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lifestyle14 aprile 2026

Calder e Duchamp in mostra. Da Parigi a New York, due artisti uniti da ironia, gioco e rivoluzione

La Fondazione Louis Vuitton presenta la mostra “Calder. Rêver en Équilibre", in occasione del centenario dell'arrivo dello scultore in Francia. Il Moma di New York organizza “Marcel Duchamp”, la prima retrospettiva nordamericana dedicata al pittore in oltre 50 anni. Opere e storia di due artisti che si incontrano in Francia negli Anni ‘30, intrecciando una relazione intellettuale e artistica profonda
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Di Simona Peverelli

Alexander Calder, Dispersed Objects with Brass Gong, 1948 - Courtesy Press Office
Alexander Calder, Dispersed Objects with Brass Gong, 1948 - Courtesy Press Office

Due artisti legati da un filo che unisce gli Stati Uniti alla Francia. Da una parte Alexander Calder, scultore americano cha a 26 anni decise di trasferirsi a Parigi, dove affittò uno studio al 22 di rue Daguerre nel quartiere di Montparnasse e dove divenne amico di molti avanguardisti, da Joan Miró a Jean Arp, fino a Marcel Duchamp. Dall'altra, appunto, Marcel Duchamp, il pittore e scultore francese naturalizzato statunitense, che si formò in Francia frequentando i circoli dell’avanguardia parigina prima della Prima guerra mondiale, per poi slegarsi dall’impostazione più accademica e legata al buon gusto viaggiando Oltreoceano, fino al trasferimento a New York.

Lo sfondo dell’incontro tra i due è Parigi, dove si instaura una relazione intellettuale e artistica profonda. Nel 1931 Marcel Duchamp suggerì il termine "mobile" per le composizioni astratte cinetiche di Calder, presentate dall'artista nel 1932 alla Galerie Vignon. Un legame fondato su stima reciproca e su un terreno concettuale comune: il superamento della scultura tradizionale, il gioco, il movimento e l’ironia.

“Calder. Rêver en Équilibre" – Parigi

In occasione del centenario dell'arrivo di Alexander Calder in Francia e del cinquantesimo anniversario della sua morte, la Fondazione Louis Vuitton di Parigi presenta la mostra “Calder. Rêver en Equilibre”. Fino al 16 agosto la mostra ripercorre mezzo secolo di attività creativa, dalla fine degli Anni ‘20 e dalla prima messa in scena degli spettacoli del Cirque Calder che affascinarono l'avanguardia parigina, fino alle sculture monumentali che ridefinirono l'arte pubblica negli Anni '60 e '70.

Si tratta di una delle mostre più importanti mai dedicate ad Alexander Calder, concepita in stretta collaborazione con la Fondazione Calder, con 300 opere tra prestiti da parte di istituzioni internazionali e collezionisti privati. Astrazioni statiche e cinetiche, ritratti in filo metallico, figure in legno intagliato, dipinti, disegni e persino gioielli, per mettere in luce le tematiche artistiche fondamentali di Calder: il movimento, la luce, il riflesso, i materiali umili, il suono, l'effimero, la gravità, la performance e l'interazione tra spazio positivo e negativo. La mostra celebrativa è arricchita dai contributi dei contemporanei di Calder. Opere di Jean Arp, Barbara Hepworth, Jean Hélion e Piet Mondrian, così come di Paul Klee e Pablo Picasso.

Infine, 34 fotografie scattate da alcuni dei più importanti fotografi del XX secolo – tra cui Henri Cartier-Bresson, André Kertész, Gordon Parks, Man Ray, Irving Penn e Agnès Varda – mostreranno un artista in bilico tra arte e vita.

Alexander Calder, Southern Cross, 1963 - Courtesy Press Office
Alexander Calder, Southern Cross, 1963 - Courtesy Press Office

“Marcel Duchamp” – New York

"Mi sono costretto a contraddirmi per evitare di conformarmi al mio stesso gusto". Sta tutta in questa ammissione l’essenza dell’arte di Marcel Duchamp, che è nata e si è sviluppata da una ricerca caratterizzata da una continua reinvenzione. La mostra “Marcel Duchamp”, organizzata dal Museum of Modern Art di New York e dal Philadelphia Art Museum con la collaborazione del Centre Pompidou, è la prima retrospettiva nordamericana dell'opera dell'artista in oltre 50 anni, che prova a esplorare il complesso tema del senso dell’arte.

Negli spazi del Moma di New York fino al 22 agosto, con circa 300 opere questa esposizione offre una panoramica completa della poliedrica carriera di Duchamp, dal 1900 al 1968, un’opportunità unica di ammirare l'intera portata della sua produzione creativa. Opere come il dipinto “Nudo che scende le scale”, che suscitò scalpore al suo debutto alla leggendaria Armory Show di New York nel 1913, o “Fontana”, un orinatoio prodotto in serie capovolto e firmato con lo pseudonimo "R. Mutt", o il monumentale dipinto “Grande Vetro”; opere che provano a rispondere alla complessa e millenaria domanda: “Perché questa è arte?”.

Marcel Duchamp. L.H.O.O.Q., 1919. Pencil on reproduction of Leonardo da Vinci’s Mona Lisa, 7 ¾ x 4 ⅞” (19.7 x 12.4 cm). Private Collection - Courtesy Press Office
Marcel Duchamp. L.H.O.O.Q., 1919. Pencil on reproduction of Leonardo da Vinci’s Mona Lisa, 7 ¾ x 4 ⅞” (19.7 x 12.4 cm). Private Collection - Courtesy Press Office

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