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living03 ottobre 2026

Il nuovo lusso del vino? Berlo prima che arrivi in bottiglia

Dalla vendemmia al barrel tasting, dalle anfore di terracotta alle barricaie sotterranee: sette tenute italiane dove il wine travel di lusso porta dietro le quinte. Là dove il vino sta ancora prendendo forma
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Di Giuditta Avellina

Cantina Antinori nel Chianti Classico - Courtesy Press Office
Cantina Antinori nel Chianti Classico - Courtesy Press Office

Il vino di fascia alta di solito si incontra quando è già successo quasi tutto: vendemmia, fermentazione, affinamento, assemblaggio. Poi arrivano la bottiglia, l’etichetta, l’annata e il prezzo. Il wine travel più interessante, invece, prova ad arrivare prima. Nei filari, nelle barricaie, davanti alle anfore, durante un assaggio dalla botte o dentro una cantina ancora in piena attività. Il lusso, qui, non è necessariamente bere il vino più costoso, ma farne esperienza nel momento in cui sta ancora diventando ciò che sarà.

Rosewood Castiglion del Bosco: il Brunello comincia nei filari. Montalcino (Siena)

A Montalcino, in provincia di Siena, Rosewood Castiglion del Bosco porta il racconto del Brunello direttamente nei filari. Durante la stagione della vendemmia, a settembre, la Harvest Experience permette agli ospiti di partecipare alla raccolta del Sangiovese con guanti e cesoie e di seguire poi il percorso dell’uva, dalla selezione alla fermentazione. È uno dei pochi momenti in cui il confine tra ospite e lavoro della tenuta diventa sottilissimo: prima si raccoglie, poi si entra in cantina e infine si torna al bicchiere.

L’esperienza si conclude con la degustazione di quattro vini, tra cui una vecchia annata di Brunello di Montalcino scelta per l’occasione. Il contrasto è quasi perfetto: da una parte l’uva appena staccata dalla pianta, dall’altra un vino che ha già attraversato anni di evoluzione. Più che una semplice degustazione, è un modo per vedere contemporaneamente l’inizio e il possibile punto d’arrivo dello stesso racconto.

Courtesy Press Office
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Borgo San Felice: si assaggia dalla botte. Castelnuovo Berardenga (Siena)

A Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, Borgo San Felice porta il concetto ancora più vicino al vino in divenire. Tra le esperienze della cantina c’è il barrel tasting, l’assaggio del vino durante il suo percorso di affinamento direttamente dalla botte. È un gesto apparentemente semplice, ma cambia completamente la prospettiva. Nel bicchiere non arriva soltanto il prodotto finito: si può incontrare il vino mentre sta ancora evolvendo e confrontarlo idealmente con ciò che diventerà. Poi c’è la Wine Library, dove la direzione del tempo si rovescia e protagoniste diventano le annate già maturate. Il contesto fa il resto.

San Felice non è semplicemente una cantina affiancata da un hotel: è un antico borgo del Chianti Classico trasformato in un raffinato albergo diffuso, parte di Relais & Châteaux. Si dorme tra edifici in pietra e vigneti, si entra nelle cantine che corrono sotto il borgo e si resta immersi nello stesso paesaggio anche dopo la degustazione. È qui che il concetto di wine resort trova forse la sua forma più compiuta: non visitare semplicemente il luogo in cui nasce un vino, ma abitarlo per qualche giorno.

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Antinori: la barricaia sotto i piedi. Bargino (Città Metropolitana di Firenze)

A Bargino, frazione di San Casciano in Val di Pesa nella Città Metropolitana di Firenze, la Cantina Antinori nel Chianti Classico trasforma anche l’architettura in parte dell’esperienza. La struttura entra nella collina fino quasi a scomparire nel paesaggio e, una volta dentro, costruisce un rapporto continuo tra ciò che viene degustato e gli spazi in cui il vino nasce e riposa. Accanto ai tour della cantina sono disponibili anche esperienze private e tailor-made su prenotazione.

Una delle formule più suggestive porta nella sala di degustazione sospesa sulla barricaia, dove protagonisti sono Tignanello e Solaia. Sopra, due delle etichette più celebri della famiglia. Sotto, le botti e il tempo necessario perché altri vini continuino il proprio percorso. C’è poi un itinerario che collega la cantina contemporanea di Bargino con le cantine storiche di Badia a Passignano. Le ventisei generazioni della famiglia Antinori smettono così di essere soltanto un dato genealogico e diventano qualcosa che si può attraversare fisicamente: due luoghi, due epoche e modi diversi di raccontare lo stesso rapporto con il vino.

