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living08 settembre 2026

Non solo design: a settembre è tempo anche di vintage, antiquariato e collezionismo

A settembre il design contemporaneo attraversa città, discipline e culture, esce dai padiglioni per entrare nei palazzi e occupare le strade, da Parigi a Londra, da Como a Valencia. Corre verso il futuro, ma intanto torna a guardare indietro. Parola d'ordine: movimento
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Di Patrizia Piccinini

Le Grand Bouquet, installazione monumentale di Uchronia nella Rotonda del Palais d’Antin, trasforma i motivi floreali dello spazio in un gigantesco fiore contemporaneo - Courtesy Maison&Object
Le Grand Bouquet, installazione monumentale di Uchronia nella Rotonda del Palais d’Antin, trasforma i motivi floreali dello spazio in un gigantesco fiore contemporaneo - Courtesy Maison&Object

C’è una parola che ritorna, quasi ostinatamente, nel settembre 2026: movimento. A Parigi è Pulse in Motion, il tema scelto da Maison&Objet; pochi giorni dopo, la Paris Design Week rilancia con Design in Motion. A Londra il Global Design Forum costruisce il proprio programma attorno a Worlds in Motion. A Como la parola cambia, Confine, ma l’idea resta: una linea da attraversare, una soglia, un punto di passaggio. Il design di settembre racconta così meno l’oggetto finito e più quello che gli sta intorno: il cambiamento, lo scambio, il tempo, la città.

Parigi lo mette in scena, Londra lo discute, Como lo trasforma in esperienza, Valencia lo porta verso la produzione. E proprio quando sembra arrivato alla fine del percorso, il tempo cambia direzione. Perché nella progettazione il tempo raramente procede in linea retta: torna, recupera, trasforma. E compie il movimento opposto: torna indietro. Settembre è anche il mese in cui mobili, oggetti e arti decorative del passato rientrano nel circuito del desiderio, tra vintage, collezionismo e antiquariato.

Il battito: Parigi, 10-19 settembre

Si parte dalle fiere. Nella ville lumière il movimento ha un nome preciso. Dal 10 al 14 settembre Maison&Objet presenta Pulse in Motion, nuovo capitolo dedicato alla ricerca e all’energia contemporanea, sviluppato con l’agenzia di trend forecasting NellyRodi. Al centro c’è una creatività collettiva capace di reagire a un mondo frammentato. A tradurla nello spazio è Masquespacio, studio valenciano scelto come ambassador dell’edizione, autore dell’identità visiva e di Feel the Shift, installazione immersiva nella Hall 6. Poi il movimento esce dai padiglioni.

Dal 10 al 19 settembre la Paris Design Week distribuisce mostre, installazioni, gallerie e showroom nei diversi quartieri della città. Il design si scopre camminando: da un edificio all’altro, da una galleria a un luogo storico. Tra gli appuntamenti, The Reprise of the Bastille, con 196 bandiere realizzate a partire da abiti usati e installate intorno alla Colonna di Luglio, e il Time Pavilion di Wu Bin nel Jardin du Palais-Royal, dove il tempo diventa una questione di luce e ombra.

Da sinistra: Astre Mobile, ideata da Antoine Tauvel per Maison Lacmé, trasforma un’auto trasparente in una scenografica Art Car, tra materiali preziosi e savoir-faire artigianale francese - Courtesy Maison&Objet; La Machine, di Multiplié, è una scatola interattiva che trasforma l’inutilità in gioco, tra suoni casuali, movimenti imprevedibili e una personalità unica per ogni esemplare - Courtesy Maison&Objet
Da sinistra: Astre Mobile, ideata da Antoine Tauvel per Maison Lacmé, trasforma un’auto trasparente in una scenografica Art Car, tra materiali preziosi e savoir-faire artigianale francese - Courtesy Maison&Objet; La Machine, di Multiplié, è una scatola interattiva che trasforma l’inutilità in gioco, tra suoni casuali, movimenti imprevedibili e una personalità unica per ogni esemplare - Courtesy Maison&Objet

La soglia: Como, 12-20 settembre

A Como il movimento rallenta. Quasi scompare. L’ottava edizione del Lake Como Design Festival sceglie Confine come tema: una frontiera intesa come punto d’incontro, spazio di tensione e trasformazione, luogo in cui qualcosa finisce e qualcos’altro comincia. La novità è Villa Saporiti, edificio tardo settecentesco appena restaurato, con la pianta centripeta e la grande sala d’onore ellittica, che ospita per la prima volta il festival. Qui torna la Contemporary Design Selection, curata da Giovanna Massoni, mentre Villa del Grumello resta uno degli altri punti del percorso. Il resto accade nella città: atelier, cortili, palazzi e luoghi normalmente sottratti allo sguardo pubblico diventano tappe di una geografia temporanea. A Como il movimento è quello dello spettatore. Per vedere il design bisogna attraversare la città.

