Scopri Infinity+
Corporate
lifestyle08 giugno 2026

L'abitacolo è il nuovo salotto: perché l'auto sta diventando un'estensione della casa

Da Lexus a Volvo, da Lancia a BMW: l'abitacolo non è più una postazione di guida ma un'estensione della casa. Viaggio nel nuovo interior design dell'auto
Condividi:

Di Matteo Dall’Ava

Lexus - Courtesy Press Office
Lexus - Courtesy Press Office

Quando si parla d'auto si parla sempre delle stesse cose: della tipologia di motori, delle performance, e con l’arrivo dell’elettrico di autonomia di percorrenza e sempre più di software. Quasi mai dell'unico luogo in cui, a bordo, passiamo davvero il nostro tempo: l'abitacolo. Eppure, è proprio lì che sta avvenendo la rivoluzione più silenziosa del settore. Per anni considerato un semplice posto di guida con il suo cruscotto, due pedali e poco altro, oggi l'interno dell'auto viene progettato come una stanza, con la stessa attenzione a luce, materiali, proporzioni e superfici che un architetto dedicherebbe a un salotto.

La tesi è semplice: l'abitacolo non è più una postazione, ma un'estensione della casa. E dietro questo cambio di paradigma c'è il lavoro, quasi sempre invisibile, di decine di designer. Se persino Ferrari, che della velocità ha fatto una religione, ha appena svelato la sua prima elettrica progettata anche per chi siede dietro, vuol dire che qualcosa, nel modo di concepire l'abitacolo, è cambiato per sempre.

"Home away from home": un brief di progetto

A dirlo non sono i critici di design, ma le case automobilistiche stesse, con parole quasi identiche. Lexus presenta la sua concept car LS come una casa lontano da casa. Lancia descrive l'abitacolo della nuova Ypsilon come un vero salotto, ispirato alle accoglienti abitazioni italiane.

Quando marchi così diversi (abbiamo giapponesi, coreani, italiani e tedeschi) convergono sulla stessa immagine, la casa, significa che non si tratta di un vezzo pubblicitario ma di un'intenzione progettuale condivisa. È lo stesso fenomeno che, fuori dall'auto, ha generato la cosiddetta carchitecture: l'automobile pensata come oggetto d'arredo, da esporre nel salotto come una scultura: tantissime nostre supercar finiscono al fianco di divani e librerie (e non nei box) di facoltosi milionari. Due mondi, quello dell'auto e quello dell'abitare, che da sempre condividono il culto delle linee e dell'ottimizzazione dello spazio, e che oggi si parlano più che mai.

Maserati - Courtesy Press Office
Maserati - Courtesy Press Office

Perché proprio ora: l'elettrico ha liberato lo spazio

Questa rivoluzione ha una spiegazione tecnica: l'elettrico. Le piattaforme skateboard, con la batteria distesa nel pianale come un ponte e i motori compatti agli assi, eliminano motore termico, tunnel di trasmissione e cofano lungo. Il risultato è un pavimento piatto e un abitacolo più ampio a parità di ingombro esterno: di colpo i designer hanno molta più libertà di sperimentare con forme, sedute e materiali, esattamente come farebbero progettando un interno domestico.

In più, il powertrain elettrico è silenzioso. Senza il rumore del motore termico, la cabina diventa il luogo ideale per ascoltare musica, lavorare o semplicemente rilassarsi. E con l'avanzare della guida assistita, il baricentro dell'esperienza si sposta progressivamente dal guidatore al passeggero: non più solo chi tiene il volante, ma chi abita l'auto. Tolto il rumore e tolto il motore, resta lo spazio. E lo spazio, come vedremo, è la nuova materia prima del lusso.

BMW - Courtesy Press Office
BMW - Courtesy Press Office

Il Giappone dell'ospitalità

Nessun marchio incarna questa idea quanto Lexus, che fonda tutto sull'Omotenashi, l'arte giapponese dell'ospitalità: trattare chi sale a bordo come un ospite in casa propria, anticipandone i bisogni prima ancora che li esprima. È una filosofia che vive nei dettagli più minuti: il finestrino che rallenta un istante prima di chiudersi per attutire il rumore, i tergicristalli che si fermano quando si apre la portiera per non bagnare chi sale. A ciò si aggiunge la maestria artigianale dei takumi, gli artigiani esperti del marchio.

Non è solo cura del cliente: è progetto. Nei modelli Lexus l'ispirazione arriva direttamente dall'architettura domestica, come l'engawa, la veranda che fonde interno ed esterno e che ispira la continuità tra abitacolo e mondo fuori. Il manifesto più estremo è la LS Concept del 2025, che reinterpreta la sigla "LS" non più come Luxury Sedan ma come Luxury Space: un santuario su ruote con tende in bambù, rivestimenti in pelle e doppio tetto vetrato, in cui quando la porta si apre ci si sente trasportati a casa; a dirlo è la stessa casa giapponese.

