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Entertainment 11 giugno 2026

Mondiali 2026, da Shakira a Drake le star che trasformano il calcio in spettacolo pop

Dalla canzone ufficiale di Shakira con Burna Boy alla convocazione di Messi con l’Argentina, passando per Drake, Rihanna, Beckham, Ryan Reynolds, Eva Longoria e Will Ferrell: il Mondiale 2026 sarà anche una gigantesca passerella pop, fra musica, Hollywood, sport business e celebrity culture
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Di Giuditta Avellina

Immagini tratte dal profilo Instagram di Shakira
Immagini tratte dal profilo Instagram di Shakira

Il Mondiale 2026 non sarà soltanto il più grande di sempre - superata la delusione degli esclusi, come gli italiani - ma anche il più pop, il più fotografato. La Coppa del Mondo, infatti, si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada, tre Paesi che permettono al calcio di uscire dal solo racconto sportivo e diventare intrattenimento totale: stadi, musica, tribune vip, creator, brand, fan festival, outfit, contenuti social. La caccia alla celebrity inizierà partita per partita, perché una cosa è il tifo documentato, un’altra è la presenza effettiva sugli spalti. Ma il quadro è già chiaro: il Mondiale 2026 sarà anche il torneo delle star tifose.

Non solo ospiti in tribuna, ma figure che hanno già un legame reale con il pallone: popstar che hanno cantato la Coppa del Mondo, rapper che trasformano ogni partita in contenuto, attori diventati proprietari di club, icone fashion che hanno fatto del calcio una nuova piattaforma di immagine. Shakira, la tifosa più ufficiale del Mondiale La prima star è Shakira. Non solo perché il suo nome è legato per sempre a “Waka Waka (This Time for Africa)”, uno degli inni più celebri della storia recente dei Mondiali, ma perché nel 2026 è tornata ufficialmente al centro della manifestazione con “Dai Dai”, la canzone ufficiale della Coppa del Mondo FIFA 2026 realizzata con Burna Boy a sostegno del FIFA Global Citizen Education Fund. Shakira il calcio lo ha attraversato come performer, come icona globale, come figura pop capace di trasformare una canzone da torneo in memoria collettiva. Da “Hips Don’t Lie” nel 2006 a “Waka Waka” nel 2010, fino a “La La La” nel 2014, la sua storia con i Mondiali è diventata una specie di lunga residenza musicale dentro la cultura del pallone.

Rihanna, la tifosa che rubò la scena al Mondiale 2014

Tra le star tifose più emblematiche nella storia recente della Coppa del Mondo c’è Rihanna. Nel 2014, durante il torneo in Brasile, la popstar seguì le partite con una partecipazione talmente intensa da diventare quasi una commentatrice parallela del Mondiale. La finale tra Germania e Argentina la vide schierata con la nazionale tedesca: dopo la vittoria, Rihanna festeggiò con i giocatori e posò con la Coppa, trasformando il post-partita in una sequenza di immagini entrate nella cultura pop. Rihanna non era lì solo come vip da fotografare, ma una presenza narrativa: commentava, reagiva. Insomma, il modello perfetto di star-tifosa contemporanea.

FIFA World Cup Brazil Final - Credits Getty Images
FIFA World Cup Brazil Final - Credits Getty Images

Drake, il Canada e il tifo come contenuto virale

Con il Canada tra i Paesi ospitanti, Drake è uno dei nomi da tenere d’occhio. Il suo rapporto con lo sport è ormai parte integrante del suo personaggio pubblico. NBA, boxe, calcio, scommesse, pronostici, meme: ogni sua apparizione sportiva ha la capacità di diventare una storia. Nel 2024 fece discutere la sua scommessa da 300 mila dollari sulla vittoria del Canada contro l’Argentina nella semifinale di Copa América, poi persa dopo il successo argentino per 2-0. Se il Canada dovesse andare avanti nel torneo, Drake potrebbe diventare uno dei volti simbolici del tifo nordamericano.

Ryan Reynolds e Rob McElhenney, Hollywood in curva

Ryan Reynolds e Rob McElhenney hanno dimostrato che il calcio può diventare una serie tv, una favola globale e un progetto di identità popolare. Con il Wrexham AFC e la docuserie “Welcome to Wrexham”, i due attori hanno trasformato un club gallese lontano dai riflettori in una storia seguita in tutto il mondo. Reynolds, canadese, ha anche un legame naturale con uno dei Paesi ospitanti del Mondiale 2026 e per questo potrebbe diventare una delle celebrity più fotografate del torneo, soprattutto nelle partite del Canada. In un Mondiale che vuole parlare anche al pubblico delle piattaforme, Reynolds e McElhenney sono figure perfette: attori, produttori, proprietari, narratori che hanno capito prima di molti altri che il calcio non è solo risultato, ma emozione e racconto seriale.

Rob McElhenney e Ryan Reynolds - Credits Getty Images
Rob McElhenney e Ryan Reynolds - Credits Getty Images

Eva Longoria, la patrona pop del calcio messicano

Il Messico avrà un ruolo centrale nel Mondiale 2026, e tra le celebrity più interessanti da seguire c’è Eva Longoria. L’attrice e produttrice è legata al calcio non solo come volto hollywoodiano, ma anche come imprenditrice sportiva: è co-proprietaria del Club Necaxa, storico club messicano, ed è tra le figure che hanno contribuito a raccontare il calcio di questo Paese in chiave internazionale. Longoria incarna una dimensione diversa del tifo celebrity: quella della star che usa il proprio capitale culturale per dare visibilità a un club, a una comunità e a un immaginario nazionale. In un Mondiale che passerà da Città del Messico, Guadalajara e Monterrey, la sua presenza sarebbe perfettamente coerente con il racconto di un calcio di questa parte del mondo sempre più esportabile e narrativo.

