Più che una semplice giornalista di moda e cinema, come lei si definisce, Michela Gattermayer è un’icona del fashion journalism italiano. Un vero mito tra gli addetti ai lavori che dagli anni 80 e in oltre quarant’anni di carriera ha contribuito a plasmare un certo modo di raccontare la moda. Libera, ironica e poco incline alle convenzioni, è stata lei a ideare e dirigere il leggendario Velvet, uno degli esperimenti più cool e avant-garde dell’editoria italiana, una testata di culto che ancora oggi - nonostante non esista più - continua a essere riferimento per un’intera generazione di fashion insider. Un mix di moda, musica, costume e cultura che, a pensarci, assomigliava parecchio anche al suo guardaroba. Un armadio eclettico e diffuso, che pervade i tanti spazi (e le soffitte) del suo meraviglioso appartamento milanese. E che Michela apre in esclusiva per X-Style nella seconda puntata di In Her Closet di Giulia Pacella.
“Ho montagne di jeans, ho montagne di camperos, ho montagne di giacche, ho montagne di occhiali, ho montagne di tutto! Sono un'accumulatrice seriale.” Ecco che l’armadio diventa così il racconto di una vita e di una carriera. Abiti di famiglia che attraversano generazioni - dallo smoking del nonno, rimesso a misura e diventato divisa da sera, all’abito da sposa della mamma, che ha indossato per il suo matrimonio, quattro anni fa - fino a pezzi super speciali come i capi firmati Martin Margiela, Dior e Versace. “È una valanga” di vestiti, ricordi e ossessioni che “potrebbe crollarmi addosso da un momento all'altro!”.
Il fil rouge passa inevitabilmente dal denim: “La base per me è il jeans”. E infatti ne possiede una quantità infinita, non li ha mai contati, ma un’intera stanza della sua casa è dedicata soltanto ad accogliere pile e pile di cinque tasche (vedere per credere!). E di tute, altra sua grande passione, da quelle in stile Seventies a quelle da lavoro: “Mi diverte indossarle oversize e nascondermi dentro. A volte non è male sparire completamente dentro un vestito”.
D'altronde la moda, per Michela Gattermayer, è divertimento e libertà, non dovrebbe mai diventare un esercizio troppo serio. “Secondo me non bisogna troppo filosofeggiare: ti svegli la mattina e può essere divertente vedere come ti vesti”. Un approccio nato da ragazzina: mentre le compagne indossavano pull bon ton e gonne a pieghe, lei girava con camperos giallo canarino comprati da Fiorucci, camicie enormi e giacche di velluto prese dagli armadi di famiglia. Un'attitudine chiara che diventerà a tutti gli effetti una filosofia di vita (e di stile): vestirsi seguendo il proprio istinto più che le regole. “Non esiste il guardaroba perfetto e non esistono errori in assoluto. L’unico errore possibile è non avere consapevolezza di sé, seguendo una tendenza senza capire se ci rappresenta o se funziona sul nostro corpo. Penso che la gente dovrebbe vestirsi come cavolo gli pare”. E se lo dice lei, liberi tutti!
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