Di Serena Savardi
C’è stato un tempo in cui le tendenze della moda ruotavano esclusivamente attorno a Parigi, Milano e New York, oggi, invece, la bussola di chi predilige uno stile minimalista, casual e “sbadatamente” classico sembra puntare più a Nord, verso Copenaghen, Oslo e Stoccolma.Stiamo parlando dello stile scandinavo, o meglio dello scandi style come lo chiamano gli addetti ai lavori, oggi diventato un linguaggio estetico capace di mettere d’accordo essenzialità e personalità, daywear, eleganza e comfort, estate e inverno, dando vita a look apparentemente spontanei che, in realtà, sono costruiti con estrema precisione.
Nato dall’incontro tra il design nordico e una filosofia più consapevole del vestire, lo stile scandinavo ha saputo trasformare la semplicità in un elemento di desiderio costruendo un’immagine sofisticata e spontanea che segue delle regole ben precise.
La prima è quella di investire in un guardaroba di grande qualità fatto da pochi pezzi capaci di vivere attraverso più combinazioni, piuttosto che inseguire i trend del momento. Tra i capi passepartout di questo guardaroba si annoverano almeno un blazer dalle proporzioni perfette, un maglione e una camicia oversize, un paio di jeans dal taglio rilassato o mum-fit, una T-shirt bianca di eccellente fattura, mocassini e ballerine.
La seconda regola si riassume in una parola: layering, ovvero la sovrapposizione di capi leggeri come camicie in popeline ampie spesso azzurre e rigorosamente lasciate aperte sopra un top a costine o infilate solo parzialmente nei pantaloni, maglioni adagiati sulle spalle e trench che convivono con il tutto quasi fossero un accessorio da portare a spasso più che un capospalla vero e proprio.
La terza regola invece ci parla di minimalismo e si esprime attraverso una palette cromatica ben precisa e “insensibile” ai trend di stagione: bianco ottico, panna, burro, grigio melange, sabbia, cioccolato, nero e blu navy costituiscono la base del guardaroba mentre agli accessori semplici e mai invadenti vengono concesse nuance più vivaci.
Anche i gioielli sono pochi e vengono utilizzati laddove c’è bisogno di porre l’attenzione come sulle mani curate ma prive di smalti e su decolletè scoperti ma mai volgari enfatizzati solo da collane sottili da sovrapporre con eleganza.
Negli ultimi anni Copenhagen è diventata dunque l’epicentro di questa rivoluzione estetica che in un certo senso è anche culturale, il merito non è solo della sua fashion week che va in scena quando tutti sotto l’ombrellone scrollano il feed di Instagram, ma soprattutto grazie anche a una generazione di designer, autrici, fashion editor e blogger che propongono una moda in cui innovazione, sostenibilità e creatività convivono.
Tra loro la stylist e fashion icon Pernille Teisbaek che in un decennio è diventata il punto di riferimento di un certa eleganza discreta, o Emili Sindlev che ha fatto del tailoring un vero e proprio statement, o ancora Annabel Rosendahl che ha dimostrato che non importa essere bionde per matchare alla perfezione con questa tendenza estetica.
E in attesa di vederle in front row da Miu Miu o da Chloè, il prossimo appuntamento con certe icone dello scandi style è nella capitale danese dal 3 al 7 agosto, dove la kermesse dedicata alla moda nordeuropea raggiunge la sua ventesima edizione rappresentando uno degli appuntamenti diventato un modello di responsabilità ambientale ed eleganza osservato dall’intera fashion industry.
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