Di Serena Savardi
C’è un colore che più di ogni altro ha dominato le passerelle delle collezioni Primavera/Estate 2026: il bianco. Non più semplice simbolo di purezza o classico alleato del guardaroba estivo, in questa stagione si trasforma in una vera dichiarazione di stile.
Raffinato, architettonico e sorprendentemente contemporaneo, il total white ha conquistato le passerelle di Parigi, Milano e New York e - con le prime temperature sopra i 30 gradi - anche il nostro guardaroba. I look estivi abbracciano una nuova palette e con il bianco anche le silhouette si fanno più eteree. Basti pensare ai completi sartoriali che perdono il loro rigore, ma non la forza. O agli abiti che si fanno trasparenti, comunicando sensualità e semplicità. Il bianco diventa così il terreno ideale su cui i designer sperimentano proporzioni, texture e lavorazioni artigianali.
Nelle collezioni Primavera/Estate 2026, dal ready-to-wear all’haute couture, il bianco ha abbandonato dunque la sua tradizionale associazione con il candore per assumere una dimensione più contemporanea, dando spazio a diverse interpretazioni ed evidenziando quella crescente ricerca di naturalezza, romanticismo e femminilità spontanea che da qualche stagione la moda ricerca.
Così questa tonalità veste dai completi in lino sartoriali e genderless proposti da COS agli abiti a corsetto di Alexander McQueen, dalla raffinata eleganza che sa di atmosfere marine di Chanel, a quella che profuma di campagna secondo Jacquemus, fino alle silhouette scenografiche di Dior.
Chiffon, organze, cotoni impalpabili e pizzi sono apparsi laddove la materia è diventata protagonista tanto quanto il colore come sulle passerelle di The Attico e Calvin Klein. Dalla a A di Armani alla Z di Zegna, tutte o quasi le maison si sono lasciate conquistare dalla luminosità di questa nuance dalle mille sfaccettature che più di altre associamo alla spensieratezza dell’estate mediterranea e che ci riporta alla memoria certe architetture delle isole greche, le lunghe spiagge del Nord della Sardegna e di Ibiza, il profumo di gelsomino e il gusto del sorbetto al limone dopo un pranzo in Costiera Amalfitana.
In un panorama dominato da una crescente attenzione alla qualità del guardaroba e alla longevità dei capi, seguendo quella filosofia del “less is more” che contraddistingue sempre di più le scelte di acquisto delle nuove generazioni, il bianco si conferma una scelta senza tempo attraversando le stagioni, reinventandosi continuamente oltre le tendenze, per diventare il linguaggio estetico su cui la moda ha costruito narrazioni di eleganza che difficilmente dimenticheremo.
Basti pensare alla sfilata monocromatica di Valentino per l’Haute Couture del 2007 ripresa poi da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli nel 2014 per festeggiare la prima boutique del brand sulla Quinta Strada di New York.
Alla cena nell’estate 2025 organizzata da Giorgio Armani nella cava della Luna di Carrara per celebrare la seconda collaborazione con il brand Kith, o ancora al modo in cui attraverso il bianco Ann Demeulemeester ha reinventato le tonalità del guardaroba gothic-rock. O come maison Alaia abbia riletto il minimalismo.
Che si tratti di uno sfondo scenografico o di una tela metaforica da intessere sotto lo sguardo attento del pubblico, come proposto da Coperni nel 2022 con la complicità di Bella Hadid, ogni qualvolta che la moda necessità di rassicurazioni o sperimentazioni tutto si tinge di bianco… Un bianco che che non è assenza di colore, ma sintesi perfetta di luce, modernità e desiderio d’estate.