Di Valeria Boraldi
Tra bellezza e seduzione, il mito di Marilyn Monroe (all’anagrafe Norma Jeane Mortenson Baker) rimane intatto nonostante il trascorrere del tempo. La vecchia Hollywood, di cui lei era una delle regine, ha lasciato il posto al nuovo cinema - dove il suo ricordo è sempre vivo - oggi più che mai, a distanza di 100 anni dalla sua nascita, grazie a film entrati nella storia come Gli uomini preferiscono le bionde o A qualcuno piace caldo. Nel tempo, il cinema è cambiato, così come il concetto di seduzione, ma tra le nuove generazioni di attrici, alcune - in un’unione di bellezza morbida e fascino solare - ne raccolgono l’eredità. Scopriamo insieme quali e perché.
Capelli biondi, neo sul labbro che richiama quello sul viso di Marilyn e curve prosperose: negli Anni 2000 la top model Kate Upton, per molti, incarna l'essenza della diva cui si ispira. Le copertine dei più grandi magazine la reclamano, rendendo Kate un’icona di un nuovo modello di fisicità - quella curvy - all’interno del fashion system, aprendo le porte ad un modo differente di considerare “bello” il corpo femminile.
Appartenente ad una famiglia di industriali americani - il nonno fondò una famosa azienda di elettrodomestici e fu Ministro dell’Energia - Katherine Elizabeth Upton nasce a St. Joseph, in Michigan, il 10 giugno 1992. Corpo e mente della giovane vengono presto forgiati dall’equitazione, disciplina che Kate pratica anche a livello agonistico. La moda ed il cinema le aprono le porte. Sfila per brand di costumi da bagno ed intimo e nel 2014 viene eletta “la più sexy al mondo”. Le case di moda se la contendono come testimonial ed il cinema assapora le sue doti da attrice con il debutto nel film Tower Hesit - Colpo ad alto livello ed un cameo ne I tre Marmittoni. È nel 2018, però, che arriva il successo sul grande schermo, grazie alla pellicola Tutte contro lui - The Other Woman, in cui recita come protagonista insieme a Cameron Diaz e Leslie Mann.
Robert Redford aveva capito tutto scegliendola come protagonista del film L’uomo che sussurrava ai cavalli nel 1998. Scarlett Johansson all'epoca ha 14 anni e talento da vendere. La bellezza è acerba, ma in poco tempo lascia spazio a fascino e sensualità. Pelle color burro, zigomi pronunciati e labbra carnose, la giovane Scarlett inizia a conquistare pubblico e cinema con un’estetica diversa da quella “skinny” che, negli Anni 2000, tende a primeggiare: l’attrice porta su grande schermo e red carpet una fisicità più morbida e la mette in risalto grazie ad abiti che ne esaltano le forme, ricordando l’immagine di Marilyn Monroe. Inizialmente etichettata come poco talentuosa e considerata solo per la sua bellezza, Scarlett mette tutti a tacere, scegliendo ruoli che testimoniano le sue grandi capacità attoriali, arricchendole con quella grazia dal sapore retrò che tanto sarebbe piaciuta a Norma Jeane.
Nata a Manhattan il 22 novembre 1984 da padre architetto e madre produttrice, Scarlett Ingrid Johansson muove i primi passi sui palcoscenici off-Broadway, ma il grande salto arriva con la pellicola diretta ed interpretata da Robert Redford, che la porta - passo dopo passo - a divenire una delle attrici più richieste della sua generazione. Dal film di Sofia Coppola Lost In Translation - L’amore tradotto, dove recita al fianco di Bill Murray, e La ragazza con l’orecchino di perla a Lei, in cui appare sottoforma di “voce” in quanto forma di intelligenza artificiale, fino al diventare musa di Woody Allen ed interprete di film come Match Point, Scoop e Vicky Cristina Barcelona ed eroina della saga The Avengers nei panni di Black Widow, la vedova nera: Scarlett Johansson, nel tempo, si conferma una della attrici più rappresentative della nuova Hollywood. In lei, però, vive anche un animo da regista: nel 2025, infatti, debutta dietro la cinepresa con Eleanor The Great.
