Scopri Infinity+
Corporate
entertainment30 settembre 2026

Da Kate Moss a Rihanna, le donne che stanno dominando la Paris Fashion Week 2027

Catherine Deneuve, Kate Moss, Zoë Kravitz e Rosé da Saint Laurent, Rihanna, Jennifer Lawrence e Anya Taylor-Joy da Dior. A Parigi il vero spettacolo non è soltanto in passerella: dalle muse storiche alle nuove icone, sono le star del front row a raccontare il potere della moda oggi
Condividi:

Di Giuditta Avellina

Hailey Bieber alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images
Hailey Bieber alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images

La passerella era d’oro. Il front row, quasi tutto nero. E già questo basterebbe a raccontare la sfilata Saint Laurent Primavera-Estate 2027, andata in scena sotto la Tour Eiffel a dieci anni dal debutto di Anthony Vaccarello alla direzione creativa della maison. La scenografia evocava la grandeur dei saloni storici della maison, tra enormi lampadari sospesi, passerella dorata e la Tour Eiffel a fare da sfondo. Sotto enormi lampadari sospesi, trench, sahariane, pencil skirt, abiti e giacche dalle spalle importanti si sono accesi in variazioni dell’oro, tra lamé, broccati, pizzi e superfici metalliche. Poi, nel finale, tutto è tornato nero.

Ma a rendere speciale la serata non era soltanto chi sfilava, ma anche chi guardava. Più che un front row, quello di Saint Laurent sembrava infatti un atlante di muse capace di attraversare generazioni di cinema, musica e moda. Non tutte ambassador ufficiali della Maison, naturalmente, ma tutte perfettamente leggibili dentro quell’immaginario femminile che Vaccarello ha affinato negli ultimi dieci anni: sofisticato, sensuale, notturno, a tratti pericoloso.

Catherine Deneuve, dove tutto è cominciato

A un’estremità ideale di questa genealogia c’è Catherine Deneuve. Molto più che un’ospite: è parte della memoria stessa di Saint Laurent. Il suo rapporto con Monsieur Yves, infatti, appartiene alla storia della maison e del cinema francese. Averla oggi nello stesso parterre di Rosé, Hailey Bieber e Zoë Kravitz trasforma il front row in qualcosa di più interessante di una semplice parata di celeb: è il passato che continua a dialogare con il presente. Vaccarello, del resto, ha costruito negli anni una famiglia di volti piuttosto che inseguire continuamente quello del momento. Deneuve, Kate Moss, Anja Rubik, Zoë Kravitz e Charlotte Gainsbourg, con sensibilità diverse, sono diventate presenze ricorrenti di questo universo.

Catherine Deneuve alla sfilata di Sain Laurent SS27 - Credits: Getty Images
Catherine Deneuve alla sfilata di Sain Laurent SS27 - Credits: Getty Images

Kate Moss, Saint Laurent senza bisogno di provarci

Poi c’è Kate Moss. E se esiste qualcuno che non ha bisogno di vestirsi “da Saint Laurent” per sembrarlo, probabilmente è lei. A Parigi è arrivata in un lungo abito nero di velluto a maniche lunghe, stretto in vita da una cintura con hardware dorato, stivali neri allacciati e occhiali scuri. Accanto a lei la figlia Lila Moss, anche lei in nero. Madre e figlia nello stesso show, due generazioni di moda separate da quasi trent’anni e riunite dalla stessa palette.

Ma è soprattutto Kate a rendere evidente quanto il vocabolario di Vaccarello ovvero nero, pelle, velluto, silhouette asciutte e sensualità senza compiacimento abbia trovato in alcune donne interpreti naturali. A 52 anni e dopo più di tre decenni sotto i riflettori, Moss conserva quella particolare qualità che la moda prova continuamente a ricreare e raramente riesce a fabbricare: essere essa stessa un po’ Saint Laurent.

Kate Moss alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images
Kate Moss alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images

Zoë Kravitz, la musa perfetta di Vaccarello

Se Deneuve custodisce la memoria e Kate Moss ne incarna lo spirito rock, Zoë Kravitz è probabilmente una delle traduzioni più precise della Saint Laurent woman contemporanea. Per lo show ha scelto ancora una volta il nero e le trasparenze, uno dei codici più riconoscibili dell’universo costruito da Vaccarello. Su Kravitz, però, lingerie, pizzo e silhouette aderenti non sembrano mai un travestimento. È forse proprio questo il motivo per cui il rapporto con Saint Laurent funziona così bene: più che indossare l’estetica della maison, sembra abitarla.

