Di Giuditta Avellina
A Venezia 2026, fuori dal red carpet, il casual è diventato quasi una divisa. Anna Foglietta e Alba Rohrwacher sono arrivate al Lido in jeans ampi, Orlando Bloom ha scelto denim e T-shirt bianca, mentre Greta Scarano ha abbinato i jeans a un top bianco arricciato. E tra le star internazionali Emma Corrin, Suki Waterhouse e Nicola Peltz Beckham hanno riportato sotto i riflettori persino i jeans bootcut a vita bassa.
Penélope Cruz, invece, sembra uscita da un altro film. A Venezia per Bunker, il film di Florian Zeller in concorso alla 83ª Mostra del Cinema e interpretato insieme a Javier Bardem, l’attrice fa esattamente il contrario: resta elegante fin dall’arrivo, sceglie il nero per le apparizioni diurne e riserva il rosso assoluto alla première. Più che adeguarsi al nuovo dress code del Lido, firma il suo personale Volver al glamour da diva: al mattino, in controtendenza, sceglie il nero; la sera sboccia in rosso intenso.
Accanto a Javier Bardem, in camicia celeste, jeans e sneakers bianche, Cruz indossa un wrap dress nero Ferragamo a maniche lunghe, con profondo scollo a V incrociato, drappeggio e dettaglio dorato sul fianco. Lo abbina a slingback nere, sempre Ferragamo, e a una maxi bag Chanel in suede, uno dei nuovi accessori firmati dal direttore creativo Matthieu Blazy. Wrap dress e suede rimandano a un’eleganza anni Settanta, riletta in chiave contemporanea.
Per il photocall di Bunker, Penélope Cruz non cambia colore ma maison. Indossa Chanel, con un abito nero caratterizzato da una profonda scollatura e da applicazioni floreali piumate intorno al décolleté e alle spalle. Il look è completato da sandali platform neri e da borsa, occhiali, orecchini e gioielli Chanel Fine Jewellery. Due abiti dello stesso colore, ma con funzioni diverse: il primo più lineare e da arrivo, il secondo costruito per il photocall. È anche un ritorno a uno styling che richiama la Penélope Cruz degli anni Novanta: abiti scuri, silhouette pulite e femminili, pochi artifici. Un parallelismo tutt’altro che forzato: in diversi hanno accostato proprio i due look veneziani al minimalismo che caratterizzava il guardaroba dell’attrice agli inizi della carriera.
La sera il codice cromatico cambia completamente e ribalta quello che finora era stato il trend predominante sul red carpet di Venezia 83. Per la première di Bunker, Penélope Cruz sceglie un abito rosso fuoco custom Chanel, realizzato dall’atelier della maison sotto la direzione creativa di Matthieu Blazy. Lungo e aderente, con profonda scollatura, schiena scoperta e un importante spacco sulla gonna, il modello concentra l’attenzione sul punto vita, segnato da una lavorazione tridimensionale tra fascia floreale e peplum frangiato.
A completare il look, décolleté rosse Gianvito Rossi, in perfetta continuità cromatica. Anche il resto del cast alza il tasso di formalità: Javier Bardem, Paul Dano e Florian Zeller scelgono Zegna per la première. Se di giorno domina il nero, la sera Cruz punta così su uno dei colori più classici e passionali del red carpet, portandolo in versione assoluta.
C’è però una ragione per cui Chanel è così presente nelle apparizioni veneziane dell’attrice. Penélope Cruz è ambasciatrice della maison, ma il rapporto con Bunker va oltre il red carpet: Chanel ha collaborato con la costumista Sonia Grande alla definizione dei guardaroba di Sofia e Miguel, i personaggi interpretati da Cruz e Bardem, entrando così anche nell’universo del film.
Una liason, quella tra cinema e moda, sempre più forte, con le maison che collaborano attivamente alla realizzazione dei film, Alla fine il contrasto con il resto del Lido è netto. Mentre molte star trasformano gli arrivi in una passerella di jeans e look rilassati, Penélope Cruz sceglie Ferragamo e Chanel in nero di giorno e Chanel rosso fuoco la sera. Insomma, per Cruz è tempo di Volver. La diva è tornata, e non ha nessuna intenzione di passare inosservata.