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entertainment08 agosto 2026

Kylie Jenner: stile, luci e ombre dell’icona digitale che compie 29 anni

Dai capelli turchesi dell’epoca King Kylie alla couture di Schiaparelli, dai Lip Kit diventati un fenomeno globale al nuovo corso del suo brand Khy: Kylie Jenner festeggia il suo compleanno. Ritratto di una star che ha trasformato la propria immagine in un linguaggio, un’impresa e un territorio di contraddizioni
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Di Giuditta Avellina

Kylie Jenner compie 29 anni, ma la sua immagine appartiene alla cultura pop da quasi due decenni. Quando Keeping Up with the Kardashians debutta negli Stati Uniti, nell’ottobre 2007, lei ha appena dieci anni. Cresce davanti alle telecamere, osservata mentre cambia volto, corpo, gusti e ambizioni. Anni dopo ammetterà di ricordare a malapena che cosa significhi non essere famosa. È forse da qui che bisogna partire per capire il suo stile.

Prima degli abiti d’archivio, delle couture parigine e dei look calibrati al millimetro, c’è stata King Kylie. Dopo la tv, Jenner diventa l’icona di una nuova adolescenza digitale: capelli turchesi, parrucche color sorbetto, crop top, bomber oversize, denim strappato, stivali cuissardes, unghie affilate e labbra opache ridisegnate fino a diventare una firma. È un’estetica cresciuta tra le piattaforme social, più vicina allo streetwear di Calabasas che ai saloni dell’alta moda. Eppure, contiene già l’intuizione che avrebbe governato gli anni successivi: ogni trasformazione personale può diventare una tendenza, ogni selfie una campagna, ogni dettaglio un prodotto. Kylie non si limita a farsi guardare. Offre al pubblico gli strumenti per replicare la metamorfosi.

Nel 2025, per il decennale di Kylie Cosmetics - la prima linea di make-up lanciata sul mercato quando aveva solo 18 anni - Jenner torna deliberatamente a quell’immaginario. Recupera fotografie, colori e Lip Kit della sua stagione più riconoscibile e rilancia tonalità diventate di culto, come True Brown K e Dead of Knight. La nostalgia si trasforma così in una nuova operazione commerciale, perfettamente consapevole del valore emotivo di quell’epoca. La forza di King Kylie risiedeva proprio nella sua apparente accessibilità. Non prometteva la perfezione irraggiungibile delle dive classiche, ma una trasformazione da costruire davanti allo specchio, attraverso contouring, extension, make-up e shopping online. Non era necessario nascere come lei. Bastava acquistare il necessario per provare, almeno per una sera, a diventarlo.

Kylie Jenner con i capelli blu viene fotografata il 10 luglio 2015 a Los Angeles, in California - Credits: Getty Images
Kylie Jenner con i capelli blu viene fotografata il 10 luglio 2015 a Los Angeles, in California - Credits: Getty Images

Il volto diventato un’impresa

Nel novembre 2015 Jenner lanciò i primi tre Kylie Lip Kit, ciascuno composto da un rossetto liquido opaco e da una matita coordinata. Le tonalità Candy K, Dolce K e True Brown K andarono esaurite quasi immediatamente, mentre l’afflusso di utenti mise in difficoltà il sito. Più che vendere un semplice cosmetico, Kylie offriva l’accesso alla propria immagine: il volto della fondatrice non accompagnava il marchio, era il marchio. Nel gennaio 2020 Coty completa l’acquisizione del 51 per cento della società di cosmetici della star per 600 milioni di dollari, con Jenner che conserva le restanti quote e il ruolo creativo. La sua influenza, tuttavia, è stata più ampia di qualsiasi dato finanziario.

Pelle levigata, contouring, sopracciglia definite, labbra voluminose e proporzioni enfatizzate sono diventati i codici di una bellezza pensata per la fotocamera frontale. Attribuirle la responsabilità di un intero sistema sarebbe semplicistico: Kylie ne è stata contemporaneamente protagonista, beneficiaria e bersaglio. Negli anni ha parlato più apertamente della pressione esercitata sul proprio aspetto. Nel 2023 ha raccontato di essersi sottoposta a un intervento di aumento del seno a 19 anni e di essersi pentita di averlo fatto così presto. Ha inoltre riconosciuto la necessità, per la propria famiglia, di interrogarsi sui modelli estetici che aveva contribuito a diffondere. La contraddizione rimane evidente: ha costruito una parte consistente del proprio successo vendendo trasformazione, ma è stata a sua volta trasformata dallo sguardo collettivo.

