Di Marta Perego
Occhi azzurri, imprevedibile, con quell’aria un po’ ribelle che sembra sempre pronta a cambiare direzione. Emma Corrin, trent’anni compiuti il 13 dicembre, è uno dei volti più interessanti della nuova generazione britannica. Un talento che si muove con naturalezza tra epoche, generi e linguaggi diversi, trasformando personaggi iconici in qualcosa di sorprendentemente attuale.
Nata a Tunbridge Wells, nel Kent, Corrin cresce con una forte formazione teatrale e muove i primi passi tra piccoli ruoli in serie come Grantchester e Pennyworth. Poi arriva il momento che cambia tutto: nel 2020 entra nella quarta stagione di The Crown nei panni di Lady Diana Spencer. Non è solo una questione di somiglianza. Corrin porta in scena la fragilità, la confusione, l’energia di una ragazza catapultata troppo presto sotto i riflettori. Facendo rivivere l’anima della Principessa del Popolo, rimanendole incredibilmente fedele ma allo stesso tempo rendendo i suoi dilemmi e la sua vulnerabilità estremamente attuali e capaci di dialogare con le nuove generazioni.
Il risultato? Golden Globe e Critics Choice Award come miglior attrice in una serie drammatica.
Dopo un successo così, molti resterebbero nella comfort zone. Corrin ha fatto il contrario. È tornata al teatro con Anna X all’Harold Pinter Theatre di Londra (che le vale una nomination agli Olivier Awards) e poi con l’acclamato Orlando di Virginia Woolf al Garrick Theatre, un ruolo fluido che attraversa secoli e identità.
Nel frattempo ha continuato a inseguire il cinema, mescolando ruoli con un forte legame con la letteratura ai grandi franchise: da L’amante di Lady Chatterley a Nosferatu di Dave Eggers, fino alla svolta pop con Deadpool & Wolverine (2024), dove entra nel Marvel Cinematic Universe nei panni della villain Cassandra Nova.
Ora arriva la sfida più attesa: sarà Elizabeth Bennet nella nuova serie basata sul capolavoro senza tempo di Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio, in arrivo in autunno. Accanto a lei Jack Lowden, compagno di Saoirse Ronan, amatissima attrice irlandese e già volto della serie Slow Horses, come Mr. Darcy e un cast che include Olivia Colman, Rufus Sewell e Fiona Shaw.
Sei episodi scritti da Dolly Alderton, autrice bestseller di Tutto quello che so sull’amore e diretti da Euros Lyn.
C’è un filo che lega molti dei personaggi scelti da Emma Corrin: arrivano dai grandi classici della letteratura, ma nelle sue mani sembrano improvvisamente contemporanei. Da Diana Spencer, ormai figura mitologica della cultura pop, all’Orlando di Virginia Woolf, fino a Elizabeth Bennet, uno dei personaggi più amati della narrativa inglese di sempre.
Corrin ha la capacità di attraversare questi simboli senza renderli museali. Li alleggerisce, li rende più umani, più vicini. È qui che sta la sua coolness: nello sguardo con cui riporta i classici dentro il presente.
Se sullo schermo ama muoversi tra epoche diverse, sul red carpet Emma Corrin gioca con la moda intrecciando epoche, suggestioni, generi.
Senza paura di osare, strizzando l'occhio al guardaroba maschile. Giocando con la fluidità.
Alla première di 100 Nights of Hero al BFI London Film Festival ha scelto un look Miu Miu, di cui è ambassador, decisamente fuori dagli schemi: grembiule bianco a fiori sopra pantaloni sartoriali e camicia smanicata. Un capo della collezione Primavera-Estate 2026 di Miuccia Prada, interpretato con quella leggerezza ambigua che è ormai il suo marchio di fabbrica. Dietro lo styling c’è Harry Lambert.
Il risultato? Un mix tra gioco, moda e identità. Un po’ come i personaggi che sceglie: classici, ma sempre con qualcosa di nuovo da dire.