Di Marta Perego
Sarà Helen Mirren a fare brillare la 72ª edizione del Taormina Film Festival. L'attrice, che l'anno scorso ha compiuto 80 anni, porta a Taormina il peso di una carriera che pochi possono vantare: cinquant'anni tra cinema, teatro e televisione, un Oscar, tre Golden Globe, quattro BAFTA, la Coppa Volpi a Venezia, due premi a Cannes. È l'unica artista ad aver conquistato la cosiddetta "tripla corona" della recitazione sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, ovvero aver vinto, in entrambi i paesi, i tre premi considerati i più prestigiosi per teatro, cinema e televisione: il Tony, l'Oscar e l'Emmy in America; l'Olivier Award, il BAFTA e l'Emmy britannico nel Regno Unito. Con una carriera che ha ricevuto un’impennata dopo i 60 anni, quando, nel 2006, divenne per tutti The Queen, nel film di Stephen Frears che le è valso il premio Oscar, oltre che il successo e riconoscimento mondiale.
Nata a Chiswick, nella Grande Londra, nel 1945 il suo vero nome è Ilyena Lydia Vasilievna Mironoff, fu il padre a cambiarlo in Mirren nel 1951, per renderlo più inglese. Le radici russe, però, non si cancellano facilmente. Il bisnonno paterno era un aristocratico ufficiale dello zar, arrivato in Gran Bretagna per negoziare un accordo sulle armi e bloccato lì dalla rivoluzione del 1917.
Qualcosa di quella storia deve essersi depositato nel sangue, perché quando il regista Trevor Nunn la diresse alla Royal Shakespeare Company, la soprannominò “principessa russa”. E non sorprende che uno dei suoi ruoli televisivi più acclamati sia stato proprio quello di Caterina la Grande. In tutto, ha interpretato sette regine nel corso della carriera: da Elisabetta I a Elisabetta II, dalla Regina delle Nevi alla zarina. C'è qualcosa di naturalmente regale in lei, eppure fu proprio lei a rifiutare inizialmente, nel 2003, il titolo di Dame Commander dell'Impero Britannico. Per poi però accettarlo, dalle mani di Elisabetta II.
La sua formazione è classica, shakespeariana. A tredici anni assiste a una rappresentazione di Amleto e ne resta folgorata; a vent'anni interpreta Cleopatra all'Old Vic con il National Youth Theatre, ruolo che, come ha raccontato lei stessa, lancia la sua carriera. Da lì alla Royal Shakespeare Company, dove lavora per anni costruendo una tecnica che si sente ancora oggi in ogni suo ruolo. Il cinema arriva presto: Excalibur nel 1981, poi Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante di Peter Greenaway nel 1989, poi La pazzia di Re Giorgio nel 1994, prima nomination all'Oscar.
In televisione, tra il 1991 e il 2006, è l'ispettrice Jane Tennison nella serie Prime Suspect - tre BAFTA televisivi e due Emmy. Nel 2005 interpreta Elisabetta I nell'omonima miniserie HBO, Golden Globe ed Emmy anche per questo. L'anno dopo, The Queen di Stephen Frears le dà l'Oscar come miglior attrice protagonista. Da quel momento la carriera non frena: Gosford Park di Robert Altman, Calendar Girls, Woman in Gold, Ella & John di Paolo Virzì con Donald Sutherland, fino alla saga di Fast & Furious, in cui compare in quattro film.
Una carriera che non ha mai smesso di muoversi, di cambiare registro, di rifiutare le gabbie. Come il suo look: capelli rosa, viola, platino, tagliati in modi imprevisti anche dopo i settant'anni. Non è un caso che nel 2026 le sia stato assegnato anche il Cecil B. DeMille Award dei Golden Globe, il riconoscimento alla carriera più prestigioso dell'industria cinematografica americana.
Con l'Italia ha un legame che va oltre il set. Mirren è proprietaria di una masseria nel Salento, e chiama il nostro paese la sua “patria d’adozione”, un amore nato quando 15enne, in un pomeriggio piovoso, nella buia sala di un cinema inglese, vide l’Avventura di Michelangelo Antonioni.
Al Teatro Antico di Taormina, riceverà il Taormina Film Festival Achievement Award in una serata che la direttrice artistica Tiziana Rocca ha voluto dedicare ad Anna Magnani, un accostamento non casuale: due donne, due epoche, due culture cinematografiche diverse, unite dalla stessa capacità di abitare lo schermo con una verità difficile da insegnare. Per l'occasione sarà proiettata la versione restaurata di Bellissima di Luchino Visconti, nel 75º anniversario dall'uscita del film.
Il festival si svolge dal 10 al 14 giugno 2026, promosso dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia con la direzione artistica di Tiziana Rocca e la madrina Anna Valle. Quattro le sezioni del programma: nove film nel Concorso Internazionale Lungometraggi, undici cortometraggi siciliani nella sezione "Sguardi di Sicilia", dieci titoli fuori concorso e nove eventi speciali al Teatro Antico.
Ad aprire il festival, il 10 giugno, sarà l'anteprima italiana del primo episodio della terza stagione di House of the Dragon, con alcuni protagonisti della serie HBO sul palco: Steve Toussaint,Tom Glynn-Carney,Harry Collett,Bethany AntoniaePhoebe Campbell. Il 12 giugno il documentario di Giuseppe Tornatore su Brunello Cucinelli riceverà il Golden Globes Prize for Documentary. Il 13 giugno Russell Crowe presenterà in anteprima mondiale il suo ultimo film, Bear Country, e riceverà l'International Achievement Award. Lifetime Achievement Award anche per Giancarlo Giannini, mentre Franco Nero porterà il suo ultimo lavoro, realizzato con la famiglia. Spazio anche a Can Yaman, omaggiato in occasione della nuova produzione Sandokan, e a Fernanda Torres, protagonista del panel "Donne oltre lo sguardo" e destinataria di un riconoscimento speciale, con proiezione di Io sono ancora qui.
La giuria internazionale è presieduta da Jane Campion e comprende Holly Hunter, Pietro Castellitto, la costumista Miyako Bellizzi, la casting director Francine Maisler, il regista Akinola Davies Jr. e Sue Kroll di Amazon MGM Studios. Le giurie giovani e studentesche saranno presiedute da Sam Nivola, rivelazione di The White Lotus.
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