Di Giuditta Avellina
Kate Middleton anche lontana dalle sfilate è nel pieno mood della London Fashion Week. Il 17 settembre, sull’isola di Bute, ha affrontato pioggia e vento con un lungo trench Burberry marrone cioccolato, lasciato aperto abbastanza da mostrare l’inconfondibile fodera tartan, abbinato a maglia verde oliva, pantaloni slim marroni e Chelsea boots. Ma la principessa del Galles è da sempre un’icona del country style britannico: le immagini di Kate Middleton in Barbour si sono susseguite negli anni e nelle stagioni per diventare un vero e proprio manifesto di stile. Essenziale, funzionale, ma costruito proprio sui codici che Londra sta rimettendo al centro della stagione tra wax jacket e motivi check.
La wax jacket è uno di quei capi capaci di passare da Balmoral a Glastonbury e rimanere sempre irrimediabilmente cool. Il Beaufort è uno dei modelli più iconici di Barbour: nato nel 1983 e ispirato alle shooting jacket francesi, entrato nel guardaroba reale e diventato poi uno dei simboli dell’indie sleaze e dei festival, con Alexa Chung praticamente nel ruolo di perenne testimonial (sia in chiave ufficiale che unofficial).
Oltre quarant’anni dopo sta bene in campagna quanto per le strade di Soho ed è proprio questo universo che Barbour porta, in occasione della London Fashion Week, alla Saatchi Gallery con Tartan Reimagined: The Barbour Way. L’esposizione è aperta al pubblico il 18 e 19 settembre: si parte dalle radici scozzesi della famiglia e dal trasferimento di John Barbour a South Shields nel 1894, per arrivare all’Autunno/Inverno 2026 e alle nuove interpretazioni del tartan di casa.
Check sovrapposti, kilt, maglioni in stile Fair Isle, giacche cerate e tartan ingranditi fino a cambiare proporzione: il countrywear viene, insomma, smontato e ricomposto. Tra i progetti nati dalla competizione con il British Fashion Council c’è anche una wax jacket oversize, costruita con pannelli di cotone cerato e un tartan fuori scala. Nelle ultime sale si torna invece al mestiere, con la ricostruzione della fabbrica di South Shields che mostra dal vivo riparazione, re-waxing e remaking, mentre Re-Loved raccoglie pezzi unici realizzati con partner come Gucci, Erdem, Paul Smith, Aardman e Glastonbury x Oxfam.
Tra le celeb presenti all’opening della mostra, non poteva mancare Sienna Miller che per l’occasioneha scelto un trench coat marrone in velluto a coste su minigonna tartan e stivali neri: è quella miscela di boho, rock e nonchalance che associamo all’attrice sin dagli anni Duemila e che, in generale, continua a essere il simbolo delle it-girl inglesi e del loro proverbiale brit style che “sporca” il bon ton con un tocco utility e in piena sintonia con il meteo capriccioso del countryside.
La star, del resto, è testimonial della nuova campagna Barbour Autunno/Inverno 2026 con Idris Elba girata proprio nella campagna scozzese e ispirata al viaggio compiuto dal fondatore John Barbour verso South Shields. La storia usa il tartan come filo conduttore di un guardaroba che va dalla maglieria alle camicie, dalle giacche agli accessori.
E, a proposito di icone brit, Sienna era decisamente un buona compagnia alla Saatchi Gallery, con Lennon Gallagher e Pixie Geldof perfetti per mostrare il lato più rock del british style. Il figlio di Liam Gallagher ha scelto una giacca in tartan scuro e dal finish cerato, mentre la figlia di Bod Geldof ha illuminato la mantella a frange in lana tartan con un dolcevita bianco. Due cognomi legati alla musica britannica che ricordano quanto Barbour, tartan e dintorni appartengano da decenni non soltanto ai manor e alla Royal Family, ma anche a festival, rock e sottoculture.
Tra gli addetti ai lavori, invece, e fedelissima supporter dello stile britannico, c’era anche Suzy Menkes, che ha raccontato la mostra sul suo profilo Instagram soffermandosi proprio sulla capacità del tartan di attraversare le generazioni. Nelle sue immagini compaiono i look dell’archivio, nuove riletture del check e l’immancabile scatto di rito insieme a Dame Margaret Barbour, presidente dello storico marchio di abbigliamento inglese.
Il bello del countrywear è che nasce per essere usato: la cera tiene fuori la pioggia, le tasche possono essere funzionali, gli stivali devono reggere il fango. Poi arriva la moda e cambia le regole. Il tartan si sovrappone e la wax jacket finisce sopra un abito leggero. Alexa Chung questo gioco lo pratica da anni, soprattutto a Glastonbury, dove ha trasformato Barbour vissuti, slip dress e shorts in una specie di uniforme personale. È proprio questa elasticità a spiegare perché certi capi non invecchiano: hanno un’identità fortissima, ma lasciano libertà a chi li indossa.
E - a proposito di icone britanniche - Londra non ha ancora finito: domenica 20 settembre debutta Mulberry by Christopher Kane, mentre lunedì 21 settembre Burberry con il suo fashion show chiude il calendario della London Fashion Week e al V&A apre The Burberry Trench: Crafting an Icon. Più che riscoprire i suoi classici, Londra ne celebra la coolness senza tempo.
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