Una standing ovation di dieci minuti al Festival di Cannes 2025. Così è stata accolta l’interpretazione dell’attrice Ana de Armas nel film Blonde, in cui veste i panni proprio di Marilyn Monroe, portandola a ricevere una candidatura agli Oscar 2025 come Miglior Attrice Protagonista. Forse il regista Andrew Dominik lo aveva già capito quando, durante la scrittura del film, decide che solo lei avrebbe potuto essere Marilyn sullo schermo - la diva immortale dalla chioma bionda e dal neo inconfondibile sul volto - l’unica che avrebbe incarnato perfettamente la stessa dose di vulnerabilità e intensità. E così è stato. Sul set, Ana è concentrata e stacanovista, dopo ore trascorse a studiare ogni possibile dettaglio della vita di Norma Jeane. Per ottenere l’aspetto di una delle figure più amate del cinema, tre ore di trucco al giorno.
Sangue cubano e origini spagnole, Ana Celia de Armas Caso nasce il 30 aprile 1988 a L’Avana e si appassiona al cinema Hollywoodiano trascorrendo il tempo libero guardando film a casa dei vicini. Dopo dialoghi imparati a memoria e monologhi provati allo specchio, nasce il desiderio di diventare attrice. Si trasferisce a Madrid - dove ottiene popolarità con la serie El Internado - e poi a Los Angeles, luogo in cui il grande sogno prende forma. Nel 2015 esordisce al fianco di Keanu Reeves nel thriller Knock Knock e, dopo altri lavori, è sul grande schermo come co-protagonista insieme a Ryan Gosling ed Harrison Ford in Blade Runner 2049. In molti la ricordano come Paloma, la bellissima ed arguta agente sotto copertura della CIA in 007, No Time to Die, ma per tanti, ora, Ana de Armas è la nuova Marilyn.
Un metro e 61 centimetri di altezza, chioma bionda e fluente (ora tagliata a bob) e forme prosperose. L’americana Sydney Sweeney - 29enne dal sorriso contagioso - è considerata la Marilyn Monroe della Gen Z. Sui red carpet degli eventi più importanti, l’attrice - nata il 12 settembre 1997 a Spokane, nello Stato di Washington - non perde occasione per rendere omaggio a Norma Jeane, attraverso la scelta di abiti scenografici che strizzano l’occhio ai ruoli portati sullo schermo da Marilyn Monroe. Un esempio? Il vestito bianco e dalla scollatura profonda indossato nel 2025 a Los Angeles per la prima del film The Housemaid. Immediato il paragone con l’abito portato in scena dall’allora moglie del giocatore di baseball Joe di Maggio nel film Quando la moglie è in vacanza (1955), che ha impresso nella mente del pubblico la scena iconica della Monroe intenta a tenere ferma la gonna minacciata dall’aria dei tombini di New York, oltre che scatenare la gelosia del marito.
A scuola è una studentessa modello. Studia molte lingue, si dedica alla pratica di differenti sport - tra cui il calcio - e sceglie di avvicinarsi al mondo della recitazione. Per convincere la famiglia a farle seguire il cammino attoriale, si dice che abbia presentato ai genitori un piano quinquennale volto a raggiungere il suo obiettivo. Prima di trasferirsi a Los Angeles per realizzare il suo “sogno americano”, Sydney fa qualche veloce apparizione in telefilm conosciuti - tra cui 90210 - ed anche un cameo nel film di Quentin Tarantino C’era una volta ad Hollywood. È, però, con i ruoli di Cassie Howard in Euphoria - al fianco di star come Zendaya e Jacob Elordi - e Olivia Mossbacher in The White Lotus, che il successo mondiale arriva, insieme a due nomination agli Emmy come Miglior Attrice Non Protagonista.
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