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entertainment02 aprile 2026

Taylor Swift rilancia Elizabeth Taylor, 5 lezioni di stile della diva che oggi tornano di moda

Nel video di Elizabeth Taylor, il suo ultimo singolo, Taylor Swift rende omaggio alla diva, tra cinema e glamour. Ma oltre al tributo, restano abiti, colori, gioielli e beauty che oggi tornano centrali nella moda
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Di Giuditta Avellina

Taylor Swift fa una cosa che oggi nessuna pop star fa più: sparisce. Nel video dell'ultimo singolo Elizabeth Taylor, terzo estratto dal nuovo progetto The Life of a Showgirl, non si mette al centro ma prende un’icona e la lascia parlare. Sequenze d’archivio, cinema, primi piani, gioielli, luce. Elizabeth Taylor, così com’era. Non un’estetica da citare, ma un modello da rileggere. Il brano, una ballad pop orchestrale prodotta nel solco più cinematografico dell’ultima fatica della cantante, lavora sulla stessa linea: usa la diva come figura-specchio per parlare di fama, esposizione e relazioni vissute sotto sguardo pubblico. E dunque il punto non è tanto cosa racconta Taylor Swift, ma cosa resta di Elizabeth Taylor oggi. La risposta è semplice: moltissimo, un sistema di stile ancora attivo. Abbiamo isolato cinque elementi concreti tra abiti, colore, gioielli, capelli e make-up che continuano a funzionare e a essere iconici.

Lezione di stile 1: il costume che diventa immagine in Cleopatra

Gli abiti della Cleopatra del 1963, firmati da Irene Sharaff per Elizabeth Taylor, furono progettati per l’impatto visivo, non per il realismo storico. Il film, tra i più costosi dell’epoca, costruisce Cleopatra come immagine prima ancora che personaggio, con costumi pensati per essere leggibili anche a distanza e sotto luci forti. Il look verde è il più attuale: abito aderente, linea continua, colore saturo scelto per esaltare incarnato e fotografia. La parrucca nera geometrica, decorata con perline dorate cucite a mano, è parte integrante del design. Il look con bustier dorato e copricapo lavora invece sulla struttura: il bustier è rigido e riflettente, pensato per catturare la luce, il copricapo introduce verticalità e rende la figura monumentale nelle scene corali. Molti costumi furono realizzati in più versioni e con dettagli sovradimensionati per funzionare meglio in camera.

Elizabeth Taylor in Cleopatra, 1963 - Credits Getty ImagesElizabeth Taylor in Cleopatra, 1963 - Credits Getty Images

Lezione di stile 2, il colore come firma con il viola Taylor

Nel caso di Elizabeth Taylor il viola non è una scelta estetica occasionale, ma un codice ricorrente. Compare in abiti da sera, soprattutto in velluto e tessuti pieni, scelti per la loro capacità di assorbire e riflettere la luce in modo profondo. È un colore che funziona in camera: crea volume, separa la figura dallo sfondo e restituisce densità all’immagine. C’è poi un elemento oggettivo: il viola dialoga direttamente con il colore dei suoi occhi, spesso descritto come violetto. Questo rafforza la riconoscibilità del volto, creando una continuità tra make-up, abito e presenza scenica. Non è solo armonia cromatica, ma costruzione visiva. Il viola, storicamente associato a potere e regalità, porta con sé un immaginario preciso e Taylor lo usa in modo coerente per rafforzare questa dimensione del colore come elemento identitario.

Credits Getty ImagesCredits Getty Images

Lezione di stile 3, il gioiello che definisce il look

Per Elizabeth Taylor i gioielli sono sempre stati parte strutturale dell’immagine. Il caso più emblematico è il diamante Cartier indossato a Monte Carlo nel 1969: una pietra da circa un milione di dollari, regalo di Richard Burton, mostrata per la prima volta al compleanno della principessa Grace. Non era solo un evento mondano: era una messa in scena. Il gioiello, posizionato al centro del décolleté, diventava il punto focale dell’intera immagine. Taylor sceglieva pietre grandi, montature visibili, spesso progettate per valorizzare un elemento: il collo, il viso, la postura. Anche il celebre Taylor-Burton Diamond da 68 carati fu indossato in occasioni pubbliche proprio per il suo impatto visivo, attirando folle di persone già prima di essere visto dal vivo. Molti gioielli erano personali e venivano portati anche fuori scena, creando continuità tra vita e immagine.

Credits Getty ImagesCredits Getty Images

Lezione di stile 4, i capelli come struttura visiva

Le acconciature di Elizabeth Taylor non sono mai lasciate al caso ma erano capelli progettati per funzionare in camera. Onde definite, volumi pieni. Nei ritratti ufficiali degli anni ’50 e ’60, lo styling è pensato per incorniciare il volto in modo simmetrico, mantenendo sempre leggibile lo sguardo. Le onde sono lavorate per reggere la luce frontale e creare profondità senza appesantire. Le acconciature sono costruite per durare sotto le luci di scena e nei lunghi tempi di ripresa: fissaggi forti, volumi controllati, forme che non cedono. Il punto è funzionale e i capelli servono a sostenere il volto e a dialogare con make-up e costume.

Credits Getty ImagesCredits Getty Images

Lezione di stile 5, il make-up identitario come l’eyeliner di Cleopatra

Il make-up di Elizabeth Taylor, soprattutto in Cleopatra, è progettato per funzionare in camera. Eyeliner marcato e allungato, contorni netti, sopracciglia definite: linee più grafiche del naturale per restare leggibili sotto luci forti e anche nelle inquadrature ampie anche in questo caso. Il make-up non completa il volto, ma lo costruisce. Ed è questa logica che oggi torna, anche nel modo in cui Taylor Swift riattiva quell’immaginario da vera, immortale, diva.

Elizabeth Taylor in Cleopatra, 1963 - Credits Getty ImagesElizabeth Taylor in Cleopatra, 1963 - Credits Getty Images

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