Di Marta Perego
Tre film, tra i più attesi dell'anno, li vedono condividere i set. Lei classe 1996, lui dieci anni di più. Entrambi hanno un passato segnato dal successo di saghe o serie tv che hanno fatto impazzire i più giovani: Twilight per lui, Euphoria per lei. Entrambi da quei ruoli hanno fatto di tutto per liberarsi, dimostrando capacità attoriali poliedriche e una coerenza di scelte difficile da trovare nelle loro generazioni. Zendaya e Robert Pattinson sono la coppia cinematografica del 2026.
Tutto parte da una domanda semplice: esiste davvero la coppia perfetta? È il centro di The Drama, in sala dal 1° aprile, diretto dal norvegese Kristoffer Borgli. Zendaya e Pattinson sono due futuri sposi: tutto funziona, finché una rivelazione dal passato non distrugge la gioia della settimana prima delle nozze. Il film non dà risposte, ma mette sotto il microscopio fiducia, rispetto e le crepe che si nascondono dietro ogni storia d'amore apparentemente perfetta. C'è del romanticismo, ma alla fine ha la meglio l'umorismo nero. La segretezza della campagna promozionale è parte del gioco: rivelare troppo avrebbe spezzato l'incantesimo. La locandina è un finto invito di nozze. A Parigi, alla première, è apparso anche Tom Holland — neo-marito in segreto di Zendaya — creando un cortocircuito tra realtà e finzione che ha fatto esattamente quello che doveva fare: alimentare curiosità.
Il tour promozionale di The Drama, che si è svolto tra Los Angeles, Parigi e Roma, è diventato un racconto parallelo al film. Zendaya e il suo stylist Law Roach hanno costruito un bridal tour seguendo la tradizione nuziale vittoriana: qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato. A Los Angeles qualcosa di vecchio: l'abito bianco Vivienne Westwood già indossato agli Oscar 2015. Stessa silhouette drappeggiata, significato completamente diverso. A Parigi qualcosa di nuovo: un Louis Vuitton custom firmato Nicolas Ghesquière. Linea rigorosa, schiena scoperta, maxi-fiocco nero sul retro con strascico. Gioielli David Morris, diamanti stratificati. A Roma, al Cinema Adriano, qualcosa di prestato: un Giorgio Armani Privé in seta nera con profonda scollatura impreziosita da pietre di onice, già indossato da Cate Blanchett a Venezia 2025. Non è solo una citazione, ma un passaggio di testimone tra due delle attrici più eleganti del momento. I capelli volutamente spettinati sono stati l’unica concessione al personaggio del film. E ora fan e giornalisti aspettano di capire dove comparirà il blu.
Fuori dal cinema i fan che si sono accalcati sul red carpet hanno giocato la stessa partita, dimostrando quanto ormai il marketing attorno alle pellicole diventi parte del racconto: hanno portato cartelli con la scritta “Say yes”, cartoline nuziali, le ragazze si sono vestite da invitate all’addio al nubilato. Sul red carpet Zendaya e Pattinson sono stati al gioco, ma senza spingersi oltre la finzione cinematografica. Zendaya sul red carpet ha affermato: “Il segreto di un matrimonio perfetto? Sperare che alla fine della navata ci sia qualcuno che ami davvero”. Lui ha lasciato spazio al dubbio: “Forse l'amore resiste a tutto. O forse no”.
A luglio arriva The Odyssey di Christopher Nolan, uno dei titoli più attesi dell'anno. Cast imponente: Matt Damon è Ulisse, Anne Hathaway è Penelope, Lupita Nyong'o è Elena di Troia. C'è anche Tom Holland nei panni di Telemaco. Zendaya interpreta Atena, presenza che guida e orienta. Pattinson è Antinoo, il principale e arrogante pretendente di Penelope che mira a diventare re di Itaca in assenza di Ulisse. I dettagli del film sono ancora riservati, ma è significativo rivederli insieme.
A dicembre chiude Dune: Part Three di Denis Villeneuve. Zendaya torna Chani. Pattinson entra come Scytale, figura ambigua e destabilizzante, antagonista di Paul Atreides. Pattinson ha girato in Giordania e negli Emirati Arabi, e ha descritto le riprese nel deserto come un'esperienza estrema e "irripetibile".
Zendaya è immediata, emotiva, occupa lo spazio con naturalezza. Pattinson fa il contrario: riduce, trattiene, lavora sui dettagli. In scena le loro differenze, li portano ad amplificare il loro talento. I loro percorsi sono differenti, ma speculari. Lei ha costruito un equilibrio raro tra popolarità e credibilità critica, passando da Euphoria a Challengers senza mai perdere una direzione precisa. Lui ha fatto il percorso inverso: da Twilight si è allontanato sistematicamente verso un cinema sempre più autoriale, lavorando con Cronenberg, i Safdie, Eggers, Reeves. Entrambi hanno evitato la strada più facile. Ed è lì che si incontrano, dando luce alle pellicole e facendo impazzire i fan.
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