Di Marta Perego
Stefania Sandrelli compie 80 anni. Un traguardo importante che l'attrice affronta con discrezione, lontana da celebrazioni sfarzose. “Sarà un compleanno sobrio e intimo, non me la sento di festeggiare in pompa magna”, ha confidato in un'intervista. Un momento delicato, segnato dal dolore per la recente scomparsa di Gino Paoli, padre della figlia Amanda, e dal lungo periodo di assistenza al compagno Giovanni Soldati, colpito da una seria malattia.
Pochi personaggi dello spettacolo hanno incarnato il nostro Paese quanto Stefania Sandrelli. Nata il 5 giugno del 1946, insieme con l'Italia repubblicana, ne ha accompagnato sogni, trasformazioni, contraddizioni e rivoluzioni attraverso oltre sessant'anni di cinema. Un percorso che l'ha resa molto più di una grande attrice: una presenza familiare, un volto che appartiene alla memoria collettiva.
Quando Pietro Germi la sceglie per Divorzio all'italiana nel 1961, Stefania ha appena quindici anni. Il pubblico resta immediatamente colpito da quella bellezza luminosa e spontanea, ma presto emerge qualcosa di più profondo: una naturalezza recitativa rara, quasi istintiva.
Con Sedotta e abbandonata (1964) diventa uno dei simboli del nuovo cinema italiano. Poi arrivano i film che ne consacrano definitivamente il talento: Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli, straordinario ritratto di una giovane donna alla ricerca di sé stessa, e Il conformista di Bernardo Bertolucci, dove la sua presenza si inserisce in una delle opere più influenti del cinema europeo.
Il segreto di Stefania Sandrelli è forse l’essere stata capace di non rimanere prigioniera di un’immagine o un personaggio. Ha lavorato con Germi, Bertolucci, Scola, Monicelli, Comencini, Archibugi, Muccino, Virzì e persino con Paolo Sorrentino negli anni più recenti, attraversando stili, linguaggi e generazioni senza perdere la propria identità.
In C'eravamo tanto amati diventa il volto di una stagione di speranze e disillusioni. In La famiglia accompagna il racconto di un intero secolo italiano. Ne L'ultimo bacio dimostra di saper parlare anche ai quarantenni e ai trentenni del nuovo millennio. In La prima cosa bella regala una delle interpretazioni più intense della maturità.
Anche fuori dal set, Sandrelli ha sempre vissuto secondo le proprie regole. La relazione con Gino Paoli, la maternità, la notorietà e l'esposizione mediatica sono state spesso oggetto di curiosità e giudizi. Lei ha attraversato tutto senza rinunciare alla propria indipendenza.
Forse è anche per questo che continua a essere così amata. Non ha mai costruito una maschera. Ha accettato di mostrarsi con le sue fragilità, le sue passioni, le sue contraddizioni.
Negli Stati Uniti la definirebbero una national treasure, un tesoro nazionale. E in effetti è difficile trovare una definizione migliore. Stefania Sandrelli appartiene al cinema italiano come Sophia Loren, Marcello Mastroianni o Monica Vitti. È una di quelle figure che non rappresentano soltanto un mestiere, ma un immaginario collettivo.
A ottant'anni continua a essere la ragazza che non ha mai smesso di sorprendere prima di tutto se stessa. E guardandola, e riguardando i suoi film, ripercorriamo non solo la storia del cinema italiano, ma anche la nostra.
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