Di Marta Perego
C'è chi sceglie una meta per il paesaggio, chi per il cibo, chi per le bellezze architettoniche e chi, invece, perché l'ha vista al cinema. Succede sempre più spesso: una villa, una terrazza affacciata sul Mediterraneo o un cottage immerso nel verde diventano protagonisti quanto gli attori che li abitano. E finiscono per alimentare un immaginario che influenza anche il nostro modo di viaggiare. Ecco alcune delle case più iconiche del grande schermo, quelle che tutti almeno una volta hanno sognato di affittare per un'estate.
Più che una villa, un luogo dell'immaginario. In A Bigger Splash, Luca Guadagnino trasforma Pantelleria in un personaggio del film. Il dammuso dove si rifugiano Marianne Lane (Tilda Swinton) e Paul (Matthias Schoenaerts), con la sua piscina scavata nella pietra lavica, diventa il teatro di desideri, gelosie e tensioni che esplodono con l'arrivo di Harry (Ralph Fiennes) e Penelope (Dakota Johnson). Girato tra Scauri, Ghirlanda, il Lago di Venere e soprattutto nella splendida Tenuta Borgia, il film restituisce un'immagine dell'isola lontana dalle cartoline: aspra, primitiva, sensuale.
Non è un caso che, dopo l'uscita nelle sale, Pantelleria sia diventata una delle mete più desiderate dell'estate italiana. Il film è il remake de La Piscine (1969), il cult di Jacques Deray con Alain Delon, Romy Schneider, Jane Birkin e Maurice Ronet, ma Guadagnino sostituisce il glamour della Costa Azzurra con una bellezza più selvaggia e mediterranea, facendo della Tenuta Borgia una delle case cinematografiche più iconiche degli ultimi anni.
Prima di A Bigger Splash c'era, appunto, La Piscine. Diretto da Jacques Deray nel 1969, il film con Alain Delon, Romy Schneider, Jane Birkin e Maurice Ronet ha trasformato una villa sulle alture di Saint-Tropez in una delle case più iconiche della storia del cinema. La trama è semplice: Jean-Paul e Marianne trascorrono un'estate apparentemente perfetta in una villa con piscina, finché l'arrivo di un vecchio amico e della figlia incrina l'equilibrio della coppia. Tra desiderio, gelosia e rivalità, quella piscina diventa il centro di un thriller psicologico che ha segnato un'epoca.
Affacciata sulle colline dell'area di L'Oumède, la villa è il simbolo della Costa Azzurra degli Anni '60: essenziale, luminosa, sofisticata. Più che uno sfondo, è il luogo in cui nasce un immaginario di vacanza fatto di sole, silenzi, sensualità e lusso discreto. Ancora oggi è una delle dimore cinematografiche più imitate e desiderate.
Se c'è una casa che ha trasformato un'isola in un sogno estivo, è quella di Mamma Mia!. Nel musical diretto da Phyllida Lloyd, Donna Sheridan (Meryl Streep) gestisce un piccolo hotel affacciato sul mare, dove la figlia Sophie (Amanda Seyfried) sta per sposarsi e decide di invitare i tre uomini che potrebbero essere suo padre. Tra le note degli ABBA, la pensione diventa il cuore di una storia fatta di amori ritrovati, amicizie e seconde possibilità. In realtà Villa Donna non esiste come edificio unico: è un insieme di scenografie costruite e location reali.
Il film è stato girato soprattutto sulle isole greche di Skopelos e Skiathos, con alcune scene ambientate anche sulla costa del Pelio. Tra i luoghi più iconici c'è la spettacolare chiesa di Agios Ioannis Kastri, arroccata su uno scoglio, dove si svolge il matrimonio finale. Con le sue facciate bianche, le persiane azzurre, le bouganville e le terrazze affacciate sull'Egeo, Mamma Mia! ha contribuito a consolidare l'immaginario della vacanza greca. Dopo l'uscita del film, Skopelos è diventata una meta di pellegrinaggio per migliaia di fan, trasformando un piccolo angolo delle Sporadi in uno dei luoghi più riconoscibili del cinema contemporaneo.