Kylie Jenner partecipa al Met Gala 2023, dedicato al tema 'Karl Lagerfeld: A Line of Beauty', presso il Metropolitan Museum of Art, il 1º maggio 2023, a New York - Credits: Getty Images
Kylie Jenner partecipa al Met Gala 2023, dedicato al tema 'Karl Lagerfeld: A Line of Beauty', presso il Metropolitan Museum of Art, il 1º maggio 2023, a New York - Credits: Getty Images

La conquista della couture

Negli ultimi anni il suo stile cambia tono. Il corpo rimane centrale, ma viene trattato attraverso drappeggi, corsetteria, proporzioni scultoree e riferimenti d’archivio. Non è scomparsa la sensualità di Calabasas: è stata sottoposta alla disciplina dell’atelier. Uno dei passaggi decisivi è stato l’abito bustier in velluto nero Schiaparelli con una gigantesca testa di leone sulla spalla, indossato alla sfilata haute couture del gennaio 2023. L’elemento era interamente artificiale, realizzato in schiuma scolpita a mano e rivestito con una pelliccia ricamata in lana e seta, quindi dipinto a mano per ottenere l’effetto iperrealistico. La collezione Inferno Couture di Daniel Roseberry riprendeva il leone, il leopardo e la lupa incontrati da Dante all’inizio della Divina Commedia.

Al Met Gala dello stesso anno Jenner ha indossato un abito rosso asimmetrico disegnato da Haider Ackermann per Jean Paul Gaultier, completato da un’ampia mantella con interno azzurro. Nel 2024 ha invece scelto un Oscar de la Renta in raso double-face color rosewater, con bustier conico, vita segnata e ampia gonna a tromba. Laura Kim e Fernando Garcia avevano immaginato la silhouette come una statua da giardino, richiamando il racconto di J.G. Ballard che aveva ispirato il dress code dell’edizione. Non più soltanto abiti bodycon, dunque, ma un incontro tra disciplina sartoriale, sensualità californiana e capacità di produrre immediatamente un’immagine virale.

Al Met Gala 2026 Jenner è tornata da Schiaparelli con una dropped ball gown costruita attorno a un bustier rigido in tela da corsetto marrone, lavorato con un effetto sfumato, e a una voluminosa gonna in raso duchesse color burro. L’abito comprendeva oltre duemila sfere ricamate a punto raso, diecimila perle barocche naturali e più di settemila squame di pesce dipinte. Il solo ricamo ha richiesto circa undicimila ore di lavoro. Le sopracciglia decolorate completavano un’immagine estrema, lontanissima dalla ragazza con il bomber e le punte turchesi, ma ancora fondata sullo stesso principio: rendere impossibile distogliere lo sguardo.

Kylie Jenner attends the 2026 Met Gala celebrating "Costume Art" at the Metropolitan Museum of Art on May 04, 2026 in New York City - Credits: Getty Images
Kylie Jenner attends the 2026 Met Gala celebrating "Costume Art" at the Metropolitan Museum of Art on May 04, 2026 in New York City - Credits: Getty Images

Il mito della miliardaria self-made

Giovane madre e impenditrice di successo. È il 2019: Kylie ha 21 anni ed è da circa un anno madre di Stormi - la bambina avuta con il rapper Travis Scott - quando Forbes la indica come la più giovane miliardaria “self-made” di sempre. La definizione provoca, però, obiezioni immediate: Jenner aveva costruito un’attività di enorme successo, ma partendo dalla visibilità, dalle relazioni e dalle risorse di una famiglia già potentissima. La stessa testata difese inizialmente l’uso del termine, sottolineando il ruolo imprenditoriale avuto da Kylie nella crescita del marchio.

Nel maggio 2020 Forbes rivede però drasticamente la propria valutazione, sostenendo che le dimensioni e i ricavi di Kylie Cosmetics fossero inferiori rispetto alle cifre precedentemente comunicate alla rivista. Jenner contesta pubblicamente la ricostruzione e nega di avere cercato di mentire. L’episodio non cancella il valore commerciale dell’azienda, confermato dalla scelta fatta dal colosso Coty, ma incrina la favola della ragazza diventata miliardaria contando soltanto su un’intuizione e sui social. Il suo talento, del resto, non consiste nell’essersi inventata dal nulla. Consiste nell’avere trasformato un privilegio enorme in un sistema commerciale più rapido e culturalmente influente di quello costruito da quasi tutte le altre ereditiere celebri.

