Di Matteo Dall'Ava
L’auto racconta molto meglio di un profilo social. Basta aprire il bagagliaio o il cassettino davanti al passeggero per capire che tipo di persona siete: quelli che viaggiano come se stessero andando a un gala, quelli che partono come per una spedizione alpina, quelli che si affidano alla sorte e poi cercano il triangolo sotto una borsa della palestra. Eppure la questione è meno frivola di quanto sembri. Capire cosa tenere in auto significa distinguere tra ciò che la legge impone, ciò che l’esperienza suggerisce e ciò che la tecnologia ha reso intelligente. Il punto non è riempire l’abitacolo di oggetti, ma scegliere quelli giusti: pochi, sensati, possibilmente belli da vedere e piacevoli da usare.
Partiamo dalla base, cioè da ciò che in auto deve esserci per forza. Il triangolo di emergenza resta il grande classico della mobilità prudente, ma oggi può perfino assumere una forma più evoluta e meno mesta. Aurivee ne ha prodotto una versione luminosa, quasi teatrale, da 1500 lumen, ricaricabile via USB o persino a energia solare, impermeabile e con funzione torcia integrata. Siamo lontani dall’idea del triangolo triste e mal riposto: qui si entra nella categoria degli oggetti che fanno il loro dovere con una certa ambizione scenica.
Accanto a lui, il gilet ad alta visibilità, che in Italia va tenuto a bordo e indossato prima di scendere dall’auto in caso di fermata d’emergenza. Anche in questo caso si può evitare l’effetto “dotazione da cantiere dimenticata in un sacchetto”. Il modello più accessoriato è di Hycoprot con un’infinità di tasche, bande regolabili, rete traspirante e una visibilità a 360 gradi di notte e di giorno. In pratica, una specie di haute couture della prudenza stradale: molto giallo neon, molto pratico, sorprendentemente meno goffo del previsto.
Poi ci sono i documenti: patente, libretto e assicurazione devono essere in ordine e a portata di mano. Non sono glamour, però evitare la caccia al tesoro durante un controllo resta una delle forme più eleganti di civiltà automobilistica.
Fuori dal recinto degli obblighi comincia il territorio degli oggetti che non salvano l’anima, ma spesso salvano il pomeriggio. L’avviatore Raptor della Blivion appartiene a questa categoria. È il genere di accessorio che si guarda con sufficienza finché la batteria decide di abbandonarvi nel parcheggio sotterraneo del supermercato. Quel caricabatteria-mantenitore, con diagnostica avanzata, protezioni contro inversione di polarità e surriscaldamento, display LCD e maniglia integrata, ha qualcosa di rassicurante e quasi paterno. Non serve sempre, ma quando serve diventa l’oggetto più importante del mondo.
Stesso discorso per il compressore portatile in caso di foratura. Iniziamo col dire che è consigliabile lasciar perdere i kit ripara pneumatici. Non è un’accusa di inefficacia, ma spesso rovinano la valvola del pneumatico; così arrivare dal gommista diventa un’impresa. Il consiglio, molto concreto, è puntare su un compressore portatile come il modello Xiaomi Mijia: rileva la pressione, integra una luce, ha 2000 mAh di capacità e promette di rimettere in forma una gomma in circa 60 secondi. Non farà miracoli, ma aiuta ad arrivare dal gommista senza il melodramma del carro attrezzi.
La tanica è un oggetto doppio: da un lato molto serio, dall’altro irresistibilmente ironico. Qui suggeriamo la Portable Upcycled Jerry Can Bar Cabinet di Danish Fuel; quindi una tanica reinterpretata come piccolo mobile da bar. Idea brillante, perché parte da una necessità automobilistica antica e la porta in un territorio quasi da picnic sofisticato. In auto, del resto, il confine tra sopravvivenza e lifestyle è più sottile di quanto si creda.
Il kit di pronto soccorso è uno di quegli oggetti che nessuno ama comprare e tutti sono contenti di avere quando serve. Ecco la lista di ciò che serve: termometro, cerotti, disinfettante, antisettico, crema per piccole ustioni, analgesico, farmaci contro la febbre e il mal d’auto, repellente per insetti, forbici, pinzetta, rimuovi-zecche, bende e spille da balia.
Ma quali sono gli oggetti che migliorano la vita di bordo senza chiedere applausi? Il tappeto baule utility universale della Unit, per esempio, diventa quasi indispensabile se si viaggia con un cane di grossa taglia o se si frequentano giardino e campagna più del salotto. È impermeabile, lavabile, pensato per proteggere il bagagliaio e ridurre lo sconforto da fango, foglie e zampe entusiaste. Costa poco, si pulisce facilmente e restituisce ordine: una piccola vittoria domestica trasportata su quattro ruote.
C’è poi il Puffy Blanket Poncho della Wren, perfetto per il meteo capriccioso di chi parte dal sole e finisce nel vento. Impermeabile, antistrappo, caldo quanto basta, sembra pensato per quei viaggi in cui l’auto diventa base operativa tra mare, montagna e deviazioni impreviste. Della stessa marca è anche la cassetta portatutto, che si apre sia sopra sia lateralmente e si appiattisce quando non serve. Più che una semplice cassa, è un piccolo manifesto contro il disordine.
E per chi ha cani, figli, sabbia, briciole, vita vera, c’è l’aspirapolvere portatile Dyson Car+Boat. Il nome è già una promessa di versatilità. Leggero, senza filo, compatto, potente, pensato per pulire auto, barca e angoli complicati, è l’oggetto che trasforma il concetto di “interni vissuti” in “interni ancora presentabili”.
La parte tech, oggi, è quella che separa l’auto semplicemente attrezzata dall’auto davvero pronta a tutto. La protagonista più convincente è la Dash Cam Mini 3 di Garmin. Piccola, appena 30 grammi, discreta, registra in Full HD a 30 fps, ha un angolo di visuale di 140 gradi, rilevamento degli incidenti e possibilità di salvataggio cloud con abbonamento. In pratica è una testimone silenziosa, che non discute e non dimentica. In tempi di traffico nervoso e responsabilità da chiarire, è una presenza sempre più sensata.
Anche gli oggetti luminosi, intelligenti e multifunzione stanno cambiando la cultura dell’abitacolo. La luce, oggi, è sicurezza in una forma più evoluta del semplice triangolo. Lo dimostra OSRAM con LEDguardian Road Flare, una luce di segnalazione già obbligatoria in Spagna, mentre in Italia non lo è ancora. Resta comunque un oggetto molto utile, perché nelle situazioni di emergenza la prima regola è sempre la stessa: farsi vedere bene e subito. Si applica rapidamente grazie all’attacco magnetico, ha un design moderno, un indicatore di batteria e una struttura pensata per essere usata senza complicazioni. È uno di quegli accessori che raccontano bene come la sicurezza stradale stia cambiando: meno gesti inutili, più visibilità, più intelligenza.
Alla fine il vero criterio per capire cosa tenere in auto è questo: ogni oggetto deve risolvere un problema, alleggerire un imprevisto, evitare una seccatura, oppure regalare quella sensazione rarissima di essere stati previdenti senza essere diventati paranoici.
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