Di Marta Perego
Era il 2006 quando un film sul giornalismo di moda, tratto dal romanzo di Lauren Weisberger, diventava un fenomeno globale, facendo sognare milioni di ragazze in tutto il mondo con gli sfavillii della moda e le possibilità infinite del giornalismo, sullo sfondo di una Grande Mela brulicante di ambizioni.
Vent'anni dopo, quel mondo è irriconoscibile. E anche Miranda Priestley (insuperabile Meryl Streep).
Runway non ha più il ruolo di riferimento assoluto che aveva agli inizi degli anni Duemila. Miranda si ritrova a pronunciare più volte una parola che non le appartiene -"compromesso" - pur di garantire la sopravvivenza sua e della rivista che dirige. Ad aggravare il quadro, una crisi reputazionale che esplode sui social media, e che richiede l'intervento di una vecchia conoscenza: Andy Sachs (Anne Hathaway), ormai 42enne, giornalista d'inchiesta affermata, che nelle prime scene del film viene però licenziata, vittima, anche lei, della crisi.
Andy ritorna così nel mondo che aveva lasciato vent'anni prima, e trova una Miranda costretta ad appendersi il cappotto da sola. Ostinata, però, a difendere tutto ciò che ha costruito.
Emily (Emily Blunt) è diventata direttrice del retail di una grande maison. Nigel (Stanley Tucci) è rimasto il fido, intelligente ed elegante scudiero di Miranda. Insieme - ma anche litigando parecchio - affronteranno più di un ostacolo, trovando a Milano, città che è nel cuore del film, una possibilità concreta di cambiamento.
Il cast ha girato nella città italiana durante la Fashion Week, che è diventata un set a cielo aperto. Galleria Vittorio Emanuele, Palazzo Clerici e la Basilica di Santa Maria delle Grazie vengono omaggiati nella loro bellezza con uno sguardo innamorato e preciso. All'Accademia di Brera è stato allestito un vero e proprio fashion show, con Lady Gaga protagonista in uno dei camei più belli del film, lei che è anche l'autrice di Runway, la canzone che accompagna la pellicola. Gli spettatori troveranno anche il Cenacolo vinciano: nessun timore, è stato ricostruito in un teatro di posa, una scelta rispettosa dell'opera di Leonardo che ha prodotto una delle sequenze più suggestive del film. E poi via, verso il lago di Como, a Villa Balbiano.
Il cast durante le riprese ha soggiornato al prestigioso hotel milanese Palazzo Parigi, che si ritrova negli esterni e nella hall nel film. Gli interni della lussuosissima stanza di Miranda sono invece stati ricreati a New York.
Il diavolo veste Prada 2 gioca sapientemente con la nostalgia per raccontare un mondo che muta in fretta, in cui si perdono status e certezze. Lo fa con leggerezza e divertimento, senza mai perdere di vista i temi che contano: la crisi del giornalismo, una moda che deve reinventarsi, il peso del tempo su chi ha costruito la propria identità attorno al potere e al lavoro.
Ma se c'è una cosa che al grande cinema di intrattenimento riesce davvero bene, è trasformare tutto questo in sogno e in possibilità di rinascita. Che in questo caso, forse come nella vita, passa sempre attraverso le relazioni umane. E dai maglioni cerulei, che a volte diventano il simbolo di chi siamo per davvero.