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fashion05 maggio 2026

Met Gala 2026, quando la moda diventa arte: i look ispirati ai capolavori della storia

Dal Rinascimento di Harlem a Klimt, da Van Gogh alla scultura classica: al Met Gala 2026 il red carpet si trasforma in una galleria vivente. Gli abiti più riusciti e il dialogo tra couture, memoria visiva e storia dell’arte
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Di Giuditta Avellina

Kendall Jenner al Met Gala 2026 - Credits Getty Images
Kendall Jenner al Met Gala 2026 - Credits Getty Images

L’arte sbarca al Met Gala 2026, che è molto più di un red carpet: è il luogo in cui immagini, potere e racconto si incontrano. Quest’anno il tema “Costume Art” e il dress code “Fashion Is Art” hanno reso esplicito ciò che il Met fa da sempre, ossia trasformare la moda in linguaggio culturale. Non bastava indossare un abito spettacolare. Bisognava costruire un riferimento, portare sulle scale del Metropolitan Museum of Art un pezzo di memoria visiva. Così il corpo è diventato tela, statua e citazione. E il tappeto rosso si è trasformato in una galleria d’arte a cielo aperto, dove alcuni riferimenti sono stati dichiarati dagli stilisti e altri letti dalla stampa internazionale attraverso dettagli iconografici, cromie e costruzioni sartoriali.

Heidi Klum, la statua che respira

Heidi Klum ha portato al Met Gala uno dei look più scenografici della serata: una trasformazione in statua vivente firmata Mike Marino. Il corpo, il volto e le mani sono stati trattati come marmo, in un gioco illusionistico che richiama la tradizione delle sculture velate ottocentesche, dalla Vestale Velata di Raffaele Monti al più ampio immaginario del velo scolpito. Klum sembra una figura pietrificata che improvvisamente torna a respirare: un look a metà tra moda, prostetica e body art.

A sinistra: Vestale Velata di Raffaele Monti, 1847; a destra: Heidi Klum al Met Gala 2026 - Credits Getty Images
A sinistra: Vestale Velata di Raffaele Monti, 1847; a destra: Heidi Klum al Met Gala 2026 - Credits Getty Images

Angela Bassett, Prabal Gurung guarda al Rinascimento di Harlem

Angela Bassett ha indossato un abito custom Prabal Gurung ispirato a Girl in a Pink Dress di Laura Wheeler Waring, artista legata al Rinascimento di Harlem. Il rosa intenso del dipinto diventa la base cromatica del look, mentre il bustier drappeggiato e le applicazioni floreali trasformano la pittura in volume. Gurung lavora sulla presenza: l’abito restituisce l’eleganza composta del ritratto e la porta dentro una silhouette contemporanea, più fluida e teatrale.

A sinistra: Angela Bassett al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Girl in a Pink Dress di Laura Wheeler Waring, 1927
A sinistra: Angela Bassett al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Girl in a Pink Dress di Laura Wheeler Waring, 1927

Kendall Jenner, la Nike di Samotracia secondo GapStudio

Kendall Jenner ha scelto un custom GapStudio by Zac Posen ispirato alla Nike di Samotracia, la celebre statua ellenistica conservata al Louvre. Il bianco, i drappeggi e la costruzione del busto trasformano l’idea della t-shirt americana in una forma quasi archeologica. Le pieghe sembrano mosse dal vento, il corpo diventa colonna, la semplicità diventa scultura. È uno dei look più efficaci nel tenere insieme minimalismo contemporaneo e classicità.

A sinistra: Kendall Jenner al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Nike di Samotracia, 200-180 a.C.
A sinistra: Kendall Jenner al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Nike di Samotracia, 200-180 a.C.

Hunter Schafer, Prada rilegge Klimt

Hunter Schafer ha indossato Prada con un riferimento a Mäda Primavesi di Gustav Klimt. Il candore dell’abito, i volumi morbidi e i dettagli floreali riprendono l’apparente innocenza del ritratto, ma la costruzione sartoriale introduce una nota più inquieta e adulta. Schafer non interpreta Klimt in modo letterale ma ne assorbe l’atmosfera, portando sul red carpet una figura delicata, ma non fragile, sospesa tra ritratto infantile e presenza contemporanea.

A sinistra: Hunter Schafer al Met Gala 2026 - Credits Getty Images); a destra: Mäda Primavesi di Gustav Klimt
A sinistra: Hunter Schafer al Met Gala 2026 - Credits Getty Images); a destra: Mäda Primavesi di Gustav Klimt

Madonna, Saint Laurent e il surrealismo di Leonora Carrington

Madonna è arrivata con un look Saint Laurent ispirato a The Temptation of St. Anthony. Fragment II di Leonora Carrington. Il grande copricapo, il mantello e la costruzione scenica del look trasformano l’ingresso in una processione surrealista. Anthony Vaccarello ne riprende il senso di apparizione, mistero e ritualità. Madonna diventa il centro di una composizione, più che una figura vestita.