Da sinistra: Atto Puro, al Conservatorio di Como, unisce musica elettronica e design sonoro nel sistema Cosmos di Ultrapresent, per riportare in scena un’opera di Giusto Pio prodotta da Franco Battiato; Future in the Past, a Villa del Grumello per Lake Como Design Festival, mette in dialogo memoria, archivi e design contemporaneo, trasformando il passato in una risorsa per il futuro - Courtesy Lake Como Design Festival
Da sinistra: Atto Puro, al Conservatorio di Como, unisce musica elettronica e design sonoro nel sistema Cosmos di Ultrapresent, per riportare in scena un’opera di Giusto Pio prodotta da Franco Battiato; Future in the Past, a Villa del Grumello per Lake Como Design Festival, mette in dialogo memoria, archivi e design contemporaneo, trasformando il passato in una risorsa per il futuro - Courtesy Lake Como Design Festival

L’infrastruttura: Londra, 12-20 settembre

A Londra la stessa intuizione cambia scala. Dal 12 al 20 settembre il London Design Festival torna a distribuire il design nella città attraverso undici Design District, senza un unico centro. Il cuore teorico è il Global Design Forum, al Victoria and Albert Museum dal 12 al 14 settembre, curato da Rhiarna Dhaliwal. Il tema, Worlds in Motion, mette in relazione culture, tecnologie, tradizioni e nuovi modi di progettare.

Soul e The Point of Unity, di Mykola Kabluka, portano la luce negli spazi di St Paul’s per il London Design Festival, tra partecipazione, tecnologia e riflessioni su unità, speranza e comunità - Courtesy London Design Festival
Soul e The Point of Unity, di Mykola Kabluka, portano la luce negli spazi di St Paul’s per il London Design Festival, tra partecipazione, tecnologia e riflessioni su unità, speranza e comunità - Courtesy London Design Festival

Qui il movimento assume quasi una dimensione politica: il mondo cambia e il design deve imparare a muoversi dentro il cambiamento. Accanto ai talk, Londra diventa laboratorio. Reflection of the Mind, a Somerset House, mette insieme artigiani e designer internazionali; Craft x Tech - Tokai Project crea invece un dialogo tra sei designer internazionali e sei maestri artigiani giapponesi della regione del Tokai. Tecnologia e tradizione cambiano così posizione. Da opposti diventano parti dello stesso percorso.

La "Forest of Us", un'installazione a labirinto specchiato creata dall'artista britannica Es Devlin, tra le protagoniste dei dibattiti, che quest'anno è la star di Homo Faber a Venezia - Courtesy Es Devlin
La "Forest of Us", un'installazione a labirinto specchiato creata dall'artista britannica Es Devlin, tra le protagoniste dei dibattiti, che quest'anno è la star di Homo Faber a Venezia - Courtesy Es Devlin

Dove il movimento si deposita: Valencia, 10 settembre-15 ottobre

Poi arriva Valencia. E qui il movimento cambia stato. Il València Design Fest, dal 10 settembre al 15 ottobre, attraversa la città con mostre, percorsi e incontri e porta quest’anno la Polonia come paese ospite. Dal 28 settembre al 1° ottobre entra in scena Feria Hábitat València, insieme a Textilhogar, Espacio Cocina SICI e 360 by Cevisama. È il momento in cui il design si condensa. Dopo aver attraversato città, idee e linguaggi, torna alla materia, alla produzione, al mercato.

Anche qui, però, il futuro resta in movimento: nude, la piattaforma dedicata ai talenti emergenti, mette in relazione nuove generazioni di designer e industria. È il punto della fiera in cui il prodotto ancora non esiste, ma comincia a prendere forma. E c’è una coincidenza che chiude il percorso quasi perfettamente. Masquespacio, lo studio valenciano che apre settembre a Parigi firmando Pulse in Motion e Feel the Shift, ha la propria sede proprio qui. Forse è questo il vero segnale di settembre 2026. Il design ha smesso di stare fermo. Si sposta tra discipline, città e culture. Esce dai padiglioni, entra negli edifici, attraversa le strade, mette in discussione i propri confini e alla fine torna all’oggetto. Solo che l’oggetto è l’ultimo passaggio di un movimento cominciato molto prima.

