Di Matteo Dall'Ava
«Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria». In Il barone rampante Italo Calvino affida a Cosimo Piovasco di Rondò una delle intuizioni più fertili del romanzo: per capire il mondo può servire cambiare quota. Cosimo sale sugli alberi a dodici anni e decide di non scendere più. Quasi settant’anni dopo la pubblicazione del libro, quell’immaginario infantile ha trovato una traduzione adulta nell’ospitalità. Le case sull'albero sono diventate suite, lodge e piccoli hotel sospesi, progettati da architetti e dotati di spa, grandi vetrate e servizi da cinque stelle.
E in autunno diventano rifugi ancora più speciali, un modo per stare a contatto con la natura e vivere il momento del foliage da vicino. Abbiamo selezionato alcune delle treehouse più belle d'Europa.
Ad Avelengo, sopra Merano, il San Luis occupa una radura circondata da 40 ettari di bosco privato di larici e abeti rossi. È una combinazione particolarmente efficace in autunno: l’abete resta scuro e compatto, mentre il larice vira verso l’oro prima di perdere gli aghi. Le case sull’albero del resort salgono fra i tronchi; la Luxury Treehouse G si sviluppa su due livelli, con grandi superfici vetrate e terrazze aperte sul bosco, mentre la nuova Starlight Luxury Treehouse arriva a 92 metri quadrati e aggiunge sauna esterna e telescopio. Tra ottobre e novembre il contrasto fra larici dorati, sempreverdi e montagne costruisce uno degli autunni alpini più scenografici.
Nel Casentino il colore cambia registro. Faggi, aceri, frassini, querce e castagni compongono una tavolozza che il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi descrive con gialli limone, aranci, ruggine e rossi. A Poppi, Fattorie di Celli mette la Tree House Nuvola dieci metri sopra il terreno: 70 metri quadrati, grandi vetrate, specchi e una terrazza panoramica in rete sospesa sul bosco. Tra ottobre e l’inizio di novembre il panorama può cambiare quasi di giorno in giorno. Qui la camera diventa una sorta di osservatorio infilato direttamente nel fogliame.
La Tuscia offre un autunno più mediterraneo. Alla Piantata, ad Arlena di Castro, la Suite Bleue è costruita a otto metri da terra, fra i rami di una quercia secolare. Intorno si stendono dodici ettari di colline coltivate a lavanda, ulivi e campagna viterbese. In estate domina il viola; con l’autunno la grande quercia cambia colore sopra il verde argenteo degli olivi. La colazione viene servita nella treehouse e la terrazza resta letteralmente dentro la chioma. Tra ottobre e novembre il foliage qui non forma una parete di bosco: diventa il dettaglio che cambia l’intero paesaggio agricolo.
Vicino a Tours, Loire Valley Lodges sposta la scena in una foresta privata di circa 300 ettari. Diciotto suite sono sollevate a quattro metri dal terreno e costruite con essenze presenti nel bosco, fra cui quercia, castagno e douglas. Grandi finestre e terrazze con spa privata riducono al minimo il confine visivo fra interno ed esterno; ogni lodge dialoga inoltre con il lavoro di un artista contemporaneo. In Uzume un albero attraversa addirittura il patio. Quando querce e castagni virano verso oro, ocra e rame, il foliage entra nell’architettura e diventa parte dell’arredo.
A pochi chilometri da Mons, Utopia si trova nel Bois des Dames e interpreta la treehouse quasi come un esercizio di architettura. La Cabane Perchée è sollevata di tre metri e mezzo e richiama insieme una capanna da spiaggia e lo scafo di una barca; L’Arbre supera invece i sei metri dal suolo. Il progetto dissemina nel verde padiglioni dalle geometrie differenti e nasce dalla ricerca dell’architetto Michel Duquaine su ospitalità, design ed efficienza energetica. Nelle foreste di latifoglie della Vallonia faggi e querce trasformano ottobre e novembre in una sequenza di gialli, rame e bruni: il rigore dei lodge finisce così circondato dall’irregolarità del bosco.
A Rovaniemi il calendario va anticipato. La ruska, il foliage finlandese, raggiunge normalmente la sua fase più intensa in settembre; ottobre segna già la transizione verso l’inverno. Le Aurora Treehouse dell’Aito Hotel & Spa Resort sono piccoli cottage posati su un pilastro alto tre metri, fra i sempreverdi artici e davanti a un lago, con una grande finestra panoramica rivolta verso il paesaggio. Betulle e sottobosco accendono gialli, aranci e rossi mentre tornano le notti abbastanza scure per vedere l’aurora boreale. Con un po’ di fortuna, nello stesso soggiorno il colore si osserva prima sotto la finestra e poi sopra il tetto.
Da bambini si saliva su un albero per allontanarsi dagli adulti. Le case sull’albero di oggi recuperano quel gesto e gli attribuiscono un significato diverso: permettono di osservare una stagione mentre accade, alla stessa altezza delle foglie. Cosimo aveva scelto i rami per non scendere più. Per capire il fascino di queste treehouse può bastare restarci una notte.
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