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entertainment25 marzo 2026

Lady Gaga compie 40 anni: la popstar che ha trasformato la moda in linguaggio

Dai primi look shock alle silhouette più essenziali, Lady Gaga ha trasformato ogni fase della sua carriera in un racconto visivo preciso. A 40 anni l'artista resta un punto di riferimento perché non segue la moda, ma la usa per costruire identità e significato. Un linguaggio celebrato anche in una mostra a Trieste
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Di Giuditta Avellina

A 40 anni Lady Gaga non cambia pelle, ma conferma un metodo. Born This Way non è mai stato solo un titolo, ma un principio che ha applicato anche alla moda, trattata fin dall’inizio come linguaggio e non come decorazione. Nata il 28 marzo 1986 a New York, nel quartiere dell’Upper West Side, Stefani Joanne Angelina Germanotta cresce in un contesto cattolico, studia pianoforte fin da bambina e frequenta la Convent of the Sacred Heart, dove inizia a confrontarsi con un ambiente sociale rigido e con il tema dell’identità. Sono anni formativi: da una parte la disciplina musicale, dall’altra il senso di estraneità che poi diventerà centrale nel suo immaginario. Quando arriva sulla scena, quella tensione è già tradotta in progetto.

Oggi è evidente che non è semplicemente una popstar con una lunga carriera alle spalle, ma uno dei pochi casi, nella cultura contemporanea, in cui l’immagine è stata costruita con metodo come parte integrante del progetto artistico. La differenza si capisce tornando all’inizio: tra il 2008 e il 2011 Gaga fa un’operazione precisa, prendendo l’estetica più avanzata della moda e portandola nel mainstream. Quando nel 2009 appare agli MTV Video Music Awards con Alexander McQueen, incluse le armadillo shoes di Plato’s Atlantis, non sta solo indossando un look iconico. Sta trasferendo un immaginario da passerella a un contesto pop globale, rendendolo accessibile a un pubblico molto più ampio. In quella fase la Haus of Gaga non lavora come uno styling team tradizionale, ma come una vera direzione artistica.

I look non sono mai isolati, perché dialogano con i videoclip e con le performance. Ed è così che Gaga costruisce qualcosa che va oltre l’immagine e lo rende un sistema coerente e riconoscibile, per cui il pubblico non la identifica solo attraverso la musica, ma attraverso una grammatica visiva precisa.

Lady Gaga e Kermit la rana partecipano agli MTV Video Music Awards 2009 al Radio City Music Hall il 13 settembre 2009 a New York City - Credits: Getty ImagesLady Gaga e Kermit la rana partecipano agli MTV Video Music Awards 2009 al Radio City Music Hall il 13 settembre 2009 a New York City - Credits: Getty Images

Il “meat dress” del 2010 funziona perché è perfettamente coerente con quello che stava facendo in quel momento, non perché è scioccante in sé. Siamo nel pieno dell’era Born This Way, in cui Gaga sta lavorando su identità, diritti LGBTQ+, appartenenza e corpo come spazio politico. In quel contesto, presentarsi con un abito fatto di carne agli MTV VMAs significa trasformare il corpo in un oggetto esplicito, quasi brutale, togliendogli qualsiasi patina glamour. Non è più qualcosa da idealizzare, ma qualcosa di esposto, perfino scomodo da guardare. È una scelta precisa: spostare la moda dal piano della bellezza a quello del significato.

La frase che accompagna quell’azione ovvero l’idea che, senza diritti, il corpo rischia di essere trattato come carne non è un’aggiunta a posteriori ma parte del progetto. L’abito visualizza quel concetto in modo diretto e lo fa in un contesto pop, davanti a milioni di spettatori, non in uno spazio d’arte o in un editoriale di nicchia. Questo è il punto: Gaga usa la visibilità del pop per inserire contenuti che normalmente restano fuori da quel circuito. È qui che si crea la distanza rispetto a molte artiste contemporanee. In molti casi, il cambio di immagine serve a segnalare una nuova fase, a costruire un’estetica riconoscibile.

