Di Giuditta Avellina
Dua Lipa e Callum Turner si sono sposati senza annunci roboanti o il rituale spettacolare da matrimonio pop in mondovisione. La cantante e l’attore britannico hanno scelto Londra, una cerimonia civile intima e uno degli indirizzi più celebri della capitale inglese: l’Old Marylebone Town Hall, storico municipio diventato nel tempo una sorta di piccolo tempio laico delle nozze celebrity. Le immagini circolate nelle ultime ore mostrano la coppia all’uscita dal palazzo, mano nella mano. Lei sorride sotto un enorme cappello bianco, lui la accompagna in completo blu navy. E come spesso accade con Dua Lipa, dietro la semplicità apparente c’è un’intera architettura di riferimenti.
Il vero protagonista del matrimonio, almeno dal punto di vista fashion, è stato infatti il look della sposa. Niente abito principesco, velo, bridal drama da manuale. Dua Lipa ha scelto un completo couture Schiaparelli disegnato da Daniel Roseberry: una giacca avorio dalla costruzione sartoriale, bottoni gioiello dorati, gonna coordinata e bustier con dettagli in pizzo. Un bridal suit più che un wedding dress, pensato per trasformare il matrimonio civile in una dichiarazione estetica. A completare il look, un cappello bianco a tesa larghissima firmato Stephen Jones, guanti bianchi, décolleté Christian Louboutin e gioielli Bulgari, tra cui una collana Serpenti che aggiungeva al candore dell’insieme una nota più sensuale e teatrale. Il risultato era insieme rétro e contemporaneo.
Il riferimento immediato è Bianca Jagger. Il 12 maggio 1971, quando sposò Mick Jagger a Saint-Tropez, Bianca Pérez-Mora Macías non indossò un abito da sposa nel senso tradizionale del termine, e nemmeno un vero tailleur pantalone. Scelse un completo bianco Yves Saint Laurent composto da una lunga gonna a colonna tagliata in sbieco e da una giacca tuxedo Le Smoking portata direttamente sulla pelle, senza camicia. Era una scelta audace, quasi scandalosa per l’epoca: Le Smoking era apparso in passerella solo pochi anni prima e aveva già trasformato questo capo maschile in un simbolo di emancipazione femminile. A rendere il look ancora più iconico fu il cappello a tesa larga, completato da un velo di tulle leggerissimo: l’unica concessione esplicita alla tradizione bridal.
Bianca era incinta di quattro mesi della figlia Jade e quella gonna fluida, più morbida e comoda di un abito strutturato, aveva anche una funzione pratica. Ma la forza del look stava proprio nel cortocircuito tra il bianco assoluto da sposa, la giacca maschile portata senza blouse, il cappello da diva mediterranea, la silhouette lunga e pulita. Anche il contesto contribuì alla leggenda. Il matrimonio civile a Saint-Tropez, per le regole francesi, era aperto al pubblico e si trasformò in una piccola bolgia mediatica. Le immagini della coppia all’uscita dal municipio, assediata da fotografi e curiosi, bastarono a fissare il look nella storia. Poi arrivò la cerimonia religiosa, con un parterre da rock mythology: tra gli ospiti furono citati Paul McCartney, Ringo Starr, Keith Richards, Eric Clapton e Brigitte Bardot.
Secondo i racconti dell’epoca, Bianca percorse la navata sulle note del tema di Love Story suonato all’armonium: un dettaglio quasi cinematografico, in contrasto con la modernità tagliente del suo completo. Quel look è diventato un archetipo perché ribaltava l’idea stessa di sposa: non principessa, non abito-meringa, ma piuttosto una donna che entrava nel matrimonio con un’immagine adulta, sofisticata, perfino un po’ politica.
Anche Callum Turner ha scelto una via classica, ma molto precisa: un completo doppiopetto blu navy custom Ferragamo, con camicia e cravatta tono su tono. Una scelta elegante, sobria, molto british, che dialogava con il look di lei senza contendergli la scena. La coppia era stata avvistata insieme per la prima volta all’inizio del 2024. Poi sono arrivate le apparizioni pubbliche, le vacanze, gli scatti social, fino alla conferma del fidanzamento nel 2025 quando Dua Lipa aveva parlato dell’anello e dell’emozione di quel passaggio, raccontando anche l’idea del matrimonio come qualcosa da vivere senza fretta, compatibilmente con una carriera in piena corsa.
Il dettaglio più pop, in tutta questa storia, è proprio il contrasto: una delle star più globali della musica contemporanea, reduce da anni di tour, campagne moda, red carpet e hit planetarie, sceglie per il primo "sì" un matrimonio civile essenziale, quasi domestico, nel cuore di Londra. Nessuna scenografia monumentale, ma un look destinato a diventare virale. E la cerimonia londinese potrebbe essere solo il primo capitolo delle celebrazioni. Si parla infatti di una festa più ampia in Italia, in Sicilia, a Palermo. Bianca Jagger nel 1971, Dua Lipa nel 2026. In mezzo, più di cinquant’anni di bridal fashion, icone, revival e riletture. Ma la formula resta potentissima: una giacca bianca, un cappello enorme, una donna che entra nel matrimonio senza rinunciare alla propria immagine. Non una sposa qualunque, ma una dichiarazione di stile.
Leggi anche:
Taylor Swift, il matrimonio è già un caso
Non solo Dua Lipa: come il fenomeno dei book club ha riacceso la passione per la lettura