Di Giulia Pacella
I like my body when it is with your body. Maria Grazia Chiuri è partita da questa poesia di Edward Estlin Cummings e dall’idea di sensualità per tratteggiare il fil rouge della collezione Fendi Primavera/Estate 2027 e dunque dall’intimo, che è - come dice lei stessa nel video teaser della sfilata - “tra le cose che indossiamo, quella più vicina al nostro corpo”. Una riflessione sul corpo e sulla sua consapevolezza che si intreccia con l’omaggio che MGC rende a Raffaella Carrà: “oltre ad avere un grande senso della moda, aveva una grande percezione del suo corpo e di come voleva apparire agli altri”.
L’artista diventa così la musa da cui si snoda una collezione che mette al centro una femminilità libera e disinvolta, in puro stile Seventies. Un mood che si svela già al photocall degli arrivi delle star con Monica Bellucci che ondeggia sulle note di Prisencolinensinainciusol: era il 1974 quando Adriano Celentano si esibiva nei suoi passi molleggiati assieme al caschetto biondo più iconico della televisione italiana. E Maria Grazia Chiuri torna allo spirito di quell’epoca per abbracciarne il senso di libertà emotiva e restituirci un guardaroba attraversato da un’attitudine disinvolta, senza nessuna regola imposta.
L’intimo, sia maschile sia femminile, diventa così il punto di partenza da cui si snoda l’intera collezione. In una passerella allestita di specchi - ispirata al lavoro di Luciano Fabro Cubo e metafora del moltiplicarsi dei corpi - le modelle sfilano in boxer e bralette di seta bordate di pizzo, sottovesti e romper.
Anche il tailoring perde struttura e si alleggerisce tra gonne a matita e tailleur di pizzo see-through. Il corpo si intravede, si scopre, ma senza compiacimenti: la sensualità sta soprattutto nella naturalezza con cui viene vissuta.
E poi c’è il nero: è la firma di Maria Grazia Chiuri per la maison, la sua tela bianca da cui tutto parte che ha attraversato la collezione couture per continuare a essere protagonista anche della prossima collezione Fendi primavera/Estate 2027. Ma in questo caso perde rigore e austerità per diventare flamboyant, codice cromatico perfetto per esaltare abiti dalle silhouette fluide e longdress da notte.
E poi c’è il denim. Non semplice contrappunto casual, ma letimotiv da portare e interpretare in modi diversi. Il jeans 5 tasche largo si porta con il maxi cappotto redingote, ma anche sotto lunghi abiti da sera di pizzo nero. Infine per chiudere il cerchio: i dettagli che non sono mai “accessori” ma protagonisti assoluti. Tornano i colletti, già ossessione della scorsa stagione, insieme a gambaletti velati, sandali con calzino, pump svettanti con listini incrociati. Le borse si portano anche doppie e la Baguette, moltiplicata negli styling, resta inevitabilmente uno degli oggetti del desiderio.
È la celebrazione di una donna libera, consapevole e disinvolta nel vivere la propria sensualità. Libera di vestirsi come vuole, di mescolare i codici e sovvertire le regole. Come Raffaella Carrà, riferimento della collezione e simbolo di una femminilità che ha fatto della libertà una rivendicazione di indipendenza, di vita e di pensiero.
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