Di Giulia Pacella
La torrida estate non è ancora finita ma, come di consueto, a settembre è già tempo di pensare a quella che verrà. Tra sfilate e grandi eventi, il fashion biz si prepara al lungo mese della moda che svelerà da qui fino a ottobre le nuove collezioni donna Primavera/Estate 2027. Nel bel mezzo di uno scenario economico globale ancora incerto ma in fase di normalizzazione - in cui il ruolo trainante per la crescita del lusso è giocato dagli USA (dati McKinsey) - e le nuove ondate in arrivo dalle capitali asiatiche o scandinave (pronte a conquistarsi il proprio posto al sole, e relativo spazio di mercato, nello scacchiere del fashion global), le “vecchie capitali” della moda sono pronte a ripartire e ad accendere i riflettori non solo sulle passerelle, ma sui tanti appuntamenti che le animeranno, tra show extra-calendario, party, mostre e nuovi opening. Ecco alcune anticipazioni e cosa sapere delle 4 fashion in partenza.
Il lungo mese di sfilate comincia dalla Grande Mela. Il calendario ufficiale della New York Fashion Week si apre il 10 settembre con il ritorno di Diane von Furstenberg, assente dalle passerelle di NY per 9 anni. Un fashion show attesissimo, che segna inoltre il debutto di Henry Zankov nel ruolo di direttore creativo del brand. Sarà la prima volta anche di Rachel Scott alla guida di Proenza Schouler. Mentre fuori calendario a inaugurare la kermesse ci hanno già pensato brand come Ralph Lauren e Coach, che hanno scelto il 9 settembre per presentare le loro collezioni.
Riflettori puntati come sempre sulle grandi certezze di New York come Tory Burch, Michael Kors Collection e Carolina Herrera, ma anche su Tommy Hilfiger. E ancora Calvin Klein guidato dalla talentuosa Veronica Leoni e 7 For All Mankind con la recente direzione creativa di Nicola Brognano. Altra cosa di cui prendere nota a proposito di New York è che questa sarà ufficialmente la prima fashion week fur free con l’entrata in vigore della nuova no-fur rule del CFDA, che vieta l'uso di pellicce animali ai partecipanti ufficiali.
Sarà Thom Browne invece il 15 settembre a chiudere una settimana che cerca di riaffermare il proprio ruolo nel fashion biz (forte anche del primato economico degli USA per la crescita del lusso che altrove in questo momento manca) e che sempre più sceglie di puntare su una serie di cool brand - tra unconventional, emergenti e indipendenti - che sono certamente da (continuare a) tenere d’occhio. Parliamo di Khaite, Tibi, Diotima (il brand personale di Rachel Scott), Prabal Gurung, Sandy Liang e Collina Strada. Ma anche di COS (che certo indipendente non è, ma lo scorso anno ha scalato il Lyst Index dimostrando di poter competere con i brand del lusso per aver saputo individuare la perfetta formula tra aspirazionalità e accessibilità) o di Magda Butrym che sceglie la passerella di New York per rafforzare così l’apertura della sua prima boutique a Soho.
E a proposito di opening, non possiamo non citare Moncler che per l’opening del flagship store sulla Fifth Avenue sceglie di celebrare il suo legame con New York con un super party e The Untold Story, una delle più grandi mostre fotografiche a cielo aperto mai ospitate in città che suggella la storia ventennale del brand nella Grande Mela.
E se New York mette il suo vestito migliore, Londra sta certamente facendo fatica a mantenere lo scettro di capitale creativa. Tuttavia per questa edizione a dare manforte alla City, nel restituire vigore e centralità all’idea di moda britannica, ci pensa McQueen che con la direzione creativa di Seán McGirr torna a sfilare il 20 settembre nella sua città, da cui mancava dal 2022. Chissà che questo ritorno non faccia da apripista anche a un futuro homecoming di Victoria Beckham e Stella McCartney? Nessuna illusione però! Al momento non se ne parla affatto.