Eva Longoria e Jose Antonio Pepe Baston Patino - Credits Getty Images
Eva Longoria e Jose Antonio Pepe Baston Patino - Credits Getty Images

Will Ferrell, il tifoso americano che ha scelto il soccer

Se c’è una celebrity americana che rappresenta bene l’ascesa del calcio negli Stati Uniti, è Will Ferrell. L’attore è co-proprietario del Los Angeles FC ed è da anni uno dei volti più riconoscibili del tifo calcistico a Los Angeles. La sua presenza nel racconto del Mondiale 2026 è quasi naturale, soprattutto considerando il ruolo centrale della California e di Los Angeles nell’immaginario del torneo. Ferrell racconta il lato più americano e ironico di questa trasformazione. Il soccer, per anni considerato negli Stati Uniti uno sport di nicchia rispetto a football, basket e baseball, è diventato terreno di investimento, appartenenza e glamour. E le celebrity, da Ferrell in poi, hanno aiutato a renderlo più popolare, più visibile, più cool.

Will Ferrell - Credits Getty Images
Will Ferrell - Credits Getty Images

Gabrielle Union e il calcio come affare di famiglia

Un altro nome da tenere d’occhio è Gabrielle Union. L’attrice è tra le celebrity americane legate al mondo del calcio femminile e ha raccontato di aver trasmesso alla figlia Kaavia l’interesse per questo sport. Union ha parlato proprio del coinvolgimento della figlia nell’universo Angel City FC, una delle realtà più glamour e mediatiche del calcio femminile americano. Il Mondiale 2026 non parlerà soltanto ai tifosi storici, ma anche alle famiglie, alle nuove generazioni, alle celebrity che hanno scoperto il calcio attraverso le squadre femminili, le academy, i club cittadini, le community locali, e Union rappresenta proprio questa versione più contemporanea e familiare del tifo.

Gabrielle Union - Credits Getty Images
Gabrielle Union - Credits Getty Images

David Beckham, il padrino glamour del calcio americano

David Beckham è il ponte più elegante tra calcio e celebrity culture. Ex calciatore, icona fashion, imprenditore e volto globale, Beckham è stato uno degli uomini che più hanno contribuito a rendere il soccer americano interessante anche fuori dal pubblico sportivo tradizionale. Con l’Inter Miami, di cui è presidente e co-proprietario, e con l’arrivo nella squadra di Lionel Messi negli Stati Uniti, il suo ruolo è diventato ancora più centrale. Beckham (che è anche co-proprietario del Salford City Football Club) rappresenta il lato aspirazionale del Mondiale 2026: il calcio come lifestyle. Non è solo l’ex campione che guarda le partite in tribuna, ma un simbolo del modo in cui il pallone può diventare prodotto culturale, lusso accessibile, spettacolo globale.

 David Beckham - Credits Getty Images
David Beckham - Credits Getty Images

Messi, la calamita che attirerà tutte le star

Lionel Messi, dicevamo, la star che non ha bisogno di essere definita tale. Dopo il trionfo dell’Argentina in Qatar e dopo l’arrivo all’Inter Miami, ogni sua partita è diventata un evento dentro l’evento. Al Mondiale 2026, Messi sarà una calamita per tifosi, sponsor, ex campioni, artisti, attori, imprenditori e spettatori occasionali. Con Messi convocato dall’Argentina, ogni partita dell’Albiceleste rischia di diventare un evento dentro l’evento: tribune piene, celebrity spotting, fotocamere puntate sugli spalti e non solo sul campo.

Lionel Messi - Credits Getty Images
Lionel Messi - Credits Getty Images

Il calcio come nuovo red carpet

La vera novità del Mondiale 2026 sarà proprio questa: gli spalti conteranno quasi quanto il campo dal punto di vista culturale. Le tribune vip diventeranno front row. Gli arrivi allo stadio verranno letti come look da première. Le maglie delle nazionali saranno styling piece. I post delle celebrity faranno parte del racconto quanto gli highlights. Per i puristi può sembrare una contaminazione. Per l’industria dell’intrattenimento è semplicemente il futuro. Il Mondiale 2026 nasce nel punto in cui il calcio incontra Hollywood, i social, la musica globale, il lusso sportivo e la cultura dei fan: Shakira ne firma il suono ufficiale. Rihanna resta il precedente più iconico della star-tifosa social. Drake porta dentro il Canada e la viralità.

Beckham rappresenta il calcio come lifestyle. Reynolds, McElhenney, Longoria e Ferrell raccontano Hollywood che investe nel pallone. Messi, in qualche modo, tiene insieme tutto: il campione, il mito, la ragione per cui anche chi non guarda il calcio finisce per guardare una partita. Il Mondiale 2026 sarà una competizione sportiva. Ma sarà anche una gigantesca passerella globale, dove le star non si limiteranno a fare il tifo, ma contribuiranno a scrivere la nuova estetica del calcio.

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