Di Simona Peverelli
Pezzi della storia e dello stile nostrano, fatti di idee, talento e tessuti. La cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 nel ribattezzato Milano San Siro Olympic Stadium è stata anche questo: un racconto emotivo e visivo, portato avanti dalle star internazionali presenti sul palco. E in questo impianto scenografico ideato da Marco Balich non sono andate in scena solo le coreografie collettive, le performance soliste, le musiche originali e le immagini simboliche; cantanti e attori hanno reso il proprio omaggio attraverso un’estetica precisa, simbolica, carica di significato; fatta ora di abiti lunghi, ora di completi discreti o di look sorprendenti.
Ad aprire la serata una Matilda De Angelis in veste di direttrice di un’orchestra di musica e colori, le tre tinte primarie che colano dall’alto e da cui prende forma un caleidoscopio in movimento. Lei veste in nero; sembra severa ed elegante, ma con quella cresta lucente che ondeggia sopra le sue spalle spiega che il classico intramontabile di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini può convivere con il guizzo delle hit di Raffaella Carrà. Un'idea del costumista Massimo Cantini Parrini.
Stesso designer ma idea diversa per il viaggio nel tempo di Sabrina Impacciatore, dagli Anni 30 al futuro dei Giochi. L’attrice, diventata celebre negli USA per il personaggio di Valentina in The White Lotus, si muove dentro una tuta metallizzata, sincronizzata con un nutrito gruppo di ballerini in tenuta da sci Anni 80. A metà tra fantascienza e vecchio varietà. Un cortocircuito di codici che si traduce nel no sense di Adriano Celentano Prisencolinensinainciusol. Un viaggio nel tempo in Lycra oro e argento che per qualche minuto rompe l’”Armonia” pensata da Marco Balich.
Ma ad inaugurare ufficialmente lo show della cerimonia per i Giochi Olimpici Invernali 2026 è Mariah Carey, la popstar che aveva suo malgrado già anticipato con un video delle prove circolato sui social il suo omaggio alla canzone italiana. La diva icona del pop mondiale interpreta Volare di Domenico Modugno, indossando un abito bianco di Fausto Puglisi, direttore creativo di Roberto Cavalli, in perfetto stile Mariah: bustier dalla silhouette aderente con strascico a sirena in raso, ispirato all'iconica stampa d'archivio Ray of Gold, interamente ricamato con decorazioni Swarovski color cristallo e con spalline a catena in argento cristallizzato. Una lunga stola in piume di struzzo trasforma definitivamente la pop star in una perfetta regina delle nevi. E degni di una regina sono anche i gioielli che indossa: una parure - da 15 milioni di dollari - in platino, impreziosita da 306 carati di diamanti taglio smeraldo, tutto firmato Levuma.
In una serata così importante non poteva mancare l’omaggio (già annunciato) a Giorgio Armani, che non solo aveva firmato con EA7 Emporio Armani le divise olimpiche e paralimpiche, ma allo sport e alla città di Milano che ospita i Giochi era profondamente legato. Così sul palco di San Siro va in scena per lui una sfilata evento: un esercito di modelle in tailleur con giacca destrutturata e pantaloni scivolati nei tre colori della bandiera italiana, disegnati dallo stilista proprio per questa occasione prima di morire. A chiudere, la modella Vittoria Ceretti, che con un abito bianco e casto con maniche lunghe, spalle strutturate e collo alto porta il Tricolore.
In mezzo al bianco, al rosso e al verde compare sul palco Laura Pausini, con l’ultimo messaggio da lanciare a Re Giorgio. Un abito firmato Armani Privè, nero, con le braccia coperte da maniche lunghe ma con le spalle in vista bordate da applicazioni d’argento, scelto per la prova più difficile di questa serata: cantare l’Inno di Mameli a San Siro. Uno stadio che l’artista è abituata riempire con i suoi fan, ma su cui adesso sono puntati gli occhi di tutto il mondo. Così i colori e i tessuti diventano vibrazione e movimento, in un riconoscimento collettivo all’eleganza senza tempo di uno dei suoi protagonisti più celebrati.
Così la serata prosegue come un racconto corale dell’Italia, dalle sue radici e alla sua contemporaneità, capace di parlare al mondo attraverso una lingua universale. Come universale è il linguaggio della discrezione, quello scelto dai protagonisti maschili della serata. Pierfrancesco Favino recita L’infinito di Leopardi dentro un cappotto con maxi revers dal sapore retrò. Un’ode alla discrezione, che è un modo di vestire lo stile intramontabile.
Andrea Bocelli, uno degli artisti italiani più conosciuti all'estero già protagonista ai Giochi di Torino 2006, canta Nessun Dorma di Giacomo Puccini - a sua volta uno dei pezzi di musica classica più noti e riconoscibili in ogni angolo del pianeta. Lo fa in mezzo all’orchestra, quasi a voler scomparire dietro e dentro la musica, in un completo nero impeccabile, pantalone e dolcevita, senza orpelli.
Dopo di loro – accompagnato nei giorni scorsi da qualche polemica - Ghali, il ragazzo di origini tunisine nato nella periferia milanese. Si muove circondato da un corpo di ballo che sembra lo voglia inghiottire con le sue mise spaziali, per poi farlo riemergere, di bianco vestito, un completo leggero camicia-pantalone che pare arrivare dalla luna. Una interpretazione della contemporaneità che legge l’armonia come spazio di connessione tra identità, culture, lingue diverse e generazioni.
Dopo la luna, la stella. Il colpo di scena Charlize Theron, non annunciata ufficialmente, ma comparsa come una visione sotto il cielo di Milano. Il suo è un monologo dedicato alla pace e alla convivenza tra i popoli. “La pace non è solo assenza di conflitti” è molto di più. Il messaggio arriva attraverso le parole tratte da un discorso di Nelson Mandela alla Global Convention on Peace and Non-Violence di New Delhi del 2004, ma anche attraverso i dettagli. Quel cut out a forma di cuore che disegna la scollatura del suo abito nero Atelier Versace: un gesto grafico e insieme emotivo, che introduce un elemento di vulnerabilità e umanità all’interno di un’estetica controllata e solenne. Perché la pace è anche questo: fragilità e forza dirompente allo stesso tempo.
Leggi anche:
Mariah Carey a Milano Cortina 2026: cosa c’è dietro il suo stile candy pop
Snoop Dogg, la pelliccia stelle e strisce per le Olimpiadi è già un cult