Zoë Kravitz alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images
Zoë Kravitz alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images

Rosé e Hailey Bieber, le nuove Saint Laurent girls

È qui che la genealogia cambia generazione. Rosé, da anni uno dei volti più riconoscibili dell’universo Saint Laurent, ha scelto ancora una volta il nero; Hailey Bieber sedeva invece accanto a Zoë Kravitz e Adèle Exarchopoulos, seguendo la stessa grammatica di blazer, pelle scoperta e sensualità e intorno la corte continuava: Rosalía, Zoë Saldaña, Rosie Huntington-Whiteley, Amber Valletta, Eva Herzigová e Petra Collins hanno interpretato a loro volta uno dei codici più evidenti della serata cont tanto di lingerie, pizzi e trasparenze nere.

E ancora Lila Moss, Natalia Dyer, Laura Harrier, Philippine Leroy-Beaulieu, Iris Law, Georgia May Jagger, Gabbriette e Amelia Gray ad arricchire la corte. Il contrasto con la passerella era quasi perfetto: mentre gran parte delle ospiti sceglieva il nero, Vaccarello portava l’oro fino all’eccesso. Una scelta tutt’altro che casuale per una collezione chiamata a celebrare dieci anni di direzione creativa.

Rosé e Adèle Exarchopoulos alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images
Rosé e Adèle Exarchopoulos alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images

Charlotte Gainsbourg, la musa che chiude il cerchio

E poi c’è Charlotte Gainsbourg. Non semplicemente seduta nel front row, ma chiamata a chiudere lo show. Quando l’oro ha lasciato spazio agli ultimi look completamente neri, l’attrice e cantante francese è entrata in scena e ha cantato mentre le modelle tornavano in passerella. Tra le presenze legate da tempo all’universo di Vaccarello figurava anche Anja Rubik, altra musa storica della maison: una conclusione quasi perfetta per raccontare ciò che il designer ha costruito in dieci anni da Saint Laurent e non soltanto un guardaroba immediatamente riconoscibile, fatto di spalle affilate, nero, pelle, pizzo e sensualità controllata, ma una vera costellazione di donne regali.

Charlotte Gainsbourg alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images
Charlotte Gainsbourg alla sfilata di Saint Laurent SS27 - Credits: Getty Images

Dior, da Rihanna a Jennifer Lawrence: un altro atlante di muse

Poche ore prima, anche Dior aveva trasformato il front row in una dichiarazione d’identità. Per la Primavera Estate 2027 di Jonathan Anderson sono arrivate Rihanna, Jennifer Lawrence, Anya Taylor-Joy e Rosalía, insieme a Cynthia Erivo e altri volti vicini alla maison. Jennifer Lawrence rappresenta uno dei legami più longevi e riconoscibili con Dior: è ambassador dal 2012. Anya Taylor-Joy e Rosalía raccontano invece una generazione più recente e globale, sospesa tra cinema, musica e moda. E poi Rihanna, presenza capace ormai di spostare da sola il baricentro mediatico di una sfilata.

Da sinistra a destra, Jennifer Lawrence, Rosalia e Jisoo alla sfilata di Christian Dior SS27 - Credits: Getty Images
Da sinistra a destra, Jennifer Lawrence, Rosalia e Jisoo alla sfilata di Christian Dior SS27 - Credits: Getty Images

Rihanna, quella per cui la moda aspetta davvero

Lo aveva dimostrato già all’apertura della Fashion Week da Matières Fécales. Per lo show Primavera Estate 2027, organizzato a Place de la République, Rihanna si è fatta attendere per circa un’ora. E, nel suo caso, la moda ha aspettato davvero. È arrivata in un completo bronzo-dorato ricoperto di frange effetto tinsel, portato con un bra nero trasparente e pumps nere nate dalla collaborazione tra Matières Fécales e Christian Louboutin. La sua comparsa è diventata immediatamente uno dei momenti più raccontati dello show.

Matières Fécales, il marchio fondato da Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran, aveva scelto per la collezione il titolo The 99 Percent e una location tutt’altro che convenzionale: il Monument à la République, trasformato in passerella per 99 modelle e modelli. Rihanna sedeva in prima fila, trasformando inevitabilmente la sua presenza in uno dei momenti più fotografati dello show. È un’immagine che racconta bene il potere delle celebrity nella moda contemporanea: ci sono star invitate a una sfilata e star per cui una sfilata può permettersi persino di aspettare. Nel caso di Matières Fécales, la presenza di Rihanna ha portato un marchio indipendente e radicale direttamente dentro la conversazione globale della Fashion Week parigina. Da Catherine Deneuve a Zoë Kravitz, da Kate Moss a Rosé, fino a Rihanna dall’altra parte di Parigi, la Fashion Week dimostra ancora una volta che il vero spettacolo non finisce sulla passerella. Cambiano maison, generazioni e codici, ma resta lo stesso potere: quello delle donne capaci non soltanto di indossare la moda, ma di diventarne l’immaginario.

Leggi anche:

La sfilata Christian Dior Primavera/Estate 2027 mette al centro la leggerezza e il flou

I 5 trend da copiare dallo street style della Milano Fashion Week PE27

Contenuti consigliati