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Ca’ del Bosco: la “spa” per l’uva. Erbusco (Brescia)

A Erbusco, in provincia di Brescia, nel cuore della Franciacorta, Ca’ del Bosco racconta il backstage del vino anche attraverso la tecnologia. Dal 2008 la cantina utilizza un sistema esclusivo di lavaggio e asciugatura delle uve prima della pressatura, pensato per eliminare impurità e residui dai grappoli. La casa lo ha trasformato quasi in un’immagine pop chiamandolo “Spa del grappolo”. Il nome può far sorridere, ma dietro c’è un principio estremamente serio: intervenire con precisione sulla materia prima ancora che diventi mosto. È uno degli esempi più efficaci di quanto la produzione contemporanea possa essere molto diversa dall’immaginario romantico della vendemmia.

Il vino nasce anche da selezione, ricerca e tecnologia. La visita continua poi attraverso barricaie e caveau storici, cunicoli sotterranei, arte contemporanea e spazi immersivi fino alla Cupola. Le opere compaiono lungo il percorso senza creare una vera separazione fra cantina e collezione. E così, prima ancora del Franciacorta nel calice, si vede tutto quello che normalmente rimane nascosto dietro una bottiglia già perfettamente vestita.

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Il Borro: dodici mesi nella terracotta. San Giustino Valdarno (Arezzo)

A San Giustino Valdarno, nel comune di Loro Ciuffenna in provincia di Arezzo, Il Borro racconta il tempo del vino attraverso l’anfora. Petruna, Sangiovese in purezza, viene vinificato esclusivamente in anfore di terracotta dell’Impruneta. La macerazione sulle bucce dura dodici mesi: un anno in cui vino, argilla e micro-ossigenazione lavorano insieme prima del risultato finale. È uno dei passaggi più affascinanti da osservare perché riporta in primo piano una tecnica antichissima usando un linguaggio assolutamente contemporaneo.

Le Wine Experiences della tenuta attraversano vigneti e cantina, la Galleria Vino & Arte e la vecchia barricaia, e possono essere costruite anche attraverso itinerari tailor-made. Poi si torna all’aperto e ci si ritrova dentro un borgo millenario circondato dalla tenuta. Il Borro fa parte di Relais & Châteaux e permette di prolungare l’esperienza dormendo nelle suite del borgo, nelle dimore storiche o nelle ville della proprietà. Qui il wine resort non è una scenografia costruita intorno alla degustazione: il vino viene realmente prodotto a pochi passi dalle camere e l’ospitalità diventa un altro modo per restare dentro il ritmo della tenuta.

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Ornellaia: quando la visita comincia al tramonto. Bolgheri (Livorno)

A Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci in provincia di Livorno, anche l’orario può cambiare il modo di vivere una cantina. L’Ornellaia Wine Dinner comincia al tramonto. Il percorso attraversa i vigneti, le opere legate a Vendemmia d’Artista e gli spazi della cantina, per arrivare alla cena quando il ritmo delle visite diurne ha ormai lasciato posto a un’atmosfera completamente diversa. La barricaia custodisce nei legni di rovere francese i vini destinati a proseguire il proprio percorso.

Poco più avanti, l’Archivio Storico conserva invece le annate di Ornellaia. Ancora una volta i due tempi del vino finiscono così uno accanto all’altro: ciò che continua a evolvere e ciò che ha già avuto anni per raccontare la propria annata. Per chi vuole concentrarsi proprio sul rapporto con il tempo c’è anche la Vintage Experience, costruita attorno a una degustazione verticale. Ma forse l’immagine più affascinante resta un’altra: fuori cala la luce su Bolgheri mentre, dentro la cantina, il vino continua semplicemente a fare ciò che fa da sempre ovvero aspettare.

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Tenuta San Leonardo: il vino che riposa sottoterra. Avio (Trento)

Ad Avio, in provincia autonoma di Trento, Tenuta San Leonardo racconta la produzione quasi per stratificazioni. Nell’antica cantina di fermentazione si trovano vasche di cemento realizzate dopo la Prima Guerra Mondiale. Qui i vini rossi fermentano spontaneamente, senza l’impiego di lieviti selezionati. Poi il percorso scende. La barricaia sotterranea, realizzata nel 2001, custodisce i vini destinati all’affinamento.

Per il San Leonardo, nello specifico, l’affinamento dura ventiquattro mesi: il 70% in barriques e il 30% in tonneaux di rovere francese. Anche alcune delle cantine sotterranee più antiche della tenuta sono state riportate in uso, con grandi vasche dedicate agli assemblaggi. Qui la storia non è quindi soltanto lo sfondo della visita: continua a partecipare alla produzione. Le visite sono guidate e su prenotazione e possono essere completate con l’assaggio di una vecchia annata di San Leonardo. Ancora una volta presente e passato finiscono nello stesso percorso: sottoterra il vino continua a maturare, mentre nel bicchiere si può scoprire ciò che anni di attesa hanno già trasformato.

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