Di Federica Caiazzo
Passa il tempo, ma non il suo fascino. Cos’è che rende tanto charmant la cavigliera? Dall’Egitto a oggi, passando per l’Antica Roma e l’India, la cavigliera è il gioiello che continua a raccogliere consensi a prescindere dal passare del tempo, delle tendenze e delle stagioni. C’è chi d’estate ama indossarla in spiaggia, chiaramente, ma la storia dei red carpet degli anni Duemila ci insegna che per le celebrità non c’è grossa differenza tra inverno ed estate.
Perché sì, la cavigliera (preziosa) si indossa anche sopra i collant. Una dichiarazione di stile che va a rincarare la dose di fascino con cui questo gioiello ha letteralmente attraversato epoche e secoli di storia. Una storia che abbiamo deciso di ripercorrere qui, in questo excursus, un passo alla volta, per rievocare ogni suo significato socioculturale: amuleto, status symbol, accessorio cool.
L’utilizzo della cavigliera fu ben noto già ai tempi dell'Antico Egitto, dove questo gioiello comparve nel periodo predinastico, ovvero ben oltre cinquemila anni fa. A farne sfoggio furono le donne, ça va sans dire, che la indossavano sì come ornamento, ma principalmente come mezzo di espressione del proprio rango sociale: l'oro, d’altronde, era un prezioso materiale riservato all'élite.
Diverso era il caso di rame, bronzo e perline colorate, tutti materiali alla portata delle classi meno abbienti. Quanto al perché fosse indossata, lo spiega bene Nora E. Scott, Curatrice Associata di Arte Egiziana presso il Metropolitan Museum of Art di New York, che sul Metropolitan Museum of Art Bulletin spiega come questi gioielli fossero inizialmente indossati per allontanare sfortune e spiriti maligni; solo successivamente divennero poi simboli di ricchezza e prestigio sociale.
Con l'espansione dell'Impero Romano, la cavigliera giunse nel bacino del Mediterraneo, assumendo una connotazione sempre più raffinata. Conosciuto con il nome grecoperiscelis (περισκελίς), era un ornamento prezioso soprattutto per le donne libere appartenenti alle famiglie più facoltose. Come spiega John Peter Wild, Professore di Archaeologia all'Università di Manchester, nel volume Dress and Personal Appearance in Late Antiquity: "I gioielli erano uno dei più evidenti indicatori di ricchezza e identità sociale nel mondo romano”.
E la cavigliera non poté che essere, a sua volta, un evidente indicatore di ricchezza. Realizzata in oro, impreziosita da perle, smeraldi o paste vitree, metteva in risalto la caviglia, considerata una delle parti più eleganti e sensuali del corpo femminile. Autentico tripudio di lusso e sfarzo, la periscelis fu ai tempi dell’Antica Roma un autentico status symbol di ricchezza.
Nel corso della storia, il giro intorno al mondo compiuto dalla cavigliera non ha potuto che estendersi anche in India. Conosciuta come payal o nūpur, è uno dei gioielli più antichi della tradizione indiana e continua ancora oggi a essere protagonista delle cerimonie nuziali. Esempi di cavigliere indiane del XIX secolo si trovano oggi anche al British Museum di Londra, dalla cui osservazione emerge una delle loro caratteristiche principali: la decorazione con piccoli sonagli, aggiunti per produrre un delicato tintinnio. In India la cavigliera non vuole essere solo un semplice elemento decorativo: il suono dei sonagli accompagna la danza, scandisce il ritmo dei movimenti e rappresenta la donna in tutta la sua grazia.
Sì, di strada la cavigliera ne ha percorsa proprio tantissima. Ed è interessante osservare come questo gioiello - emblema della spensieratezza estiva (chi non ama indossarne una di perline al mare!) - sia diventata un gioiello da sfoggiare anche sui red carpet, stratificata ad arte sopra i collant, con décolletées o sandali che non passano inosservati.
È infatti impossibile dimenticare il look di Kim Kardashian a New York nell'ottobre 2025: la sua preziosa e luminosissima cavigliera di cristalli fu abbinata alle décolletées in pelle effetto-vernice nella nuance caramello, insieme a collant velati neri e sotto una gonna midi color cioccolato. Una vera lectio magistralis in fatto di styling. Da non omettere - tra i look più memorabili degli anni Duemila - anche quello di Bella Hadid al Met Gala 2022: la top model scelse di valorizzare la caviglia con una mise in perfetto rispetto del dress code In America: An Anthology of Fashion.
Con un salto indietro nel tempo ancor più retrodatato, troviamo invece Naomi Campbell: la Venere Nera consacrò la cavigliera come simbolo di glamour al Toronto International Film Festival del 2002, durante l’evento Dolce & Gabbana: The Real Story, la supermodella la indossò con mule semplici e minimali.
L’excursus nella storia della cavigliera non può che concludersi nella scena odierna. È nello street style di New York, Milano e Parigi che si avvistano ad ogni fashion week le proposte di styling più cool. Il merito va a it-girls e fashioniste che continuano a interpretarla con un approccio sempre personale e di grande ispirazione. Si spazia così dalle catene d'oro sottili ai modelli impreziositi da cristalli, perle e charm. C'è chi la abbina a sneakers iconiche e chi preferisce lasciarla brillare con un paio di eccentriche mule animalier. Non mancano poi i sandali con i listini sottili, sotto i quali la cavigliera diventa protagonista assoluta. E il fascino della cavigliera prosegue il suo corso.