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lifestyle25 luglio 2026

Road trip in Italia: 6 itinerari in auto e la vettura giusta per ognuno 

Quali sono i road trip più belli da fare in Italia in auto, e soprattutto: con quale macchina? Dal Lago Maggiore all’Etna, sei viaggi su strada e sei modelli scelti pensando all’asfalto, non alla scheda tecnica
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Di Matteo Dall’Ava

Tremosine sul Garda - Credits: Courtesy Press Office
Tremosine sul Garda - Credits: Courtesy Press Office

Organizzare un road trip in Italia significa fare due scelte, non una. La prima è l’itinerario: quale strada, quali soste, quanti chilometri al giorno. La seconda la si sottovaluta quasi sempre, e invece è quella che decide se il viaggio sarà un piacere o una lunga trattativa con il volante: quale auto portarsi dietro (mentre qui vi suggeriamo anche gli accessori).

Perché non esiste la macchina perfetta in assoluto. Esiste quella giusta per quella strada. Una berlina lunga e silenziosa è una meraviglia sul lungolago e un impiccio dentro una gola larga come un corridoio. Un SUV alto è un vezzo in città e una necessità sulle piste laviche dell’Etna. E l’auto elettrica cambia completamente natura a seconda di quanti chilometri riesce a fare prima di doversi fermare.

Ecco allora sei itinerari on the road tra i più belli d’Italia: due al lago, due in montagna, uno in riviera e uno decisamente fuori dagli schemi con l’auto che in molti stanno aspettando.

Road trip al lago

Lago Maggiore: ville, giardini e un traghetto nel mezzo

Si parte da Sesto Calende in provincia di Varese e si sale lungo la SP69: Angera, il Parco del Golfo della Quassa, Ispra, fino all’Eremo di Santa Caterina del Sasso, aggrappato alla roccia sopra l’acqua. Poi le cascate del torrente San Giulio a Cittiglio e l’arrivo a Laveno, dove il viaggio si spezza in due atti: il traghetto per Intra, con l’auto a bordo e le mani finalmente libere.

Sull’altra sponda, quella piemontese, si riparte per i Giardini Botanici di Villa Taranto a Verbania Pallanza, poi Stresa, la salita al Mottarone e la discesa su Arona, dove il Colosso di San Carlo Borromeo guarda il lago dall’alto. Poco meno di 110 chilometri: una giornata lunga, da fare piano.

Lago Maggiore, Santa Caterina del Sasso - Credits: Courtesy Press Office
Lago Maggiore, Santa Caterina del Sasso - Credits: Courtesy Press Office

L’auto giusta: la nuova Lexus ES. Qui si viaggia alla velocità di chi guarda fuori dal finestrino, e serve un’auto che non si faccia sentire. La nuova ES è lunga oltre cinque metri e su quella lunghezza ha investito tutto in silenzio: vetri fonoassorbenti, guarnizioni riviste, e dietro dei sedili che si reclinano con poggiagambe, per chi il lago se lo vuole godere davvero. C’è in versione ibrida e, per la prima volta, anche completamente elettrica con circa 530 chilometri di autonomia — l’anello del Maggiore si fa senza pensarci.

Il dettaglio che la racconta meglio: gli Hidden Switches, i comandi che restano invisibili nella plancia finché non si accende l’auto. L’esatto contrario del display che urla.

Una piccola curiosità: a Meina la villa di Arnoldo Mondadori fu ritrovo di scrittori e artisti, mentre il legame di Hemingway con il Maggiore passa soprattutto dal Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa.

Lexus ES - Credits: Courtesy Press Office
Lexus ES - Credits: Courtesy Press Office

Lago di Garda: la Strada della Forra, cinque chilometri dentro la roccia

Settantatré chilometri in tutto, ma è il tratto centrale a valere il viaggio. Da Tremosine sul Garda si imbocca la Strada della Forra: cinque chilometri scavati nella gola del torrente Brasa, tra gallerie nella pietra e sensi unici alternati. Poi Gargnano e la salita a Capovalle, in Val Vestino.

