Di Matteo Dall’Ava
Per decenni il lusso ha provato a somigliare alla velocità. Aerei privati, check-in invisibili, coincidenze azzerate, destinazioni raggiunte prima ancora di avere il tempo di immaginarle. Oggi il privilegio cambia forma: prendersi tempo, attraversare il paesaggio, dormire mentre il mondo scorre oltre il finestrino, arrivare con la sensazione di avere vissuto anche il tragitto.
Il ritorno dei treni di lusso nasce dentro una tendenza più ampia che mette insieme slow travel, comfort, ricerca di esperienze meno affollate e desiderio di viaggiare fuori dai picchi più prevedibili. Sono tornati desiderabili perché trasformano il trasferimento in esperienza: uniscono paesaggio, servizio, atmosfera e accesso privilegiato a mete iconiche nei momenti in cui si lasciano guardare meglio.
La vacanza non vive più soltanto nei giorni centrali dell’estate. Cresce l’interesse per la shoulder season (media stagione), quei mesi laterali in cui i luoghi “respirano meglio”, e per l’off-peak (fuori periodo di punta), quando il viaggio diventa più silenzioso, più leggibile, a volte persino più elegante. Il lusso ferroviario intercetta questa disposizione mentale: salire a bordo, rinunciare alla fretta, trasformare il percorso nella parte più memorabile della vacanza.
I dati del Long-Haul Travel Barometer 1/2026 della European Travel Commission raccontano bene questa trasformazione. Tra i viaggiatori extraeuropei interessati all’Europa, il treno resta una scelta importante per spostarsi tra Paesi: il pass ferroviario viene indicato dal 40% degli intervistati e il biglietto singolo o andata e ritorno dal 38%. Il motivo va oltre l’impatto ambientale. Il treno viene associato a valore, sicurezza, comfort e collegamenti diretti tra città. Quattro parole che, nel turismo contemporaneo, pesano quanto una vista mare.
Anche la stagione cambia significato. Il 56% degli intervistati si dice più aperto a viaggiare nei mesi intermedi per trovare condizioni migliori, meno folla e maggiore convenienza. Il dato cresce tra i viaggiatori più maturi, che cercano tempi più distesi e minore pressione turistica.
Ecco i treni di lusso più belli, per guardare il mondo da una suite in movimento.
La Dolce Vita Orient Express è il caso più vicino, e per questo anche il più sorprendente. Nasce per raccontare l’Italia come esperienza in movimento, con interni firmati Dimorestudio, il duo fondato da Emiliano Salci e Britt Moran. Il riferimento estetico guarda al design italiano degli anni Sessanta e Settanta: velluti, superfici lucide, geometrie calde, memoria cinematografica e una certa idea di eleganza romana che sembra chiedere un abito leggero, un cocktail al bar e nessuna fretta.
La tratta più ambita è Roma-Istanbul, cinque giorni e quattro notti attraverso Venezia, Budapest, Brașov e Sinaia, fino alla città che più di ogni altra ha alimentato il mito dell’Orient Express. È un viaggio che attraversa l’Europa come un romanzo: parte dalla classicità italiana, passa dalla Mitteleuropa, sfiora i Carpazi e arriva dove l’Oriente diventa architettura, mercato, cupole, acqua e luce.
Un’altra rotta è quella siciliana. Roma-Maratea-Taormina-Palermo: una progressione quasi perfetta in cui la capitale è la partenza teatrale, Maratea una pausa tirrenica, Taormina come balcone sul mito, Palermo come approdo barocco e arabo-normanno. Ancora più concentrata è Shores of Sicily, il viaggio circolare da Palermo a Siracusa e Agrigento: due giorni che mettono insieme costa, teatro greco, Valle dei Templi e cucina. Il periodo migliore? Fine primavera o inizio autunno, quando il mare resta luminoso, le città sono più respirabili e la Sicilia offre il suo lato più elegante.
Il Royal Scotsman, invece, cambia completamente registro. Qui il lusso ha il colore del legno scuro, del whisky, delle Highlands, dei castelli visti da lontano e delle giornate in cui la nebbia sembra partecipare all’allestimento. Il treno Belmond viaggia in Scozia con itinerari come Western Scenic Wonders e Scotland’s Classic Splendours, pensati per chi cerca paesaggio, ritualità e comfort da country house mobile. A bordo c’è anche la Dior Spa Royal Scotsman, dettaglio che rende il viaggio anche un momento di benessere. Il periodo migliore è settembre o l’inizio di ottobre: la Scozia si fa più teatrale, la luce più bassa, il foliage più intenso, il whisky più necessario.
Eastern & Oriental Express e Andean Explorer, sempre di Belmond, mostrano due modi opposti, ma complementari, di trasformare il paesaggio in rito. Il primo parte da Singapore e attraversa la Malesia, con Essence of Malaysia come itinerario più seducente: Kuala Lumpur, Penang e Langkawi diventano tappe di un lusso tropicale fatto di cucina, foresta, mare e cultura Peranakan. Gennaio e febbraio sono i mesi più adatti, soprattutto sulla costa occidentale. Il secondo sale invece in quota, tra Cusco, Puno, Lago Titicaca e Arequipa. Dalle memorie inca alla città bianca dominata dai vulcani. Meglio viaggiare tra maggio e settembre, quando la stagione secca regala cieli limpidi e Ande più leggibili.
Il Seven Stars in Kyushu è quasi l’opposto. Niente spettacolo coloniale, niente teatralità eccessiva. Il cruise train giapponese di JR Kyushu è un esercizio di scarsità, cura e silenzio. Poche suite, accesso selettivo, interni disegnati come un catalogo vivente dell’artigianato locale: legni, tessuti, dettagli, ospitalità giapponese e paesaggi che cambiano con una delicatezza quasi domestica. La rotta di quattro giorni e tre notti attraverso Kyushu è la più rappresentativa, perché permette di leggere l’isola come un insieme di terme, villaggi, cucina, artigianato e vedute costiere. Il momento migliore è la primavera dei ciliegi, tra fine marzo e inizio aprile, oppure novembre, quando il foliage trasforma il treno in un osservatorio rosso e oro.
Rovos Rail, in Sudafrica, è il treno della distanza. Il suo Pride of Africa attraversa il continente con viaggi che possono durare pochi giorni oppure trasformarsi in grandi traversate. La rotta più epica è Cape Town-Dar es Salaam: Sudafrica, Botswana, Zimbabwe, Zambia, Tanzania. È un itinerario che contiene città, altopiani, riserve, cascate, frontiere, attese e quell’idea antica di viaggio in cui il tempo non viene ottimizzato, viene abitato. Chi cerca qualcosa di più compatto può scegliere Pretoria-Victoria Falls, più breve e immediata. Giugno-settembre resta la finestra più convincente: stagione secca, clima più gestibile, safari più leggibili, paesaggio pronto a farsi osservare.
Il Maharajas’ Express chiude il giro con il treno più apertamente scenografico. Qui il lusso non si nasconde: entra in scena. L’India viene raccontata attraverso palazzi, Rajasthan, Agra, Jaipur, Ranthambore, cerimonie, tavole ricche e un immaginario regale costruito per chi vuole vivere il subcontinente come un grande affresco. La tratta Heritage of India è la più coerente con il nome del treno: parte da Mumbai e attraversa Udaipur, Jodhpur, Bikaner, Jaipur, Ranthambore, Fatehpur Sikri e Agra, fino a Delhi. Il periodo migliore è tra novembre e febbraio, quando il caldo concede una tregua e l’India monumentale diventa più accessibile.
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