Da sinistra: Ciment Studio porta a Feria Hábitat Valencia 2026 un linguaggio più organico e cromatico, tra forme curve, microcemento artigianale e nuove soluzioni di arredo e illuminazione - Courtesy Hábitat Valencia; Il piazzale di Feria Valencia, grande spazio all’aperto che accompagna gli edifici fieristici, diventa una naturale estensione dell’architettura e degli eventi che animano il complesso - Courtesy Wiki Commons
Da sinistra: Ciment Studio porta a Feria Hábitat Valencia 2026 un linguaggio più organico e cromatico, tra forme curve, microcemento artigianale e nuove soluzioni di arredo e illuminazione - Courtesy Hábitat Valencia; Il piazzale di Feria Valencia, grande spazio all’aperto che accompagna gli edifici fieristici, diventa una naturale estensione dell’architettura e degli eventi che animano il complesso - Courtesy Wiki Commons

La memoria torna sul mercato

Mentre il design contemporaneo accelera, il mercato compie il movimento opposto: torna indietro. Una seconda geografia del design corre parallela alle design week. Meno interessata alla novità, molto attenta alla provenienza, alla qualità, alla possibilità che un oggetto continui a parlare: vintage, collezionismo e antiquariato. A Parigi il calendario del collezionismo si apre con Parcours des Mondes, dall’8 al 13 settembre, la grande manifestazione internazionale dedicata alle arti extraeuropee, con le gallerie specializzate riunite nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés.

Dal 19 al 23 settembre arriva invece Fine Arts Paris, già FAB Paris, al Grand Palais: un dialogo tra arti decorative storiche, antiquariato e collezionismo contemporaneo. A Londra il passaggio è ancora più evidente. Dal 29 settembre al 4 ottobre, mentre la stagione del London Design Festival si avvia alla conclusione, The Decorative Fair Autumn torna a Battersea Park.

La serie di lampade scultoree Kataginu nasce dalla collaborazione tra la designer Bethan Laura Wood e il marchio giapponese di tintura Suzusan, nell’ambito del progetto Craft x Tech - Courtesy London Design Festival
La serie di lampade scultoree Kataginu nasce dalla collaborazione tra la designer Bethan Laura Wood e il marchio giapponese di tintura Suzusan, nell’ambito del progetto Craft x Tech - Courtesy London Design Festival

Antiquariato, design, arte e interni da collezione entrano nello stesso spazio. Il passato viene scelto, combinato, reinterpretato. In Italia, il grande appuntamento è Firenze. Dal 26 settembre al 4 ottobre Palazzo Corsini ospita la XXXIV BIAF, Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, uno degli appuntamenti più importanti del mercato dell’arte italiana.

Da sinistra: Una foto di archivio della XXXIV BIAF, Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze a Palazzo Corsini - Courtesy Biaf; La scenografia di Fine Arts Paris 2026 negli spazi del Grand Palais progettata da Charles Zana, famoso architetto interior designer e curatore francese - Courtesy Fine Arts Paris
Da sinistra: Una foto di archivio della XXXIV BIAF, Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze a Palazzo Corsini - Courtesy Biaf; La scenografia di Fine Arts Paris 2026 negli spazi del Grand Palais progettata da Charles Zana, famoso architetto interior designer e curatore francese - Courtesy Fine Arts Paris

Poi c’è un appuntamento più popolare, e forse proprio per questo interessante: il Salon du Vintage di Tolosa, il 26 e 27 settembre al Grand Marché d’Intérêt National. Mobili di design, moda, vinili, veicoli d’epoca e oggetti vintage riportano il modernariato alla sua dimensione più istintiva: cercare, riconoscere, trovare il pezzo giusto. Sono mercati molto diversi, ma raccontano la stessa trasformazione. Un oggetto del passato può uscire dalla propria epoca, cambiare casa, proprietario e contesto, e tornare a essere contemporaneo.

Il design, a questo punto, cambia ancora direzione. Non corre verso il futuro: circola nel tempo. Ed è forse questo l’altro movimento di settembre. Mentre le design week cercano ciò che ancora deve accadere, il mercato del vintage e del modernariato dimostra che il futuro può avere anche cinquant’anni. Perché il design non segue una linea retta. Torna, recupera, trasforma. E rimette in circolo ciò che sembrava già accaduto.

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