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fashion02 ottobre 2026

Paris Fashion week, il completo sartoriale in 7 nuove anime per la PE2027

Da Maison Margiela a Dries Van Noten, da Stella McCartney a Tom Ford: il tailoring della Primavera-Estate 2027 riscrive le regole del completo tradizionale, tra proporzioni decostruite, contaminazioni e nuove libertà
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Di Federica Caiazzo

Stella McCartney SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Stella McCartney SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Giacca e pantalone: due parole che, insieme, evocano immediatamente l’idea stessa di un completo sartoriale classico e tradizionale. Eppure, sulle passerelle della Paris Fashion Week, le collezioni Primavera-Estate 2027 denotano un nuovo fil rouge nell’arte del tailoring. Ovvero, il desiderio di rendere il completo un periodo di sperimentazione massima. I volumi si alleggeriscono fino a scomparire quasi nella silhouette, oppure si allargano in proporzioni oversize, perdono la simmetria, si accendono di colore, si lasciano contaminare dal denim, dalla lingerie, dal drappeggio. Cambiano le proporzioni, cambiano gli abbinamenti, cambia persino il modo in cui giacca e pantalone stanno insieme. Ma resta, riconoscibile sotto ogni trasformazione, quell’idea di precisione che rende la sartoria uno dei linguaggi più duraturi e riconoscibili (da sempre) della moda.

Ecco le reinterpretazioni più interessanti della settimana della moda di Parigi: un concentrato di essenza e di ispirazione, a cui attingere (già) in vista della prossima stagione dolce.

Maison Margiela: il completo sartoriale, all’essenziale

In passerella da Maison Margiela il tailoring si spoglia del superfluo. Glenn Martens parte dagli archetipi della maison e li sottopone a una sorta di sottrazione: la costruzione resta, ma l’effetto finale è decisamente più essenziale. È la tensione tra hard e soft, uno dei punti di partenza dichiarati della collezione, a definire un guardaroba in cui struttura e fluidità dialogano in un ossimoro armonico.

Un’idea che affonda nelle tradizioni degli atelier parigini, dove il Tailoring – dedicato ai capi più strutturati – convive con il Flou, quello della costruzione morbida e del drappeggio. Anche il completo segue questa logica. Giacche e pantaloni mantengono la loro identità sartoriale, ma vengono ripensati nella costruzione: le giacche si ripiegano su sé stesse, nascondono la chiusura e conservano nelle pieghe una memoria della forma, come se l’atto costruttivo diventasse parte del design.

Maison Margiela SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Maison Margiela SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Dries Van Noten, variazioni sul tema

C’è chi costruisce la sartorialità di un completo femminile procedendo per sottrazione, e c’è chi – come Julian Klausner, direttore creativo della maison Dries Van Noten – fa esattamente il contrario: prende il tailoring e lo trasforma in un terreno di sperimentazione. Colore, stampe, texture e accostamenti entrano nella costruzione del look, rompendo l’idea tradizionale del completo come insieme perfettamente coordinato. Giacche e pantaloni possono così appartenere a mondi diversi, incontrarsi per contrasto e trovare proprio nell’imprevisto il loro equilibrio.

D’altronde, il punto di partenza della collezione sono i poster cinematografici vintage e il loro immaginario glamour. Titoli immaginari come Lacquer and Lace, Vipère e Ruffle Her Feathers diventano l’ispirazione per una Primavera-Estate 2027 coloratissima, teatrale e ricca di stampe. Allo stesso modo anche il completo cambia continuamente pelle: i pantaloni sartoriali incontrano briosi motivi floreali, le giacche acquistano nuova energia attraverso il colore, le stampe irrompono nel guardaroba quotidiano con una leggerezza quasi spregiudicata. Il risultato è un tailoring che non cerca la perfezione della corrispondenza, bensì quella – più interessante – dell’accostamento.

Dries Van Noten SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Dries Van Noten SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Stella McCartney, linee perfette e volumi ampi

Nella collezione moda Primavera-Estate 2027 di Stella McCartney, il completo femminile ritrova la sua forma più rilassata, disinvolta, eppure sensuale. L’arte del tailoring dell’omonima fondatrice della maison, nota proprio per questo codice ben evidente e riconoscibile, si sveste di qualsiasi rigidità formale. Anzi, si allarga, si ammorbidisce, prende spazio. Giacche dalla costruzione morbida e dai revers scesi incontrano pantaloni sartoriali dalle proporzioni ampie, riportando in passerella alcune silhouette d’archivio della maison. Le proporzioni dei tailleur sono ponderate, le linee nette, la costruzione resta impeccabile anche quando il volume aumenta.

