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Entertainment01 ottobre 2026

Anne Hathaway va in maternità. Ecco perché lascia al pubblico la versione "cattiva" di sé

L'attrice ha annunciato che prenderà il congedo di maternità, sfoggiando l'ultimo look da red carpet con il pancione alla première newyorkese di Verity. Nel film in uscita, la “brava ragazza” di Hollywood diventa una presenza ambigua, magnetica e potenzialmente pericolosa
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Di Marta Perego

Anne Hathaway alla prima del film “Verity”, New York City - Credits Getty Images
Anne Hathaway alla prima del film “Verity”, New York City - Credits Getty Images

A 43 anni, incinta del terzo figlio dal marito Adam Shulman, l’attrice ha chiuso un 2026 densissimo con la première newyorkese di Verity sfoggiando l'ultimo look da red carpet con il pancione: un abito a sirena firmato Atelier Prabal Gurung senza spalline e con scollo a cuore, che avvolgeva la pancia con raffinato pizzo nero, ricami floreali e cristalli. Un altro momento cult della sua gravidanza. L'attrice ha raccontato di averla vissuta serenamente e di essere finalmente pronta a prendersi una pausa dal lavoro per il resto dell’anno. Una pausa che arriva dopo cinque film usciti in dodici mesi, tra cui due dei più grandi incassi del 2026, Il diavolo veste Prada 2 e Odissea, e in uno dei momenti più felici della sua carriera. Perché a più di vent’anni da Pretty Princess e dopo un Oscar, Anne Hathaway continua a cambiare pelle, passando dalla commedia romantica al cinema d’autore, dalla moda al thriller.

Verity: scrittrici, segreti e ossessioni

In Verity, nelle sale italiane dal 1° ottobre, Hathaway è Verity Crawford, celebre scrittrice di bestseller che dopo un grave incidente non può più camminare né parlare.

A entrare nella sua casa è Lowen Ashleigh, interpretata da Dakota Johnson, scrittrice in difficoltà economiche scelta per completare la fortunata serie di romanzi di Verity. Ad accoglierla ci sono il marito Jeremy, interpretato da Josh Hartnett, il figlio Crew e soprattutto una casa piena di silenzi e segreti. Perché nello studio di Verity, Lowen trova uno scritto privato. Pagine che sembrano raccontare una versione molto più inquietante della donna immobile sulla sedia a rotelle e delle tragedie che hanno colpito la sua famiglia.

È davvero una confessione? O soltanto un'altra storia? Tratto dal bestseller di Colleen Hoover, diventato un fenomeno anche grazie a BookTok, Verity prende gli ingredienti classici del thriller domestico - la casa isolata, il matrimonio misterioso, l'estranea che entra negli equilibri familiari - e li trasforma in un gioco continuo tra realtà e finzione, verità e manipolazione, attrazione e sospetto. Per Hathaway è anche il secondo incontro con il regista Michael Showalter, che l’aveva già diretta in The Idea of You. Ma se lì era una donna che provava a concedersi una seconda possibilità sentimentale, qui diventa una presenza ambigua, magnetica e potenzialmente pericolosa.

Josh Hartnett, Dakota Johnson, Anne Hathaway alla prima del film “Verity”, New York City - Credits Getty Images
Josh Hartnett, Dakota Johnson, Anne Hathaway alla prima del film “Verity”, New York City - Credits Getty Images

Da principessa a premio Oscar

E pensare che per moltissimi Anne Hathaway resterà sempre la ragazza spettinata che nel 2001 scopre improvvisamente di essere una principessa.Pretty Princess la trasforma a diciotto anni in una star e Il diavolo veste Prada, cinque anni dopo, in un volto globale. Andy Sachs, i look impossibili, Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly: il film diventa uno dei cult assoluti degli anni Duemila. Ma Hathaway comincia presto a cercare personaggi molto lontani dalla commedia romantica. Ang Lee la dirige in Brokeback Mountain, Christopher Nolan la trasforma in Catwoman neIl cavaliere oscuro - Il ritorno. E nel 2012 arriva Les Misérables: per interpretare Fantine perde peso, si taglia realmente i capelli davanti alla macchina da presa e canta dal vivo sul set. Una trasformazione che le vale l’Oscar come migliore attrice non protagonista.

Anne Hathaway nei panni di Andy Sachs in The Devil Wears Prada 2 - Credits AGF
Anne Hathaway nei panni di Andy Sachs in The Devil Wears Prada 2 - Credits AGF

Da “Hathahate” a icona fashion

Ma proprio nel momento del massimo successo succede qualcosa di paradossale: Hollywood sembra improvvisamente stancarsi di Anne Hathaway. Nasce persino un acronimo, “Hathahate”, per descrivere l'ondata di antipatia che la travolge online. Le viene rimproverato praticamente tutto: essere troppo perfetta, troppo preparata, troppo entusiasta. Per qualche anno Hathaway si allontana dal centro della scena. Poi torna, ma con un'immagine diversa.

Film come Interstellar, Ocean's 8 e, negli ultimi anni, The Idea of Youaccompagnano una seconda fase della sua carriera. E contemporaneamente succede qualcosa anche fuori dal cinema: Anne Hathaway diventa una delle presenze più osservate della moda internazionale, protagonista delle sfilate e dei red carpet, capace di giocare anche con la nostalgia dei suoi personaggi più famosi. Quella ragazza che neIl diavolo veste Prada doveva ancora imparare a vestirsi è diventata, vent'anni dopo, un’icona di stile. Consacrata da questo 2026 carico di successi, segnati dal ritorno di una Andy Sachs ancora più glamour e consapevole di se stessa.

Anne Hathaway alla prima del film “Verity”, New York City - Credits Getty Images
Anne Hathaway alla prima del film “Verity”, New York City - Credits Getty Images

Il momento di fermarsi

Ora però, dopo un anno trascorso tra set, première e gravidanza, Hathaway si ferma. Lei e Adam Shulman sono già genitori di Jonathan e Jack e hanno deciso di non rivelare pubblicamente il sesso del terzo figlio. Alla première di Verity, Hathaway ha raccontato di sentirsi fortunata: la gravidanza è stata relativamente tranquilla e adesso può finalmente iniziare il congedo di maternità. Una pausa, non certo un addio. Perché se c'è una cosa che Anne Hathaway ha dimostrato in venticinque anni di carriera è che la principessa di Hollywood ha imparato da tempo a scegliersi da sola il prossimo capitolo. Dando a tutte una lezione: bisogna imparare a prendersi i propri tempi.

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