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X-STYLE PER ACCADEMIA DEL PROFUMO21 settembre 2026

Premio Accademia del Profumo 2026, tra note e magia: tutti i vincitori

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Ci sono fragranze che conquistano al primo incontro e altre che si svelano lentamente, nota dopo nota. Dietro ognuna, però, c’è un universo fatto di ricerca, materie prime, creatività e immaginazione. Perché un profumo non si vede, eppure è capace di costruire immagini. Evoca luoghi, trattiene ricordi, racconta qualcosa di chi lo indossa prima ancora delle parole. È forse per questo che la profumeria vive da sempre sul confine tra tecnica e sperimentazione: una formula precisa che, una volta sulla pelle, diventa qualcosa di personale.

A celebrare questa alchimia è il Premio Accademia del Profumo, arrivato alla sua 37ª edizione e tornato, per il gran finale della Milano Beauty Week 2026, in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana: il Teatro alla Scala di Milano.

Una giornata speciale che ha visto X-Style accompagnare il pubblico alla scoperta dell'universo delle fragranze, con un hub nel cuore di Milano in cui si sono alternati talk, incontri e momenti ludici.

Un percorso di avvicendamento al momento clou della giornata: la proclamazione dei vincitori del Premio Accademia del Profumo. La cerimonia, condotta da Ludovica Frasca, ha visto avvicendarsi sul palco del Ridotto Arturo Toscanini, i protagonisti di questa edizione, che con le loro creazioni hanno conquistato consumatori e giurie.

Subito dopo, il racconto della bellezza si è spostato dalle note olfattive a quelle musicali: sul palcoscenico della Scala, i cantanti solisti e l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, diretti dal maestro Sascha Goetzel, hanno dato vita a “Essenza di bellezza”, attraversando pagine di Smetana, Rossini, Verdi e Puccini. Un passaggio naturale tra due linguaggi invisibili e potentemente evocativi: il suono e il profumo.

I profumi dell'anno scelti dal pubblico

I riconoscimenti più attesi restano quelli affidati direttamente ai consumatori, chiamati a scegliere il Miglior Profumo dell’Anno.

Tra le fragranze femminili ha vinto Miss Dior Essence, creata da Francis Kurkdjian. Una composizione fruttata e floreale che apre con la dolcezza succosa dei fiori di sambuco e della mora, per ritrovare nel cuore il gelsomino, firma storicamente legata all’universo Miss Dior. Sul fondo, la quercia scura aggiunge profondità a un profumo pensato per raccontare una femminilità più libera, decisa e contemporanea.

Il titolo di Miglior Profumo maschile dell’Anno va invece a Bleu de Chanel L’Exclusif, firmato da Olivier Polge. Qui il protagonista è il sandalo, lavorato per esaltarne il carattere ambrato e boschivo e accompagnato da cuoio e resina di cisto labdano. Una versione più intensa, profonda e misteriosa dell’universo Bleu de Chanel.

Due fragranze molto diverse, accomunate però dal verdetto forse più difficile da costruire a tavolino: quello di chi entra in profumeria, prova una fragranza e decide di farla propria.

La creazione olfattiva: quando a parlare è soltanto il profumo

Se il pubblico elegge i profumi dell’anno, alla giuria tecnica spetta invece il compito di riconoscere la qualità della creazione. Ed è forse questa la categoria che più si avvicina all’essenza stessa della profumeria: la Miglior Creazione Olfattiva viene infatti valutata in blind, lasciando fuori nome, flacone e maison.

A vincere tra le fragranze femminili è Miutine di Miu Miu, creata da Dominique Ropion. Una chypre gourmand che gioca con i codici classici senza rispettarli troppo: agrumi e fiori incontrano muschio di quercia e patchouli, mentre fragolina di bosco Mara des Bois e zucchero di canna introducono una nota gourmand luminosa e quasi irriverente.

Sul fronte maschile si impone invece Terre d’Hermès Eau de Parfum Intense, firmata da Christine Nagel. Il paesaggio olfattivo è quasi geologico: il bergamotto apre la composizione, poi arrivano legno bruciato e roccia lavica, attraversati da caffè e liquirizia. Una materia calda, scura e minerale, costruita intorno all’idea della forza della Terra.

Accanto a questi riconoscimenti, il Premio ha attraversato anche packaging, Made in Italy, profumeria artistica, collezioni esclusive e lifestyle, componendo una fotografia molto più ampia della profumeria contemporanea.

Il profumo entra anche negli spazi

A ricordare quanto l’olfatto non appartenga più soltanto alla pelle è il premio alla Miglior Profumazione Ambiente, assegnato a Tabac Kentucky di By Kilian Paris.

Una candela dal carattere quasi scultoreo, nera e decorata con il motivo dello scudo di Achille, che porta idealmente nel profondo Sud americano. Il riferimento è alle foglie di tabacco lasciate lentamente a essiccare: un aroma profondo, caldo e avvolgente che trasforma il profumo in atmosfera e lo spazio in esperienza.

Quando una fragranza diventa un film

Un profumo nasce per essere percepito attraverso l’olfatto. La comunicazione deve affrontare una sfida diversa e molto più complicata: raccontare un odore senza poterlo far sentire.

È qui che entrano in gioco immagini, musica, volti e narrazione. La categoria Miglior Comunicazione, scelta dalla Giuria VIP, premia proprio la capacità di tradurre l’identità di una fragranza in un universo visivo.

Per il 2026, la Miglior Comunicazione femminile è quella di Chance Eau Splendide di Chanel.

Nel film, Angèle entra in un labirinto di specchi fatto di riflessi, illusioni e possibilità. Dietro la macchina da presa c’è Jean-Pierre Jeunet, che costruisce un piccolo mondo caleidoscopico intorno all’idea stessa di chance: l’occasione da riconoscere e afferrare. Anche la musica appartiene alla protagonista, con il brano“A little more”, composto e interpretato dalla stessa Angèle.

La Miglior Comunicazione maschile porta invece ancora una volta il nome di Terre d’Hermès Eau de Parfum Intense, che dopo il riconoscimento alla creazione olfattiva conquista così anche quello dedicato alla sua rappresentazione visiva.

La campagna trasforma le note del profumo in paesaggio. Un uomo attraversa canyon, montagne, vulcani, lagune e scogliere, mentre dal sottosuolo sembra risalire un’energia primordiale. Bergamotto, legno bruciato, roccia lavica, caffè e liquirizia non vengono semplicemente evocati: diventano materia, luce, calore. Fino all’alba, quando uomo e Terra sembrano appartenere allo stesso paesaggio.

Dal naso all’immaginario

Forse è proprio qui che il Premio Accademia del Profumo trova la sua dimensione più interessante: nel ricordare che una fragranza non è mai soltanto la somma delle sue note. È materia e memoria, ricerca e racconto, qualcosa che nasce nel laboratorio di un naso e finisce per vivere sulla pelle (oppure nell’immaginario) di qualcun altro.

Dietro rimane il lavoro dei nasi, spesso invisibili al grande pubblico ma protagonisti essenziali di questo universo. Il riconoscimento dedicato al profumiere creatore è andato quest’anno a Marie Salamagne, Bruno Jovanovic e Nicolas Bonneville, creatori di Prada Paradigme per DSM-Firmenich, la fragranza che ha registrato i migliori risultati di vendita nei primi sei mesi dal lancio sul mercato italiano.

Perché prima di diventare un flacone, una campagna o persino un ricordo, ogni profumo nasce ancora da lì: dall’idea di qualcuno capace di immaginare qualcosa che prima non esisteva.

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