Di Patrizia Piccinini
Febbraio, anche se breve, è quel mese che sembra non finire mai. Le giornate restano corte, la sveglia suona troppo presto e l’idea di restare a letto “ancora cinque minuti” diventa una filosofia di vita. In questo limbo invernale, il letto smette di essere solo un arredo e si trasforma in rifugio ufficiale: si lavora, si legge, si sogna e, se possibile, si dorme di più. Non è un caso se proprio ora arrivano le novità più interessanti su letti e biancheria. Testiere generose, imbottiture rassicuranti, tessuti che invitano a rallentare e lenzuola che fanno venir voglia di rimandare qualsiasi proposito di produttività. Perché sì, il design può anche essere funzionale, ma in inverno deve soprattutto essere morbido. E allora benvenute nuove collezioni, materiali avvolgenti e palette pensate per accompagnare il sonno. Il resto può aspettare. Almeno fino a marzo.
Addio letti discreti. Negli ultimi anni il letto cresce, prende volume, alza la testa. Le testiere diventano alte, imbottite, talvolta continue fino a terra. Più che un complemento, un vero elemento architettonico, pensato per stare al centro della scena e della stanza.
Bouclé, velluti, tessuti spazzolati, trapuntature generose: il comfort si vede prima ancora di sentirsi. Anche il design, come le persone, ha smesso di irrigidirsi e ha scelto superfici accoglienti. Via il bianco ottico, dentro una palette rassicurante fatta di beige, latte, greige, tortora, verdi polverosi, blu profondi e toni cacao. Colori che non svegliano, ma accompagnano. Non solo. Negli ultimi anni il letto ha assorbito nuove funzioni: non più soltanto dormire, ma leggere, lavorare, isolarsi dal mondo. Da qui il successo di testiere avvolgenti, strutture contenitive e materiali capaci di proteggere anche visivamente. Il letto diventa rifugio dichiarato, senza sensi di colpa. È il caso di MyNight di Lema, progettato da Gabriele e Oscar Buratti. Un letto che gioca sul contrasto tra la forte presenza volumetrica del materasso e una base minimale, quasi flottante. Volumi generosi e linee leggere trovano equilibrio in una testiera imbottita, morbida come un divano, composta da due grandi cuscini con cuciture e dettagli sartoriali, disponibili in pelle o tessuto. Morbidezze protagoniste anche per Theo di Molteni&C, disegnato da Yabu Pushelberg. Le forme sono organiche, piene, interamente imbottite, pensate per offrire un’esperienza di comfort totale, dove raffinatezza e accoglienza convivono senza sforzo.
Icona senza tempo, Strips di Cini Boeri per Arflex anticipava già nel 1972 molte delle tendenze attuali. Il suo rivestimento trapuntato completamente sfoderabile avvolge la struttura come un grande sacco a pelo, rendendo il letto un oggetto domestico libero, modulare e profondamente umano.
Più rigoroso ma altrettanto scenografico, Elia di Flou, disegnato da Matteo Nunziati, lavora sulle proporzioni importanti e sull’equilibrio dei materiali. L’imbottitura tessile dialoga con il legno massello, mentre la testata è incorniciata da due colonne laterali che si ripetono sui quattro angoli del sommier, trasformando il letto in una presenza scultorea, solida e rassicurante.
In fondo, è tutto qui: letti che non chiedono discrezione, ma tempo. Magari quei famosi cinque minuti in più.
Se il letto è diventato un rifugio, la biancheria è ciò che lo rende credibile. Coprimaterasso, lenzuola, coperta leggera, quilt, plaid e cuscini in diverse dimensioni. Il layering diventa una grammatica precisa: abbondante, sì, ma studiata. Il disordine è ammesso solo se sembra casuale. In questo scenario si inseriscono alcune novità che interpretano perfettamente il tema. Il plaid Alpagota di Bolzan, in pura lana Merinos extrafine, unisce morbidezza e calore a un progetto di valorizzazione territoriale. Il filato proviene dalla lana della pecora di Alpago, recuperata e reinterpretata in un disegno a quadri di ispirazione tradizionale, con colori naturali e frange alle estremità. Comfort autentico, senza nostalgia forzata. Più grafico il plaid jacquard City di Lanerossi, realizzato in un blend di lana vergine extrafine e cotone. Il motivo geometrico rilegge il tartan in chiave contemporanea, con linee nette nei toni del grigio, bianco e giallo senape. Un plaid che scalda, ma con carattere.
Leggerezza estrema e performance definiscono invece i plaid di Cinelli Piume e Piumini. Realizzati in vero piumino d’oca, pesano solo 165 grammi e garantiscono un microclima equilibrato in ogni stagione. Pensati per la camera da letto, ma perfetti anche in living o negli spazi hospitality, dimostrano che comfort e tecnologia possono convivere senza farsi notare.
Once Milano introduce un nuovo quilt che punta su una morbidezza più strutturata. Impuntura a quadri, disegno essenziale e due finiture: lino da 165 gr/m² o velluto, entrambe con imbottitura da 400 gr/m². È la prima volta che la collezione in velluto raggiunge questa pesantezza, pensata per offrire maggiore comfort e una resa materica più presente. Tradotto: invita a restare. Chiude il quadro la linea Naturae di Gabel, con una fantasia a ramage di foglie dalle tonalità delicate e pittoriche. Realizzata in caldo cotone (flanella) o in tela di puro cotone, è certificata OEKO-TEX e pensata per chi cerca un’estetica morbida, naturale e rassicurante. Perfetta per accompagnare il sonno, senza fare rumore. In fondo, la tendenza è chiara: meno rigore, più tatto. E se il letto chiama, la biancheria risponde.