Di Giulia Pacella e Valeria Boraldi
La settimana della moda milanese è entrata nel vivo e, giorno dopo giorno sulle passerelle, cominciano a delinearsi i primi trend e i grandi temi della prossima Primavera Estate 2027: antologia di gonne, i tanti volti della camicia, abiti fluidi à gogo.
Ma quando si parla di Milano Fashion Week sartorialità e tailoring continuano a essere i protagonisti assoluti. Tailleur, ensemble d’ispirazione maschile, suit dall’eleganza rilassata sono il fil rouge che si snoda tra le collezioni. A cominciare dai completi sartoriali di Emporio Armani: materici e dall’allure décontracté.
Emporio Armani presenta una collezione che rilegge il concetto di tempo. Tessuti vissuti, capi usurati, trattamenti materici celebrano il piacere di indossare abiti che sono tracce di vita. Una collezione che racchiude gli stilemi del mondo Armani: la palette di colori (dal bianco al leggendario greige per finire con il nero), l’understatement, la leggerezza, la decostruzione del sartoriale riletti attraverso un’esplorazione materica e tattile.
Le giacche si alleggeriscono, si destrutturano e si allungano sul corpo, incontrando pantaloni ampi, fluidi e oversize. A fare la differenza sono soprattutto le superfici, alterate da acidature, tinture a freddo e lavorazioni che rendono il colore irregolare, mentre il lino riproduce a trompe-l’œil l’effetto di tessuti vissuti e usurati.
Ne emerge un tailleur dall’allure décontracté, preciso nella costruzione ma volutamente imperfetto nell’aspetto, che porta la sartorialità Armani verso una nuova idea di eleganza vissuta. Una chiusura del cerchio che non poteva essere più metaforica di così: il tempo come storia ed evoluzione. E una collezione, l’ultima firmata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco per Emporio Armani, che segna il passaggio di testimone a Dario Vitale.
È un’eleganza classica e senza tempo quella che va in scena nella collezione Primavera/Estate 2027 di Tod’s. Un susseguirsi di capi e abbinamenti in cui, come da tradizione, si fa spazio la pelle, tra top a fascia e cropped che matchano con gonne gemelle. Capi traforati donano respiro alla figura, insieme a pantaloni classici morbidi che vanno a braccetto con canottiere dallo scollo a barchetta; spalline larghe, invece, regalano vibe più sporty, ma accompagnano anche miniabiti geometrici comodi e passepartout. Danzano passo dopo passo gli abiti fluidi corti: foulard bicolor creano silhouette impalpabili e poi si fanno jupe sotto magliette over, per contrasti di stile e materici super fashion.
I capispalla si indossano o si portano in spalla “just in case”, mentre trench che sembrano cuciti addosso aspettano le pioggia. Grande protagonista, infatti, il tayloring, vestito anche di vibe preppy. Tra maglioni ampi con scollo a V, camicie, gonne longuette, calzettoni e flat shoe sfila un’eleganza rilassata e sartoriale che fa scuola. Sul podio sempre lui, l’iconico mocassino, tra i simboli della casa di moda marchigiana. Tailleur classici si fanno largo tra maglioni Ivy league senza maniche, bermuda o pinocchietti, mentre maglie cadono su gonne con maxi pieghe e spacchi maliziosi. La palette colori non rinuncia al blu, al beige e al bianco, toccando anche il giallo sole, l’arancione, il rosso, il marrone e il nero. Il tocco in più? L’occhiale, da portare (anche) al collo.
Capi come architetture scomposte sfilano sulla passerella Sportmax Primavera/Estate 2027. Linee pure ed essenziali danno vita a forme che parlano di rigore, talvolta composto, talvolta verso direzioni inaspettate. Anche in questo caso il tailoring è caposaldo assoluto. E così giacche e camicie si indossano in sbieco o sono cucite una sull’altra (spinte dalla tendenza layering), ma anche a fior di pelle per chi ama osare; i colli raddoppiano o si portano in modo “caotico”, ma ordinato; i revers fanno a gara per mostrarsi o scompaiono; top e canottiere fasciano il busto, mentre pantaloni morbidi si danno il cambio con pinocchietti anni ’90. Non mancano la fluidità e la leggerezza che diventano strumenti di rilettura per alleggerire completi con blazer gilet e dintorni. Un sartoriale rivisto e corretto nel segno della trasparenza.
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