Di Giuditta Avellina
Madonna torna in modalità Erotica con un reel sui social che sembra leggero e invece è un manifesto: lingerie noir, faux fur leopardata e micro-occhiali, mentre balla in casa su Thief of Hearts (1992). Non è nostalgia, ma la prova che certi codici non invecchiano, comandano. La popstar torna senza palco, senza set dichiarato, con una scena domestica che sembra casuale, ma non lo è affatto. Balla nel suo appartamento sulle note del brano, muovendosi intorno a un tavolo apparecchiato su cui spuntano libri e oggetti. Il look è un manifesto: lingerie in pizzo, faux fur leopardata, maxi hoops e micro-occhiali neri e a completare tutto una caption secca: “Hearts are meant to be broken…”. La scelta del brano è tutt’altro che decorativa. Thief of Hearts è una traccia quasi aggressiva, perfetta per ricordare cosa fosse davvero Erotica nel 1992. Non un disco “sexy”, ma un progetto culturale in cui Madonna trasformò il desiderio in linguaggio, il corpo in autorità.
Nello stesso periodo arrivò Sex, libro fotografico firmato da Steven Meisel con art direction di Fabien Baron, che rese quell’estetica un universo completo, più vicino a un’operazione di moda che a una semplice provocazione. Oggi, in pochi secondi, Madonna fa la stessa cosa: riprende il suo archivio più radicale e lo rende di nuovo presente. Per replicare quel look iconico Anni 90, abbiamo scelto tre pezzi top da abbinare e mixare.
Il leopardato è un attitude, come tutte le trame animalier, in fondo. Madonna lo usa nel modo più efficace possibile, non come dettaglio, ma come capo protagonista. Su di lei funziona perché lascia che la pelliccia la faccia da padrone e tutto il resto resti essenziale.
Ne è la riprova il fatto che se si provasse ad abbinare la sua giacca leopard non con lingerie sotto, ma con uno slip dress nero minimal, con un denim dritto e una canotta bianca - mantenendo un contrasto basic/feroce - oppure con un pantalone sartoriale e una t-shirt nera asciutta, pulita, quasi severa, l'effetto wow sarebbe comunque assicurato. Su di lui il leopardato diventa interessante quando si trasforma in uniforme da notte: un total black rigoroso, una camicia nera appena aperta con pantalone classico, oppure denim scuro e stivaletto per farlo vibrare.
La lingerie da Madonna non è boudoir, è power dressing. Per copiarla bene serve un pezzo costruito - body in pizzo, bustier, corsetto - qualcosa che abbia struttura e intenzione e non l’aria di essere “abbigliamento da camera”. La pelliccia sopra è la combinazione perfetta perché porta volume e teatralità, ma la lingerie noir regge anche da sola quando abbinata, ad esempio, a un blazer maschile oversize. L’equilibrio tra intimo e tailoring è uno dei codici più forti anche con una camicia bianca lasciata aperta o con un pantalone palazzo nero che allunga, rendendo la figura più scultorea. Qui la regola è sottrarre: se la lingerie è protagonista, tutto il resto deve fare da cornice.
Gli occhiali micro non sono un accessorio, ma spostano l’immagine dalla seduzione all’icona. Nel look Erotica funzionano perché chiudono il triangolo: lingerie che espone, pelliccia che amplifica, occhiali che "stregano", ma sono un codice replicabile anche fuori da quel mood. Bastano su un tubino nero minimale per rendere tutto più couture, su un total denim scuro per spostare l’energia verso lo street, o su un trench classico per diventare immediatamente icona metropolitana. In un mondo che cambia trend alla velocità della luce, Madonna fa il contrario: prende tre codici eterni e li trasforma. E no, non è nostalgia: è Erotica che torna a parlare e come allora, in puro stile Madonna, non chiede permesso.