Con Gaga, invece, l’immagine è sempre funzionale a un contenuto perché non è mai solo un cambio di stile, ma un passaggio di discorso. Anche quando estremizza, non lo fa per accumulare shock, ma per rendere visibile un’idea. Il “meat dress” è efficace proprio perché non potrebbe esistere da solo ma funziona solo dentro un sistema in cui Gaga, da anni, usa il corpo come strumento per parlare di identità e diritti. La moda, nel suo caso, non è mai neutra. Serve sempre a dire qualcosa di preciso.

La cantante Lady Gaga accetta il premio per il Video dell’Anno sul palco durante gli MTV Video Music Awards 2010 al NOKIA Theatre L.A. LIVE il 12 settembre 2010 a Los Angeles, California - Credits: Getty ImagesLa cantante Lady Gaga accetta il premio per il Video dell’Anno sul palco durante gli MTV Video Music Awards 2010 al NOKIA Theatre L.A. LIVE il 12 settembre 2010 a Los Angeles, California - Credits: Getty Images

Dal controllo all’autorevolezza, la svolta che la rende moda

La prova più importante, però, non arriva nella fase dell’eccesso, ma quando Gaga decide di eliminarlo. Con Joanne (2016) cambia registro in modo netto: spariscono le costruzioni complesse e si riducono palette e volumi. Non è solo una scelta estetica, ma un test. Quasi a voler, retoricamente, chiedersi se senza l’iper-stilizzazione, l’identità regga. La risposta è sì, regge. Ed è qui che si capisce che la sua forza non sta nello shock, ma nel controllo; è per questo che anche con il cappello rosa, il denim, l’immaginario più asciutto funzionano.

Questo passaggio si capisce bene tra il 2018 e il 2019, con A Star Is Born. Gaga cambia modo di usare la moda: smette di puntare sull’effetto forte e inizia a lavorare sulla precisione. Ai Golden Globe indossa Valentino Haute Couture azzurro, con un riferimento diretto a Judy Garland, mentre agli Oscar sceglie Alexander McQueen nero con il Tiffany Diamond. In entrambi i casi, non cerca di sorprendere con qualcosa di estremo ma mixa l’abito, il colore, i capelli, i gioielli per creare un’immagine coerente. È qui il cambio: prima la moda serviva anche a scioccare, ora serve a costruire significato in modo più controllato.

Gaga non ha più bisogno di esagerare per essere vista. Questo diventa evidente al Met Gala 2019. Il tema è “Camp: Notes on Fashion”, quindi non basta essere appariscenti: bisogna capire il codice. Gaga entra con un look teatrale e si cambia quattro volte sul red carpet. Ma non è casuale perché ogni cambio è parte di una sequenza pensata e l'artista ssta mettendo in scena il camp, non solo facendolo. Ed è qui la differenza: Gaga non usa la moda per farsi notare, ma per interpretare un linguaggio preciso.

Lady Gaga posa con il premio per la Miglior Canzone Originale per “Shallow” nella sala stampa durante l’evento a Hollywood and Highland il 24 febbraio 2019 a Hollywood, California; Lady Gaga si esibisce sul palco durante il “Joanne World Tour” di Lady Gaga alla Little Caesars Arena il 7 novembre 2017 a Detroit, Michigan; Lady Gaga partecipa alla 76ª edizione dei Golden Globe Awards al Beverly Hilton Hotel il 6 gennaio 2019 a Beverly Hills, California - Credits: Getty ImagesLady Gaga posa con il premio per la Miglior Canzone Originale per “Shallow” nella sala stampa durante l’evento a Hollywood and Highland il 24 febbraio 2019 a Hollywood, California; Lady Gaga si esibisce sul palco durante il “Joanne World Tour” di Lady Gaga alla Little Caesars Arena il 7 novembre 2017 a Detroit, Michigan; Lady Gaga partecipa alla 76ª edizione dei Golden Globe Awards al Beverly Hilton Hotel il 6 gennaio 2019 a Beverly Hills, California - Credits: Getty Images