A Winston Churchill viene attribuita la definizione di “strada più bella del mondo”: nessuno è mai riuscito a documentare quella frase, il che non toglie niente al panorama. Da vedere prima o dopo: la Terrazza del Brivido a Pieve, il Museo di Tremosine, la diga di Ponte Cola.

Tremosine sul Garda - Credits: Courtesy Press Office
Tremosine sul Garda - Credits: Courtesy Press Office

L’auto giusta: l’Audi RS 5. Su una strada così la potenza serve poco e la precisione moltissimo — e la nuova RS 5, presentata in anteprima italiana alla Milano Design Week 2026, è la prima Audi Sport a mettere insieme un motore sportivo e uno elettrico. Che qui significa due cose concrete: si attraversano le gallerie in silenzio, senza il rimbombo dello scarico tra pareti di roccia a un metro dai finestrini, e nei tornanti stretti l’auto entra in curva con una precisione che una sportiva tradizionale, su quelle larghezze, non ha. Per chi porta bagagli, c’è anche in versione Avant.

Avvertenza da non saltare: la Forra è stretta sul serio. Se incrociate un pullman, la marcia indietro non è un’ipotesi teorica.

Audi RS 5 - Credits: Courtesy Press Office
Audi RS 5 - Credits: Courtesy Press Office

Road trip in montagna

Dolomiti: la Grande Strada del 1909, da Soraga a Cortina

Settantacinque chilometri attraverso Vigo di Fassa, Canazei, il Passo Pordoi e il Passo Falzarego, con l’ultimo tratto dentro il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, fino a Cortina. È la strada turistica inaugurata nel 1909 per collegare Bolzano a Dobbiaco: nasce per i viaggiatori, non per le merci. Oltre un secolo dopo, la vocazione è identica.

Dolomiti, Val di Fassa - Credits: Courtesy Press Office
Dolomiti, Val di Fassa - Credits: Courtesy Press Office

L’auto giusta: la Ferrari Amalfi. L’Amalfi, erede della Roma, è quella che a Maranello chiamano una berlinetta: una coupé sportiva dalla linea bassa e filante, due posti davanti e due dietro più simbolici che veri. Non è la grande gran turismo da autostrada, insomma — è la Ferrari con cui si viaggia: i sedili posteriori si trasformano in ripiano e il bagagliaio un weekend a Cortina se lo porta, valigie comprese. Esattamente lo spirito con cui questa strada è stata costruita.

Il dettaglio che sulle Dolomiti conta più della velocità massima: il sollevatore anteriore, che alza l’auto di quattro centimetri e resta attivo fino a 35 all’ora. Tradotto: i dossi dei passi e le rampe dei rifugi smettono di essere un problema.

Sul nome giochiamo a carte scoperte: il colore di lancio si chiama Verde Costiera ed è ispirato ai riflessi del mare amalfitano. Noi la mandiamo in montagna lo stesso.

Ferrari Amalfi - Credits: Courtesy Press Office
Ferrari Amalfi - Credits: Courtesy Press Office

Etna: il giro del vulcano fino al Rifugio Sapienza

Spostandoci a sud, si arriva fino alla Sicilia. Centosedici chilometri da Taormina a Randazzo, Bronte, Adrano, Paternò e Nicolosi, con la salita finale al Rifugio Giovanni Sapienza sul versante sud. È l’itinerario che mette al centro l’elemento più riconoscibile della Sicilia, ’a muntagna, e regala scorci che le guide raccontano poco: colate laviche antiche, boschi, paesi costruiti con la pietra nera. A Bronte, ovviamente, ci si ferma per il pistacchio.

Rifugio Sapienza, Etna Versante Sud - Credits: Courtesy Press Office
Rifugio Sapienza, Etna Versante Sud - Credits: Courtesy Press Office

L’auto giusta: la Range Rover Sport TWENTY Edition. Questo è l’unico percorso in cui l’assetto alto non è una moda ma una necessità — e la Range Rover Sport ha un curriculum che parla da sé: nel 2018 è stata il primo veicolo a salire i 999 gradini di Heaven’s Gate, in Cina, su pendenze di 45 gradi. La salita al Sapienza, in confronto, è una passeggiata.

