un abito bustier Jacquemus bianco argento, scolpito sul corpo. Dopoil look a pois indossato durante il photocall della giuria, l’attrice ha scelto il glamour da gran soirée: paillettes iridescenti, scintillio, sfarzo e linee scultoree da vera star contemporanea.
Jane Fonda ha portato il nero nella sua versione più autorevole: un abito Gucci custom interamente ricamato di paillettes, completato da gioielli Pomellato. Il risultato era classico solo in apparenza. Silhouette, gioiello, postura: ogni elemento, uno statement da diva.
Tra le apparizioni più glam della prima sera c’è anche Poppy Delevingne in John Galliano d’archivio. L’abito nero del 2007, in pizzo e velluto, aveva una nota notturna, quasi rétro. Il punto forte era proprio l’uso dell’archivio per creare un’immagine coerente con il Festival di Cannes e con il suo lato più teatrale e insieme più elegante. L’acconciatura alta e i gioielli Chopard sono il tocco finale a un look da Croisette a dir poco perfetto.
Più delicata, ma molto centrata, Anaïs Demoustier in Prada. Protagonista del film d’apertura, ha scelto un abito chiaro con motivo floreale e coda leggera. Il look non cercava l’effetto diva assoluta, ma emanava una grazia soft e discreta, in puro stile francese. Infine gioielli Pomellato a illuminare il décolleté. Un abito che accompagnava il ruolo della serata senza sovrastarlo.
Philippine Leroy-Beaulieu ha portato sulla Croisette una delle creazioni più sofisticate e ambite della stagione: Saint Laurent by Anthony Vaccarello. Viola, ampio, leggerissimo nella sua fluidità quasi aerea, mosso da ruches. Il colore era rischioso, ma proprio per questo interessante. Invece di rifugiarsi nel nero da gala, l’attrice ha scelto una sensualità sofisticata, consapevole, molto parigina. Il look funzionava perché non irrigidiva il corpo: lo accompagnava, con quella naturalezza sicura che è uno dei codici più riconoscibili di Saint Laurent.
Più contemporanea Maika Monroe, in Ashi Studio. L’abito argento, luminosissimo, lavorava sotto i flash come una superficie fotografica. I capelli raccolti lasciavano liberi collo e volto, rendendo l’insieme più efficace. Joan Collins ha scelto invece il registro opposto: il grande gesto da diva a 92 anni portati benissimo. In bianco, con guanti da opera, maxi volant e diamanti, ha riportato sulla Montée des Marches un’idea apertamente teatrale di glamour. In una serata segnata da molti look controllati, il suo ha ricordato che Cannes vive anche di abiti scenografici, pensati per essere guardati da lontano.
Tra i look più scenografici, Nadine Nassib Njeim in Giorgio Armani Privé: velluto, scollo a cuore, tasche per dare la giusta attitude sul red carpet e maxi collier da capogiro. Un abito importante costruito sul contrasto tra la morbidezza del tessuto e la forza quasi architettonica del gioiello. Da inserire anche Heidi Klum, in Elie Saab Couture color pesca con bustier drappeggiato, scollatura profonda, applicazione floreale e uno strascico scenografico: un look iper femminile, per uno stile fairy in chiave contemporanea.
Infine Rebecca Donaldson, accanto a Carlos Sainz, ha scelto Giorgio Armani per il primo red carpet di coppia a Cannes. Abito nero, schiena nuda e una lunga treccia per uno stile minimal e sensuale.