Di Giuditta Avellina
Kate Moss in front row da Saint Laurent a Parigi con un look iconico. La top model arriva infatti alla sfilata con una camicia in seta nera rifinita in pizzo, coperta da un cappotto nero morbido, e poi taglia la silhouette con una pencil skirt in pelle nera con spacco altissimo. Il resto è calibrato come una formula: collant velati, satin stilettos, clutch bordeaux, gioielli essenziali. Tutto parla di sensualità, ma niente naked dress per lei, tendenza che per anni ha dominato il fashion system dello show business. E che altre star, in questi utlimi giorni hanno scelto di reinterpretare alla propria maniera.
Il look di Moss è sexy, ma è un nudo gratuito. La camicia con bordo in pizzo introduce l’idea dell’intimo in vista, ma il cappotto la “chiude” subito dentro un’eleganza da sera. La pelle dà grinta e rende l’immagine Saint Laurent immediatamente riconoscibile. Lo spacco altissimo potrebbe trasformare tutto in provocazione, ma la forma a tubino della gonna lo rende più affilato che esibito. Moss riscrive davvero il naked style e il corpo non viene “mostrato”, ma suggerito con dettagli pratici: pizzo, calza velata, pelle lucida, spacco dosato, accessori piccoli e netti. Questo è il “non nudo” del 2026 con lingerie dressing senza effetto costume e sensualità senza esibizione totale.
Penélope Cruz, alla sfilata Chanel Haute Couture Spring/Summer 2026, porta invece la trasparenza composta. Ovvero, la nudità è presente, ma non è mai protagonista assoluta. Cruz indossa un abito nero bodycon in maglia pointelle trasparente, con una parte midi più morbida e un cardigan abbinato. A completare scarpe nere a punta squadrata, mini bag, occhiali scuri. E soprattutto un dettaglio che cambia il tono dell’immagine: il nuovo taglio lob spettinato, che sposta tutto verso un’eleganza meno “da diva” e più contemporanea. Questo è lo sheer che, invece di giocare sulla quantità di pelle, lavora sulla qualità dell’effetto: non è lì per sedurre in modo frontale ma per dare movimento, non è naked dress ma couture dressing.
Poi arriva Teyana Taylor, alla sfilata Schiaparelli Haute Couture Spring/Summer 2026, e riporta il naked dress alla sua funzione più spettacolare: dominare l’attenzione. Taylor indossa un abito nero in pizzo completamente sheer, abbinato a un lungo cappotto nero, tacchi neri e gioielli importanti ovvero la collana statement, orecchini, e addirittura una corona decorata. Questo è il nude come performance, perfetto che succeda da Schiaparelli perché la maison usa da sempre l’idea di eccesso come grammatica couture: la trasparenza non deve essere portabile o discreta, deve essere memorabile.
Margot Robbie, da sempre in grado di catalizzare l'attenzione con i suoi look, porta la trasparenza nel territorio più narrativo e cinematografico e per l’avvio del press tour di Wuthering Heights si è presentata con un look nero in pizzo totalmente sheer, che lascia intravedere lingerie e silhouette, ma con un’impronta gotico-romantica precisa, quasi vittoriana. Qui il naked dress non è solo un esercizio di sexy e non seduce perché mostra, ma perché costruisce un immaginario coerente con il film e lo rende immediatamente leggibile, tra romanticismo dark e glamourmai volgare.
Il naked dress non è finito, ma si è evoluto. E se c’è un’immagine che spiega meglio di tutte dove sta andando il desiderio nella moda, è Kate Moss da Saint Laurent: lingerie in vista, sì, ma con controllo, misura e una sensualità adulta che non ha bisogno di scoprirsi per essere potentissima.
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