Kylie Jenner partecipa al Met Gala 2019, dedicato al tema 'Camp: Notes on Fashion', presso il Metropolitan Museum of Art, il 6 maggio 2019, a New York - Credits: Getty Images
Kylie Jenner partecipa al Met Gala 2019, dedicato al tema 'Camp: Notes on Fashion', presso il Metropolitan Museum of Art, il 6 maggio 2019, a New York - Credits: Getty Images

Khy e la ricerca di una moda che duri

Nel 2023 Jenner lancia Khy, traducendo il proprio guardaroba in collezioni di jersey aderente, pelle sintetica, mesh, denim e capispalla oversize. Il progetto nasce attraverso drop e collaborazioni con designer e marchi come Namilia, Entire Studios, Dilara Fındıkoğlu, Atlein e Grace Ling: un modello perfettamente coerente con la cultura digitale della fondatrice, ma inizialmente privo di un’identità del tutto autonoma. Nella primavera 2026 Jenner ripensa il marchio dopo oltre un anno di lavoro, introducendo una nuova squadra creativa, un diverso modello operativo e un’identità più definita.

La prima collezione della nuova fase, legata al messaggio “Born in LA”, comprende baby tee, jeans baggy, felpe, capi utility e cargo. Oggi la figlia Stormi, a 8 anni, debutta come modella posando per Khy e conquistando i social. Jenner ha dichiarato di volere un marchio permanente, riconoscibile e meno dipendente dall’alternarsi delle tendenze. La sfida è dimostrare che il suo progetto possa continuare a esistere anche quando Kylie non compare nell’inquadratura. È il confine che separa il merchandising personale dalla costruzione di un vero marchio di moda.

Kylie Jenner viene fotografata mentre indossa un abito con una testa di leone fuori dalla sfilata di Schiaparelli durante la Settimana della Moda di Parigi – Haute Couture Primavera/Estate 2023, il 23 gennaio 2023, a Parigi, in Francia - Credits: Getty Images
Kylie Jenner viene fotografata mentre indossa un abito con una testa di leone fuori dalla sfilata di Schiaparelli durante la Settimana della Moda di Parigi – Haute Couture Primavera/Estate 2023, il 23 gennaio 2023, a Parigi, in Francia - Credits: Getty Images

Luci e ombre di Kylie Jenner

A 29 anni Kylie Jenner è già stata una bambina da reality, un’icona digitale, una giovane madre, una magnate del beauty, una musa couture e la direttrice creativa di un marchio di moda in cerca di legittimazione. Le luci sono quasi accecanti: l’istinto visivo, la capacità di leggere il desiderio del pubblico, la disinvoltura con cui affronta gli abiti più complessi, e un talento commerciale che ha anticipato l’attuale sistema dei celebrity brand.

Le ombre riguardano i modelli di bellezza omologati che, secondo i suoi detrattori, ha contribuito a diffondere, il privilegio spesso rimosso dalla narrazione del suo successo, e, oggi, tre cause avviate da due ex governanti e da un’ex chef privata impiegate nell’ambiente domestico di Jenner, con accuse che vanno dagli abusi alle cattive condizioni di lavoro; accuse che non sono direttamente rivolte a Jenner, ma ai responsabili della gestione del personale. Ad di là di questi fatti, che dovranno essere accertati, è proprio questa tensione incessante tra luci e ombre a rendere Kylie Jenner ancora rilevante. La celeb non racconta soltanto una tendenza: racconta il modo in cui moda, bellezza, corpo, lavoro e fama hanno imparato a funzionare nell’epoca digitale.

Kylie Jenner partecipa al Met Gala 2024, dedicato al tema 'Sleeping Beauties: Reawakening Fashion', presso il Metropolitan Museum of Art, il 6 maggio 2024, a New York - Credits: Getty Images
Kylie Jenner partecipa al Met Gala 2024, dedicato al tema 'Sleeping Beauties: Reawakening Fashion', presso il Metropolitan Museum of Art, il 6 maggio 2024, a New York - Credits: Getty Images

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