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living23 febbraio 2026

Dolce dormire: layering, morbidezze e quei cinque minuti in più

Manuale di sopravvivenza per chi ama dormire: il design prende la parola, tra letti che diventano rifugio e biancheria più avvolgente che mai
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Di Patrizia Piccinini

MyNight di Lema - Courtesy LemaMyNight di Lema - Courtesy Lema

Febbraio, anche se breve, è quel mese che sembra non finire mai. Le giornate restano corte, la sveglia suona troppo presto e l’idea di restare a letto “ancora cinque minuti” diventa una filosofia di vita. In questo limbo invernale, il letto smette di essere solo un arredo e si trasforma in rifugio ufficiale: si lavora, si legge, si sogna e, se possibile, si dorme di più. Non è un caso se proprio ora arrivano le novità più interessanti su letti e biancheria. Testiere generose, imbottiture rassicuranti, tessuti che invitano a rallentare e lenzuola che fanno venir voglia di rimandare qualsiasi proposito di produttività. Perché sì, il design può anche essere funzionale, ma in inverno deve soprattutto essere morbido. E allora benvenute nuove collezioni, materiali avvolgenti e palette pensate per accompagnare il sonno. Il resto può aspettare. Almeno fino a marzo.

Il letto diventa protagonista

Addio letti discreti. Negli ultimi anni il letto cresce, prende volume, alza la testa. Le testiere diventano alte, imbottite, talvolta continue fino a terra. Più che un complemento, un vero elemento architettonico, pensato per stare al centro della scena e della stanza.

Bouclé, velluti, tessuti spazzolati, trapuntature generose: il comfort si vede prima ancora di sentirsi. Anche il design, come le persone, ha smesso di irrigidirsi e ha scelto superfici accoglienti. Via il bianco ottico, dentro una palette rassicurante fatta di beige, latte, greige, tortora, verdi polverosi, blu profondi e toni cacao. Colori che non svegliano, ma accompagnano. Non solo. Negli ultimi anni il letto ha assorbito nuove funzioni: non più soltanto dormire, ma leggere, lavorare, isolarsi dal mondo. Da qui il successo di testiere avvolgenti, strutture contenitive e materiali capaci di proteggere anche visivamente. Il letto diventa rifugio dichiarato, senza sensi di colpa. È il caso di MyNight di Lema, progettato da Gabriele e Oscar Buratti. Un letto che gioca sul contrasto tra la forte presenza volumetrica del materasso e una base minimale, quasi flottante. Volumi generosi e linee leggere trovano equilibrio in una testiera imbottita, morbida come un divano, composta da due grandi cuscini con cuciture e dettagli sartoriali, disponibili in pelle o tessuto. Morbidezze protagoniste anche per Theo di Molteni&C, disegnato da Yabu Pushelberg. Le forme sono organiche, piene, interamente imbottite, pensate per offrire un’esperienza di comfort totale, dove raffinatezza e accoglienza convivono senza sforzo.

Theo di Molteni&C - Courtesy Molteni & C Theo di Molteni&C - Courtesy Molteni & C

Icona senza tempo, Strips di Cini Boeri per Arflex anticipava già nel 1972 molte delle tendenze attuali. Il suo rivestimento trapuntato completamente sfoderabile avvolge la struttura come un grande sacco a pelo, rendendo il letto un oggetto domestico libero, modulare e profondamente umano.

Strips di Arflex - Courtesy Arlex Strips di Arflex - Courtesy Arlex

Più rigoroso ma altrettanto scenografico, Elia di Flou, disegnato da Matteo Nunziati, lavora sulle proporzioni importanti e sull’equilibrio dei materiali. L’imbottitura tessile dialoga con il legno massello, mentre la testata è incorniciata da due colonne laterali che si ripetono sui quattro angoli del sommier, trasformando il letto in una presenza scultorea, solida e rassicurante.

In fondo, è tutto qui: letti che non chiedono discrezione, ma tempo. Magari quei famosi cinque minuti in più.

Elia di Flou - Courtesy Press OfficeElia di Flou - Courtesy Press Office

Plaid e coperte: quando il comfort fa sul serio

Se il letto è diventato un rifugio, la biancheria è ciò che lo rende credibile. Coprimaterasso, lenzuola, coperta leggera, quilt, plaid e cuscini in diverse dimensioni. Il layering diventa una grammatica precisa: abbondante, sì, ma studiata. Il disordine è ammesso solo se sembra casuale. In questo scenario si inseriscono alcune novità che interpretano perfettamente il tema. Il plaid Alpagota di Bolzan, in pura lana Merinos extrafine, unisce morbidezza e calore a un progetto di valorizzazione territoriale. Il filato proviene dalla lana della pecora di Alpago, recuperata e reinterpretata in un disegno a quadri di ispirazione tradizionale, con colori naturali e frange alle estremità. Comfort autentico, senza nostalgia forzata. Più grafico il plaid jacquard City di Lanerossi, realizzato in un blend di lana vergine extrafine e cotone. Il motivo geometrico rilegge il tartan in chiave contemporanea, con linee nette nei toni del grigio, bianco e giallo senape. Un plaid che scalda, ma con carattere.

A sinistra: Alpagota di Bolzan - Courtesy Bolzan; a destra: City di Lanerossi - Courtesy Lanerossi A sinistra: Alpagota di Bolzan - Courtesy Bolzan; a destra: City di Lanerossi - Courtesy Lanerossi

Leggerezza estrema e performance definiscono invece i plaid di Cinelli Piume e Piumini. Realizzati in vero piumino d’oca, pesano solo 165 grammi e garantiscono un microclima equilibrato in ogni stagione. Pensati per la camera da letto, ma perfetti anche in living o negli spazi hospitality, dimostrano che comfort e tecnologia possono convivere senza farsi notare.

Piumino di Cinelli Piume e Piumini - Courtesy Cinelli Piume e PiuminiPiumino di Cinelli Piume e Piumini - Courtesy Cinelli Piume e Piumini

Once Milano introduce un nuovo quilt che punta su una morbidezza più strutturata. Impuntura a quadri, disegno essenziale e due finiture: lino da 165 gr/m² o velluto, entrambe con imbottitura da 400 gr/m². È la prima volta che la collezione in velluto raggiunge questa pesantezza, pensata per offrire maggiore comfort e una resa materica più presente. Tradotto: invita a restare. Chiude il quadro la linea Naturae di Gabel, con una fantasia a ramage di foglie dalle tonalità delicate e pittoriche. Realizzata in caldo cotone (flanella) o in tela di puro cotone, è certificata OEKO-TEX e pensata per chi cerca un’estetica morbida, naturale e rassicurante. Perfetta per accompagnare il sonno, senza fare rumore. In fondo, la tendenza è chiara: meno rigore, più tatto. E se il letto chiama, la biancheria risponde.

A sinistra: Naturae di Gabel - Courtesy Gabel; a destra: Quilt di Once Milano - Courtesy Once Milano A sinistra: Naturae di Gabel - Courtesy Gabel; a destra: Quilt di Once Milano - Courtesy Once Milano

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