A sinistra: Madonna al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: The Temptation of St. Anthony. Fragment II di Leonora Carrington, 1945
A sinistra: Madonna al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: The Temptation of St. Anthony. Fragment II di Leonora Carrington, 1945

Charli XCX, Van Gogh filtrato da Saint Laurent

Charli XCX ha indossato Saint Laurent con un riferimento agli Iris di Vincent van Gogh e alla storica ossessione di Yves Saint Laurent per quel motivo floreale. L’abito nero, essenziale e aderente, lascia emergere un grande iris tridimensionale come un’incisione sul corpo. Il contrasto è tutto con il fondo scuro ad hoc che cancella il paesaggio e trattiene solo il gesto pittorico, il fiore, la materia.

A sinistra: Charli XCX al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Iris di Vincent van Gogh, 1889
A sinistra: Charli XCX al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Iris di Vincent van Gogh, 1889

Ben Platt, Tanner Fletcher e il pointillisme sartoriale

Ben Platt ha scelto un completo Tanner Fletcher accostato a Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte di Georges Seurat. Il pointillisme entra nel tessuto attraverso ricami, micro-scene e dettagli applicati sulla giacca. Figure, alberi e frammenti di vita quotidiana vengono scomposti e redistribuiti sul completo, come se il quadro fosse stato trasformato in una superficie narrativa.

A sinistra: Ben Platt al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte di Georges Seurat, 1886
A sinistra: Ben Platt al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte di Georges Seurat, 1886

Kim Kardashian, il corpo come oggetto scultoreo

Kim Kardashian ha indossato un look realizzato con l’artista Allen Jones e Whitaker Malem, sotto la direzione creativa di Nadia Lee Cohen. Il riferimento è il linguaggio provocatorio di Jones e in particolare l’immaginario di Body Armour. Il busto lucido in fibra di vetro trasforma il corpo in forma artificiale, oggetto, superficie. La gonna in pelle completa un’immagine industriale e controllata, perfettamente allineata al modo in cui Kardashian ha costruito negli anni il proprio corpo come dispositivo visivo.

A sinistra: Kim Kardashian al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Outstanding, Allen Jones, 2024
A sinistra: Kim Kardashian al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Outstanding, Allen Jones, 2024

Rachel Zegler, il dramma storico secondo Prabal Gurung

Rachel Zegler ha indossato Prabal Gurung con un riferimento a The Execution of Lady Jane Greydi Paul Delaroche. Il bianco, la benda sugli occhi e la costruzione corsettata richiamano immediatamente il dipinto. Ma il look funziona perché conserva solo l’istante prima della tragedia: la benda diventa accessorio couture, ma anche segno narrativo di un’immagine sospesa tra vulnerabilità, teatro e controllo.

A sinistra: Rachel Zagler al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: The Execution of Lady Jane Grey di Paul Delaroche, 1833
A sinistra: Rachel Zagler al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: The Execution of Lady Jane Grey di Paul Delaroche, 1833

Gracie Abrams, Chanel nell’oro di Klimt

Gracie Abrams ha portato sul red carpet un look Chanel vicino all’universo aureo di Gustav Klimt, con un rimando al Ritratto di Adele Bloch-Bauer I. Ricami, motivi geometrici, superfici dorate e texture preziose traducono la decorazione pittorica in linguaggio couture. È uno dei riferimenti più leggibili della serata, ma anche uno dei più coerenti con Chanel: artigianato, luce, stratificazione, materia.

A sinistra: Gracie Abrams al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt, 1907
A sinistra: Gracie Abrams al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt, 1907

Emma Chamberlain, Mugler tra Van Gogh, Munch e pittura familiare

Emma Chamberlain ha indossato un custom Mugler di Miguel Castro Freitas, dipinto a mano da Anna Deller-Yee. Il look è stato letto in relazione all’immaginario di Van Gogh, con echi di Munch e un riferimento più personale alla pittura del padre. Le pennellate diventano tagli, stratificazioni e variazioni cromatiche che seguono la silhouette. Più che un abito sembra una tela in movimento, costruita direttamente sul corpo.

A sinistra: Emma Chamberlain al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Il giardino di Arles, Vincent Van Gogh, 1889
A sinistra: Emma Chamberlain al Met Gala 2026 - Credits Getty Images; a destra: Il giardino di Arles, Vincent Van Gogh, 1889

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