L’ispirazione arriva questa volta dall’oceano, immaginato da Stella come un mondo vivo, in continuo movimento: un universo di forme fluide, colori naturali e creature marine che si traduce in silhouette morbide, dettagli organici e una palette che va dal seafoam al verde salvia, dal celeste alla nuance crema. Nel completo, questa idea di fluidità trova una traduzione particolarmente naturale: il rigore sartoriale si lascia attraversare dal movimento, mentre tailoring, dettagli tecnici, denim e maglieria convivono in un guardaroba che mette in equilibrio forza e morbidezza.

Dries Van Noten SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Dries Van Noten SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Acne Studios, la via della destrutturazione

Da Acne Studios il completo viene smontato e rimesso in discussione. Jonny Johansson, direttore creativo e co-fondatore della maison, costruisce una contro-narrazione del denim, facendolo dialogare con l’abbigliamento storico: la tensione fra ciò che non appartiene alla stessa epoca o allo stesso universo è il principio da cui nasce la collezione. A fare da detonatore sono i New Romantics londinesi, in un continuo cortocircuito tra heritage e sottoculture urbane.

Tradotta nel completo sartoriale, l’approccio portato da Acne Studios in passerella alla Paris Fashion Week determina una rottura con le proporzioni da sempre note e conosciute. Le giacche si accorciano fino a diventare piccoli caban, lasciano scoperta la schiena; i pantaloni si fanno cropped, riecheggiando il languore dei modelli in stile Capri; il denim invade la purezza della sartoria con frammenti di dipinti rinascimentali, motivi floreali laccati e fiori sbiaditi che ricordano porcellane antiche.

Acne Studios SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Acne Studios SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Tom Ford, il power dressing è sexy

Se c'è una maison per cui il completo è da sempre sinonimo di potere, questa non può che essere Tom Ford. Con il direttore creativo Haider Ackermann, il completo torna a incarnare l’oggetto del desiderio e – al tempo stesso – a ispirare desiderio. La Primavera-Estate 2027 mette insieme giacche dalle linee sharp, pantaloni sartoriali, una dose esplicita di pelle nuda, lingerie e swimwear. Il risultato è un power dressing che perde la distanza dell'ufficio e si sposta decisamente verso la notte, dove la seduzione si fa più sottile e, proprio per questo, più pericolosa.

Le giacche vengono portate aperte, appoggiate sulle spalle o direttamente sulla pelle; sotto il blazer può esserci un bralette di satin, un body, oppure niente. La sartoria diventa così il contrappunto perfetto alla nudità: tanto più precisa è la costruzione della giacca, tanto più forte appare ciò che lascia scoperto. È una sensualità profondamente Tom Ford, ma riletta attraverso il linguaggio di Ackermann: non tanto la provocazione che chiede di essere guardata, quanto il rischio di smettere di chiedere lo sguardo.

Tom Ford SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Tom Ford SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Chloé, il candore è sensuale

In passerella da Chloé il completo prende una strada diversa ancora: quella di una sartoria femminile romantica e sensuale. La collezione Primavera-Estate 2027 guarda alla fine degli anni Novanta e in particolare all'incontro tra Chloé ed Edward Sexton, il leggendario sarto di Savile Row che portò nella Maison una costruzione più decisa e proporzioni più moderne. Chemena Kamali parte da quella memoria sartoriale e la ammorbidisce attraverso i codici più cari alla maison: pizzi, trasparenze, pelle scoperta e lingerie. Il bianco e il nero, entrambi in versione total look, ne definiscono gli estremi: da una parte la purezza quasi abbagliante del candore, dall'altra l'intensità più sensuale del nero.

Al di sotto delle giacche affiorano lingerie e passamanerie, pizzi e dettagli che trasformano ciò che normalmente rimarrebbe nascosto in parte integrante del look. E anche il completo cambia forma: accanto al due pezzi, la sartoria si condensa nella jumpsuit, un unico pezzo che unisce giacca e pantalone in una silhouette continua.

Chloé SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Chloé SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Loewe, il completo diventa urban

Da Loewe, i co-direttori creativi Jack McCollough e Lazaro Hernandez portano il completo in una dimensione più urban, dove la precisione della sartoria incontra un’attitudine sportiva e funzionale. Il risultato? Una sorta di uniforme metropolitana, cool ma tutt’altro che ingessata. Pantaloni cargo color sabbia e giacca ton sur ton, drappeggiata sul corpo quasi fosse una felpa, con colletto alto e zip. La stessa formula torna in passerella anche in nero, più netta, compatta, grafica.

Poi il completo abbandona il suo rigore e lascia che siano i contrasti a parlare: il blazer in camoscio color cammello incontra leggings gialli e dolcevita nera. Morbidezza contro seconda pelle, nuance calda contro un lampo di colore. Infine, la sartoria che torna impeccabile, pur rompendo la coppia cromatica tradizionale: blazer nero dalla costruzione precisa e pantaloni palazzo gialli, ampi e fluidi. Un incontro che avviene per contrasto, al solo nobile scopo di contaminarsi e cambiare registro.

Loewe SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight
Loewe SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

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