Di Simona Peverelli
Maria Grazia Chiuri è tornata a casa. Sì, perché in un certo senso il debutto della nuova direttrice creativa di Fendi è un ritorno alle sue origini. La stilista, infatti, riparte dalla maison che l’ha formata da giovanissima, per 10 anni, prima delle sue esperienze da Valentino e da Dior, pronta a imprimere la sua visione consapevole, impegnata e inclusiva. Un passaggio simbolico che segna anche una nuova fase per la label romana fondata 100 anni fa da nonna Adele. Una storia di famiglia, in cui le donne hanno dato nei decenni un’impronta significativa e unica.
E adesso un’altra donna, Maria Grazie Chiuri, raccoglie l’eredità dell’ultima generazione, quella di Silvia Venturini Fendi - ora diventata Presidente Onorario della maison - tra tradizione, artigianalità e visione contemporanea. Nel suo lavoro fa capolino tutto il suo percorso: lo stupore della bambina cresciuta tra i pizzi e i merletti della mamma sarta, ma anche la lunga esperienza creativa a fianco delle sorelle Fendi. C'è il concetto di pelliccia - un capo che è nel DNA del marchio e che oggi deve essere ripensato alla luce della nuova sensibilità - qui declinata in mille varianti di gilet/pellicciotti. C'è l’iconica “Baguette”, la borsa must-have che anche Chiuri ha contribuito a lanciare, e la “Pekaboo”, entrambe rilette nel segno di una nuova morbidezza. E poi quei colletti bianchi che sono un tributo a Karl Lagerfeld, il creativo che ha affiancato Silvia Venturini per anni.
Tutti elementi di una storia che continua a raccontare grande visione e intraprendenza. Al centro c’è un abbigliamento sobrio che viaggia sulle palette del bianco e del nero con pochi guizzi di giallo e rosso, e che dialoga con il classico: la giacca strutturata, anche doppiopetto, torna al centro del guardaroba femminile, soprattutto se portata sopra un abito longuette. Il viaggio prosegue attraverso denim, pizzo e pelle, sempre dentro un tailoring fluido. E poi c’è lo sguardo in avanti, con quelle tute work wear portate con maxi tacco.
Chi era seduto in prima fila ha potuto respirare l’amore di Chiuri e del brand del gruppo Lvmh per l’artigianato femminile. Una storia di famiglia che ha trasformato l’antica arte di tessere con ago e filo in un manifesto socio-culturale; quello che Fendi continua a scrivere per non lasciare che la moda diventi mero spazio estetico. Sembra voler dire anche questo il messaggio che si legge impresso sulla passerella, “meno io, più noi”; così come quelle scritte sulle sciarpe, “5 sisters”, un riferimento alle 5 sorelle Fendi che negli Anni ‘40 iniziarono a dare il proprio contributo ai fondatori. Dopo Paola, Anna, Franca, Carla e Alda, oggi ci sono le donne della nuova famiglia del brand: Delfina si occupa dell’alta gioielleria; Leonetta della sostenibilità. Il risultato è un racconto sempre al femminile che parla di lusso, artigianalità e innovazione. È così che Maria Grazia Chiuri è ripartita dal via. Da Fendi, e da Milano.