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living14 maggio 2026

La terra come orizzonte: se la casa gioca la carta dei colori neutri

Materiali caldi, superfici dense e sistemi integrati costruiscono spazi fluidi, dove il progetto diventa struttura e le tinte paesaggio domestico: sabbia, beige argillosi, toni del cotto e dell'ocra, fino ai marroni densi e bruciati
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Di Patrizia Piccinini

Paco, Talenti - Courtesy Talenti
Paco, Talenti - Courtesy Talenti

Si può concepire il colore non come attributo estetico, ma come atto fondativo. Esso non si adegua al contesto: lo prefigura, ne stabilisce le coordinate e ne costituisce l'essenza profonda. È la differenza tra una tinta che riempie uno spazio e una che ne definisce il carattere prima ancora che qualcosa vi sia collocato dentro. L'attuale direzione del progetto lavora esattamente su questo principio: agisce come un atto fondativo, precede lo spazio, ne stabilisce le coordinate e vi mette radici profonde.

La riscoperta dei colori della terra non deve essere letta come una tendenza passeggera, ma come il consolidamento di un modo di sentire lo spazio, un ritorno a una dimensione ancestrale e rassicurante che trasforma la casa in un ecosistema continuo. È una necessità di appartenenza. Questa palette si muove attraverso una stratificazione cromatica che rifiuta la staticità. Si parte dalle sfumature più aeree dei sabbia e dei beige argillosi, capaci di catturare la luce e ammorbidire i volumi, per poi scendere in profondità. Il percorso visivo si scalda nei toni del cotto e dell'ocra, fino ad approdare a marroni densi, bruciati, quasi minerali, dove il colore diventa sostanza. In questo spettro, la materia diventa decisiva: il legno, il cuoio e il metallo diventano parti di una stessa traiettoria che definisce il nuovo paesaggio domestico.

Oltre l’oggetto

Si sta definendo una traiettoria precisa: l’abitare si allontana dall’elemento isolato e costruisce sistemi continui, dove arredo e architettura si toccano fino a confondersi. In questo passaggio, il progetto diventa un campo aperto, attraversato da funzioni e relazioni che scorrono senza interruzioni. No-Wall House di Caccaro, in una nuova veste si muove in questa direzione: non più elementi accostati, ma strutture che diventano ritmo e soglia.

No-Wall House, Caccaro - Courtesy Caccaro
No-Wall House, Caccaro - Courtesy Caccaro

Dentro questo scenario prende forma una palette compatta e materica. Established & Sons introduce una presenza quasi liquida con la lampada Medusa di Carlo Nason, mentre De Castelli lavora sull’acciaio con il cabinet Dorica di Francesco Forcellini, trasformando la superficie in architettura.

Da sinistra: Medusa, Established & Sons - Courtesy Established & Sons; Dorica, De Castelli - Courtesy De Castelli
Da sinistra: Medusa, Established & Sons - Courtesy Established & Sons; Dorica, De Castelli - Courtesy De Castelli

Le sedute consolidano questa direzione: Calligaris, con la Glen Soft, insiste su un volume compatto; Giorgetti, nella Kumiki, costruisce un linguaggio di incastri in noce Canaletto.

Da sinistra: Kumiki, Giorgetti - Courtesy Giorgetti; Dafne, Frigerio - Courtesy Frigerio; Glen Soft, Calligaris - Courtesy Calligaris
Da sinistra: Kumiki, Giorgetti - Courtesy Giorgetti; Dafne, Frigerio - Courtesy Frigerio; Glen Soft, Calligaris - Courtesy Calligaris

Il tema del contrasto controllato emerge con chiarezza: Frigerio con la Dafne di Gordon Guillaumier, Diviana con il sistema Sebastien e Turri, che con il divano B.E.L.T. di Matteo Nunziati rende la pelle un elemento architettonico, una cintura che definisce i volumi.

Dall’alto: B.E.L.T., Turri - Courtesy Turri; Sebastien, Diviana - Courtesy Diviana
Dall’alto: B.E.L.T., Turri - Courtesy Turri; Sebastien, Diviana - Courtesy Diviana

La materia si scalda ulteriormente con Carl Hansen & Søn, che celebra Hans J. Wegner in ottone anticato con la lampada The Pendant, mentre Desalto, con il tavolo Clay di Marc Krusin ora in legno, e Zanotta, con la sedia Campa creata da Vincent Van Duysen, costruiscono un paesaggio più silenzioso, fatto di proporzioni e superfici.

Da sinistra: Clay, Desalto - Courtesy Desalto; The Pendant, Carl Hansen & Søn - Courtesy Carl Hansen & Søn
Da sinistra: Clay, Desalto - Courtesy Desalto; The Pendant, Carl Hansen & Søn - Courtesy Carl Hansen & Søn

La ricerca sulla modularità si amplia con Bolzan. E tutto questo mentre il confine tra interno ed esterno si assottiglia con il sistema Paco di Ludovica Serafini e Roberto Palomba per Talenti, che porta indoor la resistenza e il comfort dell’outdoor.

Da sinistra: Campa, Zanotta - Courtesy Zanotta; LOBO, Bolzan - Courtesy Bolzan
Da sinistra: Campa, Zanotta - Courtesy Zanotta; LOBO, Bolzan - Courtesy Bolzan

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