In ogni caso c’è il Burberry di Daniel Lee che porta alta la bandiera brit e che quest’anno oltre a chiudere la fashion week con la sfilata del 21 settembre si prepara a celebrare i 170 anni del suo leggendario trench coat con una mostra in programma al V&A Kensington in apertura lo stesso giorno e in programma fino a gennaio 2027. Da segnalare poi il debutto di Christopher Kane alla direzione creativa di Mulberry ma anche i tanti nomi londinesi in calendario che confermano la loro centralità nella moda british: a cominciare dalla sempre straordinaria Simone Rocha al talentuoso Richard Quinn, passando per Roksanda, Erdem, Emilia Wickstead, Ashley Williams e KNWLS.
Last but not least, anche H&M ha annunciato il suo ritorno alla London Fashion Week con un evento in programma il 17 settembre. Il brand svedese presenterà - in collaborazione con il fotografo britannico Nick Knight e la sua piattaforma di fashion film SHOWstudio - quella che nel comunicato stampa definisce “una rivisitazione audace dell’esperienza della sfilata di moda”. Le premesse e l’importanza dei nomi coinvolti hanno già fatto drizzare le antenne tra gli addetti ai lavori. Per la serie, stay tuned!
È ancora presto per parlare di vera ripresa dell’industria della moda italiana, nonostante il cambio di passo registrato nel secondo trimestre 2026, ma una cosa è certa: questa settimana della moda milanese è già sicuramente una fashion week da record in fatto di numeri, come ha annunciato lo stesso Carlo Capasa Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana in occasione della conferenza stampa dedicata alla Milano Fashion Week Donna Primavera/Estate 2026-2027. Con 203 appuntamenti di cui 61 sfilate, 88 presentazioni e 54 eventi dal 22 al 28 settembre 2026, in effetti, il calendario ufficiale della MFW è quanto mai affollato, e così le agende degli addetti ai lavori in città, dove si stima una presenza di circa 142mila visitatori.
La grande novità di questa edizione? L’apertura della Milano Fashion Week da parte di Prada, che segna una svolta significativa nel calendario, dando forza e rilevanza alla nostra settimana sin dal primo giorno di fashion show, che si concluderà con l’atteso Vogue World: Milano. Nell’ultimo giorno di sfilate fisiche invece come da tradizione è il fashion show Giorgio Armani a congedare buyers e stampa internazionale dal capoluogo meneghino.
E se per questa edizione il grande assente sarà Versace (di cui si attende il primo fashion show sotto la direzione creativa di Pieter Mulier il prossimo anno) il debutto che fa parlare è quello del duo Loris Messina e Simone Rizzo alla guida di Moschino, la cui sfilata è prevista per il 25 settembre. The Attico festeggia il suo decimo anniversario e siamo certe che Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini - “le ragazze” come le chiamano con affetto gli addetti ai lavori - avranno in serbo qualcosa di molto cool per il loro fashion show in calendario venerdì 25 settembre ore 19.
E poi se da un lato ci sono le grandi certezze del nostro calendario e del Made in Italy (da Jil Sander a Bottega Veneta, da Fendi a Gucci, da Tod’s a Dolce&Gabbana), dall’altro sono diversi i marchi stranieri che hanno scelto di sfilare a Milano e da scoprire durante questa fashion week: a cominciare da Marques’ Almeida dal Portogallo, un nome ben noto tra gli addetti ai lavori e già vincitore dell’LVMH Prize, passando per il messicano Netihan Herbert e il J.Salinas, che presenta la sua quinta collezione ed è strettamente connesso alla cultura e all’artigianalità peruviane.
Il lungo mese della moda raggiunge il suo acme a Parigi con un calendario fitto e costellato dai nomi delle più grandi maison del lusso, seppur meno popolato rispetto alla scorsa edizione. Questa stagione, infatti - nonostante il calendario sia ancora provvisorio - sono 68 le sfilate e 33 le presentazioni ufficiali, contro le 74 sfilate e le 37 presentazioni della SS26.
E se la stagione precedente è stata caratterizzata da un numero notevole di debutti di nuovi direttori creativi, per questa edizione quelli di cui prendere nota sono solo due: Drew Henry da Courrèges e Kai Nesselrath da Carven. A dare però ulteriore lustro alla fashion week parigina, nonostante l’addio di McQueen, ci sono i ritorni di Valentino e di Maison Margiela che insieme a Louis Vuitton, Chanel, Miu Miu, Saint Laurent, Dior sapranno chiudere in bellezza quel grande sogno chiamato moda.
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