Di Serena Savardi
Per anni è stato il mare a dettare l’immaginario dell’estate. Spiagge assolate, yacht, caftani svolazzanti, bikini colorati e tramonti sul Mediterraneo hanno rappresentato l’estetica dominante delle vacanze di lusso.
Ma qualcosa sta cambiando e oggi anche la moda comincia a viaggiare in alta quota scegliendo la montagna non solo come destinazione, ma anche come fonte d’ispirazione.
Sarà l’innalzamento delle temperature, la voglia di pace e solitudine, o forse la ricerca di esperienze più autentiche, fatto sta che alcune passerelle della PE26 hanno riportato in vita un certo stile montano rivisitandolo ora in chiave urban, ora in chiave chic.
Quando la moda prende in prestito elementi tradizionalmente legati all’outdoor e alla montagna e li trasforma in oggetti di tendenza nascono ibridazioni interessanti.
Come accaduto sulla passerella maschile di Prada che per la Primavera Estate 2026 oltre ad aver portato in scena un mood rilassato, ha scelto tute in tessuto tecnico da abbinare a cappelli di paglia e ha reinventato il classico zaino da trekking alpino trasformandolo in un accessorio anticonformista.
E mentre da Loro Piana tornano protagonisti i maglioni Aran in lana leggera sovrastati da field jacket in cotone cerato, le camicie in chambray, i gilet utility con tasche applicate e gli intramontabili bermuda sartoriali da indossare con mocassini o scarponcini tecnici dominano lo street style anche della donna.
Accanto a loro riaffiorano capi che sembravano appartenere a un’altra epoca: il cardigan a trecce, la giacca in suede color tabacco, il foulard annodato al collo, il cappello da pescatore in tela, gli occhiali da sole dalle linee vintage e da Gucci persino cappotti e pellicce per chi fosse interessato a raggiungere (chissà dove) lo zero termico.
Anche la palette cromatica scelta da alcuni brand racconta (sia per l’uomo che per la donna) la stessa storia e predilige il verde bosco, il panna, il sabbia, il corteccia, a colori tropicali, come avvistato sulla passerella di Zegna che ha scelto cotoni organici, lini lavati e lane impalpabili per raccontare il desiderio del pubblico di investire in capi destinati a invecchiare bene e costruire un guardaroba senza tempo.
Naturalmente, a cambiare non è soltanto il guardaroba, ma anche la geografia delle vacanze fashion.
Dalle passerelle della moda si aprono nuovi orizzonti. E se Cortina d’Ampezzo continua a rappresentare un classico alpino nostrano, Megève con i suoi chalet contemporanei e le sue boutique indipendenti resta il fulcro del jet set montano Made in France, Saint Moritz domina la stagione estiva grazie ai suoi laghi alpini amati dai kitesurfer e agli eventi culturali come il Jazz Festival.
Per chi ha voglia di avventure lontane ed indimenticabili, Stella Jean, sulle passerelle della Spring Summer 2026, ci suggerisce di esplorare il Bhutan, il regno buddista sull'Himalaya orientale, celebre non solo per i suoi monasteri, le sue fortezze e gli spettacolari panorami montani, ma anche di un’eccezionale maestria artigianale e tessile che la stilista ha riportato su capi ed accessori.
Un invito a salire sempre più su in quest’estate torrida, seguendo quella filosofia che conquista chi ama la moda fatta di attenzione per l’artigianato locale, autenticità e creazioni da indossare in diverse stagioni ed occasioni.
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