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Fashion27 febbraio 2026

Milano Fashion Week FW 26-27: Roberto Cavalli in “Nero Carnale”

Per l’Autunno-Inverno 2026-27 Fausto Puglisi concentra l’identità del brand nel nero, esplorandone superfici e riflessi tra pelle, jacquard e maglieria luminosa. Tra codici storici, memoria interna e riferimenti personali, l’ombra diventa energia
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Di Giuditta Avellina

Crediti: GettyCrediti: Getty

Alla Fonderia Carlo Macchi di Milano, tra capannoni industriali monumentali trasformati in scenografia immersiva, la sfilata di Roberto Cavalli prende forma come un sogno reale, chiudendo il terzo giorno di Milano Fashion Week FW26-27. Le note di Sweet Dreams degli Eurythmics riempiono lo spazio mentre celeb, addetti ai lavori e appassionati della Maison si muovono in un’atmosfera sospesa tra arte, musica e cinema. Siamo nel backstage prima che tutto inizi: pelle che riflette la luce, pizzi, trucco, parrucco, tensione. Poi l’incontro con Fausto Puglisi, pochi minuti prima della passerella. È lì che si comprende il senso della rottura. “Nero e carnale, assolutamente nero, assolutamente carnale. Very Cavalli, sexy, italiano, contemporaneo”. La sfilata si apre così: un blocco compatto di nero. Poi, lentamente, fenditure di colore. Ma la base resta quella: intensa, magnetica, feroce.

Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight

Il nero come dichiarazione

Se nella collezione Primavera-Estate 26 dominava l'oro, ora scegliere il nero per Cavalli significa intervenire sull’immaginario più immediato della maison. “Fino adesso mi è piaciuto sviluppare il colore, l’animal print, tutto ciò che a livello mainstream è tipicamente Cavalli”, racconta Puglisi. “Quando ho iniziato a disegnare questa collezione volevo partire da un canvas assolutamente più dark”. Non una negazione, ma un filtro. “I codici di Cavalli sono presentissimi. L’animalier nei fil coupé, nei jacquard, negli chiffon, nei pizzi. È filtrato. Quindi è estremamente sexy, è estremamente Cavalli”. Il nero diventa superficie da attraversare. Pelle stampata pitone e cocco, jacquard jaguar, tocchi di vinile, twill di seta stampato. Uno jacquard coccodrillo scolpisce spencer e pantaloni con precisione quasi grafica. Il chiodo in pelle mat, doppiato sulla schiena in twill di seta, sintetizza la tensione tra rigidità e fluidità. È un nero che non assorbe, ma riflette. “Per me il nero è festivo”, spiega. “Avevo da tempo voglia di disegnare una collezione assolutamente nera. Che però fosse indirettamente colorata. Perché questo nero è talmente forte, talmente d’impatto, talmente feroce… è glamorous che diventa quasi un colore”.

Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight

Maglieria, opulenza, memoria

La maglieria lavora per contrasti: mohair soffice interrotto da inserti zebra dalla consistenza vinilica; ricami in ciniglia e lurex che disegnano macro-giaguari. Il faux astrakan introduce un’eco opulenta e teatrale, mentre il fil coupé animalier incide il nero con una luce sottile. Dentro questa scelta radicale, l’heritage resta centrale. Sottovesti, tagli sbieco, ruche rotte, pizzi lacerati e accoppiati rilanciano la sensualità storica del brand in chiave più compatta, più scura. “Dell’heritage di Cavalli conservo il coraggio, la forza, l’italianità. La voglia di sperimentare”, dice Puglisi. “E poi ovviamente vivo nel 2026. Mi piace pensare a qualcosa che sia connesso con il presente. È importante non vivere in una torre d’avorio ma capire quello che le persone vogliono, come i giovani si vestono. Io credo che questa collezione sia molto, molto giovane”.

Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight

Silhouette, stampe e suggestioni srtistiche

Le gonne ad A sostenute da crinoline amplificano la silhouette, richiamando una memoria interna alla Maison - quelle sfilate tra il 2003 e il 2006 in cui la crinolina diventava iconica - ma filtrate con lo sguardo contemporaneo di Puglisi. Accanto, gli abiti gladiator scolpiscono il corpo con tagli netti. È una firma personale dello stilista, che innesta il proprio vocabolario nel linguaggio Cavalli senza dissonanze. Le stampe non scompaiono, si trasformano. Una volpe argentata fotografica appare su chemisier in twill di seta con dettagli in velluto e su mini sottovesti in chiffon stampato. Accanto, una stampa floreale ispirata alle nature morte caravaggesche, un riferimento che rimanda idealmente alla pittura seicentesca e a una visione drammatica della luce. Anche il denim viene attraversato da questa tensione pittorica: superfici trattate, quasi dipinte, in dialogo con il nero dominante. Poi il colore irrompe: pervinca, rosa vibrante, ciclamino, lilla, viola deep purple. Fenditure luminose che attraversano la collezione senza scalfirne la coerenza. “È connesso anche al mondo della musica”, sottolinea Puglisi. “La musica è una delle più grandi ispirazioni in assoluto. Io amo la vita, amo la musica tantissimo”. Il riferimento emotivo corre verso i New Romantics e verso Prince: il colore come accento, come battito.

Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight 
Roberto Cavalli, sfilata FW26 - Credit: Launchmetrics.com/Spotlight

Accessori tra tensione rock e geometria déco

Monk strap e mocassini a punta affilata, pump con tacco conico anni ’80, stivali stringati. La borsa Serpentine si rinnova anche in versione con borchie gladiator. I gioielli, geometrici e scultorei, evocano un gusto Art Déco potente e architettonico, con lavorazioni galvaniche diverse che convivono nello stesso oggetto. Al centro resta la donna. “È libera, assolutamente libera. È una donna indipendente, molto forte. Si può trovare ogni donna nella donna Cavalli. A me piacciono tutte le donne. Mi piace che la donna sia libera”. “Nero Carnale” è questo: una grande festa scura dentro un capannone industriale che per una sera si trasforma in teatro sensuale. Un mix tra ambientazione, arte, musica e cinema. Il nero non spegne Cavalli: lo mette a fuoco.

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