La TWENTY Edition festeggia i vent’anni del modello con dettagli dedicati e una livrea arancione, Sanguinello, che sul nero della lava è l’unica cosa che non passa inosservata. La versione ibrida plug-in fa oltre cento chilometri in elettrico: significa che l’ultimo tratto verso il rifugio si può fare in silenzio, dentro un paesaggio che il silenzio se lo merita.

Range Rover Sport TWENTY Edition - Credits: Courtesy Press Office
Range Rover Sport TWENTY Edition - Credits: Courtesy Press Office

Road trip in riviera

Gargano: da Rodi Garganico a Monte Sant’Angelo

Centodue chilometri di spiagge una dietro l’altra: Rodi Garganico, Peschici, Zaiana, Scialmarino, Vieste, la Baia delle Zagare - che qualcuno chiama Baia dei Mergoli, ma è la stessa - Mattinatella, e infine la salita a Monte Sant’Angelo. Nel mezzo, la deviazione nella Foresta Umbra con il suo laghetto: faggi secolari che spezzano la giornata di mare.

Baia delle Zagare - Credits: Courtesy Press Office
Baia delle Zagare - Credits: Courtesy Press Office

L’auto giusta: la Volvo EX60. È il viaggio più familiare del gruppo — ombrelloni, borse frigo, bagagli — ed è anche quello in cui l’elettrico smette di essere un atto di fede. La EX60 è una cinque posti che nella versione più completa dichiara fino a 810 chilometri di autonomia, con la possibilità di recuperarne 340 in dieci minuti a una colonnina veloce. Sul Gargano, dove le colonnine sono ancora poche, quel numero cambia la natura della vacanza: si arriva, si gira per giorni, si riparte, senza costruire l’itinerario attorno alle prese.

Per le strade bianche che scendono alle cale c’è la variante Cross Country, un po’ più alta da terra. E per la playlist: l’impianto audio ha i diffusori anche nei poggiatesta, quindi chi guida e chi dorme dietro possono finalmente smettere di litigare.

Volvo EX60 - Credits: Courtesy Press Office
Volvo EX60 - Credits: Courtesy Press Office

Road trip fuori dagli schemi: da Milano a Genova passando per le colline del Gavi

L’ultimo itinerario nasce al contrario: non dalla strada, ma dai distributori. In Italia le stazioni di rifornimento a idrogeno si contano su una mano, e le più recenti sono nate lungo l’autostrada tra Milano e Genova e sulle tangenziali milanesi — una di queste è a Rho, dove la nuova Hyundai Nexo è stata presentata lo scorso 11 maggio.

Hyundai Nexo - Credits: Courtesy Press Office
Hyundai Nexo - Credits: Courtesy Press Office

L’itinerario, quindi, si scrive da sé: Rho, autostrada, Tortona, l’Appennino, Genova. Centocinquanta chilometri. E qui salta il pregiudizio sull’idrogeno: con 826 chilometri dichiarati e un pieno da cinque minuti, la Nexo copre andata, ritorno e buona parte di un secondo viaggio senza rifornire. La rete è sottile, l’autonomia no.

Il che permette di prendersi la variante bella. A Tortona si lascia l’autostrada e si sale sulle colline del Gavi e del Novese: vigneti a perdita d’occhio, il borgo di Gavi dominato dal forte genovese, le strade strette che scendono verso Serravalle. Poi si rientra e si valica l’Appennino sulla direttrice dei Giovi, che da secoli porta i genovesi in pianura e la pianura al mare. Un’ora in più, una giornata completamente diversa.

Colline Gavi - Credits: Courtesy Press Office
Colline Gavi - Credits: Courtesy Press Office

Da sapere, per onestà: quelle stazioni sono nate anche per servire camion e autobus lungo i corridoi del Nord, ed è questo che ne rende sostenibile la costruzione. Chi viaggia in auto, per ora, usa infrastrutture pensate per le merci. Il che, a pensarci, è la storia di tutte le strade italiane, dai Giovi in giù.

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