Lady Gaga, born this way

Anche il rapporto di Lady Gaga con le maison segue questa logica. Nel corso della carriera ha lavorato con Alexander McQueen, Giorgio Armani, Valentino, Schiaparelli, ma raramente appare come una celebrity semplicemente “vestita da” ma in ogni fase mantiene una centralità narrativa. Il brand non cancella la sua identità, ma si inserisce in un progetto già definito e questa è certamente una differenza sostanziale in un sistema in cui spesso accade il contrario. Se si guarda alla sua carriera nel suo insieme, emerge un altro elemento chiave: la coerenza. Gaga cambia molto, ma non cambia mai in modo casuale. Ogni fase ha un impianto visivo riconoscibile: The Fame costruisce un immaginario futurista e iper-glam, Born This Way radicalizza il discorso sull’identità e sul corpo, Joanne sottrae e riporta tutto su un piano più essenziale, Chromatica reintroduce l’idea di armatura, ma in chiave pop digitale.

Lady Gaga si esibisce sul palco durante il “Chromatica Ball Tour” al Dodger Stadium il 10 settembre 2022 a Los Angeles, California - Credits: Getty ImagesLady Gaga si esibisce sul palco durante il “Chromatica Ball Tour” al Dodger Stadium il 10 settembre 2022 a Los Angeles, California - Credits: Getty Images

Lady Gaga in mostra a Trieste

Oggi quel metodo, costruito in oltre quindici anni di carriera, trova una sua sintesi anche nello spazio museale. A Trieste, all’ITS Arcademy, la mostra EXPOSURE - Quando il mondo ti guarda (dal 26 marzo 2026 al 3 gennaio 2027), curata dallo stylist Tom Eerebout, mette in scena proprio quel passaggio chiave: la trasformazione dell’immagine da superficie a linguaggio. Eerebout, che ha lavorato con Lady Gaga ma anche con Kylie Minogue, Rita Ora e Austin Butler, costruisce un percorso che attraversa la cultura pop contemporanea attraverso i corpi che la rappresentano (con un focus anche su Harry Styles).

In questo contesto Gaga non è semplicemente una delle protagoniste, ma quasi il caso studio più evidente: il suo uso della moda come linguaggio trova qui una corrispondenza diretta con il lavoro dello stylist, rendendo visibile quel dialogo invisibile tra identità e immagine. Accanto a lei, la mostra restituisce anche altri immaginari -dal pop più performativo a quello più cinematografico - e li lega a una nuova generazione di designer, molti dei quali passati da ITS Contest, sottolineando come la costruzione dell’immagine oggi sia sempre più un processo collettivo. Il percorso, che si estende anche nello spazio urbano di Trieste con installazioni fotografiche diffuse, insiste su un punto preciso: ogni immagine è un campo di tensione tra chi si espone e chi guarda. Ed è esattamente lì che Gaga ha costruito la sua forza non come semplice icona, ma come sistema visivo consapevole.

Mostra EXPOSURE, Quando il mondo ti guarda - Credits: Courtesy Press OfficeMostra EXPOSURE, Quando il mondo ti guarda - Credits: Courtesy Press Office

A quarant’anni Lady Gaga non ha più bisogno di dimostrare nulla ma può permettersi anche la semplicità senza perdere forza. Ed è forse proprio questa la sua eredità più chiara ovvero aver dimostrato che la moda, nel pop, può essere qualcosa di più di una superficie ma può proprio essere parte dell’opera. Un linguaggio, una cifra stilistica di quel born this way che è suo più coerente ed intrinseco manifesto.

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