Non serve il mare per creare l'immaginario perfetto dell'estate. Con Chiamami col tuo nome, Luca Guadagnino trasforma una villa di campagna della pianura lombarda in uno dei luoghi più desiderati del cinema contemporaneo. È qui che, nell'estate del 1983, nasce l'amore tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer), tra giornate in bicicletta, bagni nei fiumi, albicocche mature e pomeriggi trascorsi a leggere sotto gli alberi.
La casa è Villa Albergoni, a Moscazzano, in provincia di Cremona. Costruita nel Seicento, non è stata trasformata per il film: Guadagnino l'ha scelta proprio per la sua autenticità. Gli arredi, i libri accatastati ovunque, i mobili vissuti, il pianoforte, il giardino e il pergolato restituiscono l'impressione di una casa realmente abitata, lontana dall'estetica patinata delle ville da cartolina. Più che una scenografia, Villa Albergoni diventa un personaggio del film. È lo spazio della scoperta, del desiderio e della memoria, ma anche il simbolo di un'estate lenta, fatta di cultura, conversazioni e tempo condiviso. Dopo l'uscita del film, la campagna cremasca è diventata meta di un vero e proprio turismo cinematografico, con itinerari dedicati ai luoghi attraversati da Elio e Oliver.
Ci sono case che evocano immediatamente un'estate italiana. Quelle de Il talento di Mr. Ripley sono tra queste. Nel film di Anthony Minghella, tratto dal romanzo di Patricia Highsmith, le ville affacciate sul mare diventano il simbolo della dolce vita degli Anni '50: terrazze assolate, salotti eleganti, giardini mediterranei e un lusso discreto che seduce Tom Ripley (Matt Damon) quanto la vita di Dickie Greenleaf (Jude Law).
Gran parte dell'atmosfera del film nasce tra Ischia e Procida, dove le case bianche sul mare e i piccoli porti danno vita alla fittizia Mongibello. Ancora oggi è possibile soggiornare nella Mr. Ripley Room a Ischia Ponte, un appartamento ispirato al film situato a pochi passi dal Castello Aragonese e dalle location utilizzate da Minghella. La recente serie Ripley ha invece scelto una dimora ancora più spettacolare: Villa Torricella, a Capri. Costruita all'inizio del Novecento e affacciata sul mare, con le sue terrazze panoramiche e l'eclettica architettura mediterranea, è la residenza di Dickie Greenleaf. La villa è privata, ma alcuni appartamenti sono prenotabili e permettono di vivere, almeno per qualche giorno, una delle case più affascinanti viste sullo schermo.
Pochi film hanno contribuito quanto Sotto il sole della Toscana a trasformare la campagna toscana in un sogno internazionale. Tratto dal memoir di Frances Mayes, racconta la storia di una scrittrice americana (Diane Lane) che, dopo un divorzio, acquista una villa tra le colline di Cortona e decide di ricominciare da capo. C'è però una curiosità che non tutti conoscono. La vera Bramasole esiste davvero: è la villa acquistata da Frances Mayes negli anni Novanta, quella che ha ispirato il libro e che si trova ancora oggi poco fuori Cortona. Ma non è la casa che compare nel film.
Per le riprese, infatti, la produzione scelse la vicina Villa Laura, una dimora storica del Seicento che interpretò il ruolo di Bramasole sul grande schermo. Oggi Villa Laura è stata restaurata ed è disponibile per soggiorni esclusivi: dieci camere, piscina, giardini e vista sulle colline toscane permettono di vivere, almeno per qualche giorno, l'atmosfera del film. Che sia la vera Bramasole o la sua "controfigura" cinematografica, poco cambia: Sotto il sole della Toscana ha trasformato Cortona nell'emblema del sogno italiano, fatto di casali in pietra, cipressi, vigneti e della promessa, irresistibile, che una casa possa cambiare una vita.