Lexus - Courtesy Press Office
Lexus - Courtesy Press Office

La supersportiva diventa di famiglia

Che il fenomeno sia profondo lo dimostra il marchio più lontano dai concetti di home e di comfort. Con la Ferrari Luce, (la prima vettura elettrica del Cavallino, presentata a Roma e disegnata insieme al collettivo LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson) perfino il tempio della prestazione ripensa l'abitacolo come spazio da vivere. L'architettura elettrica ha reso possibile una novità storica: quattro porte (già viste sulla Ferrari Purosangue) e, per la prima volta in assoluto nella storia del Cavallino, cinque posti, riportando l'idea di supersportiva a una dimensione più vicina al formato famiglia.

L'abitacolo, luminoso e arioso, appare più ampio di quanto suggeriscano le proporzioni esterne, con materiali autentici e puri: alluminio anodizzato riciclato, vetro Corning, pelle italiana di alta qualità. Il risultato, secondo il detto “diverse Ferrari per diversi ferraristi”, è la Ferrari più confortevole di sempre. Quando perfino una supercar mette al centro la vita a bordo, è il segno che l'abitacolo non è più un dettaglio da sacrificare alla velocità.

Ferrari Luce - Courtesy Press Office
Ferrari Luce - Courtesy Press Office

Il silenzio scandinavo

Volvo porta in dote la sua idea di casa nordica. L'elettrica EX90 ha la cabina più silenziosa mai realizzata dal marchio, la premessa ideale per il sofisticato impianto Bowers & Wilkins: venticinque altoparlanti, compatibilità Dolby Atmos e diffusori integrati nei poggiatesta. Tutto ciò è elaborato nella modalità Abbey Road Studios, sviluppata con lo storico studio londinese per ricreare a bordo l'acustica delle sale dove è nata parte della storia della musica. Persino le griglie degli altoparlanti, in acciaio inox e legno retroilluminato, sono trattate come dettaglio d'arredo.

La più recente EX60 spinge oltre sul versante dei materiali: legni naturali, tessuti in lana ispirati ai paesaggi agricoli scandinavi, rivestimenti realizzati anche con materiali riciclati, persino una proiezione luminosa che imita la luce filtrata tra i rami di un bosco. Cecilia Stark, Senior Design Manager Strategy di Volvo, non a caso, ne parla come un architetto d'interni parlerebbe di una stanza, scegliendo le finiture davanti a una parete di campioni e impiallacciature di legno.

Volvo EX60 - Courtesy Press Office
Volvo EX60 - Courtesy Press Office

La sala privata e il salotto italiano

C'è poi chi ha trasformato l'abitacolo in una sala cinematografica privata: la BMW i7, con il pacchetto Executive Lounge, offre sedili posteriori reclinabili con poggiapiedi: il sedile anteriore si ripiega in avanti per liberare spazio e uno schermo Theatre da 31,3 pollici in 8K cala dal tetto; in abbinata l'impianto Bowers & Wilkins Diamond. Il lusso, qui, è la possibilità di farsi portare guardando un film, come sul divano di casa.

E c'è il dialogo, sempre più fitto, tra automotive e arredo italiano. Lancia ha firmato con Cassina la Ypsilon Edizione Cassina, introducendo il primo tavolino multifunzionale mai montato in un'auto (in plastica bio-based) e ricreando l'home feeling delle abitazioni italiane con materiali riciclati e riciclabili. "Un vero e proprio salotto", lo ha definito il marchio. Maserati ha unito le forze con Giorgetti per la Grecale Folgore Giorgetti Edition: interni in pelle denim, tessuto in lana a quattro fili e il Tridente intarsiato in legno sui poggiatesta in Alcantara, che nelle parole della casa omaggiano l'interior home feeling del brand d'arredo. Alta sartorialità su quattro ruote, una casa in movimento. Sempre Maserati, con Zegna, aveva già portato in auto la Pelletessuta, pelle intrecciata fino a sembrare un tessuto pregiato.

Lancia Y - Courtesy Press Office
Lancia Y - Courtesy Press Office

Il lusso non è più (solo) sotto il cofano

Messi in fila, questi esempi raccontano una sola storia. L'auto sta diventando un terzo spazio tra la casa e la destinazione: un luogo dove si lavora, si ascolta, si riposa. Il lusso non si misura più soltanto in secondi sullo zero-cento, ma nella qualità del tempo che ci passiamo dentro, nella luce, nei materiali, nel silenzio. La prossima frontiera del design non è sotto il cofano. È dove ci sediamo.

Leggi anche:

Treni di lusso, le suite da sogno su rotaie

Giugno d'arte e bellezza: 10 mostre da non perdere

Contenuti consigliati